mercoledì 29 settembre 2010

Siamo agli sgoccioli

Domenica scorsa ultimo lungo da 32 km.
Questa domenica mezza maratona in scioltezza e poi i giochi sono fatti.
La maratona di Monaco è alle porte. Le chiacchiere stanno a zero.

giovedì 23 settembre 2010

39° Marapergola

Sottotitolo: tre idioti allo sbaraglio.

Anche quest'anno, seppur in formazione ridotta, siamo andati a fare questa garetta non competitiva in mezzo ai più bei vigneti della provincia veronese.
Agli ordini del Generale c'eravamo solo Cappa ed io, ma correvamo anche per l'onore dell'amico Clod rimasto a far bagordi nell'ultima campagna russa portata vittoriosamente a termine, dal nostro grande condottiero (v. post precedente).
Tornando alla nostra gara, la parola che la riassume meglio è sicuramente idiozia.
Il perchè è presto detto.
Giunti in loco alle ore 8.30, dopo aver pagato l'onerosa iscrizione (1 euro), subito partivamo dando, fin dai primi metri, sfoggio della nostra grande intelligenza tattica; senza tanti fronzoli, infatti, iniziavamo a correre seguendo, come un branco di pecoroni, il percorso che ricordavamo dallo scorso anno.
Tutto proseguiva per il meglio, se non per un piccolo particolare: dopo 3 km percorsi, decine e decine di partecipanti si ostinavano a correre nel senso inverso al nostro.
Ovviamente noi, mai domi, proseguivamo l'inarrestabile avanzata con la convinzione che l'errore fosse altrui e non nostro.
Una volta verificato che, stranamente, tutti avevano ragione e noi torto, chiedevamo - ad un informatissimo organizzatore dalla faccia sveglia - indicazioni per il percorso da 19 km (quello che, fin da subito, volevamo fare).
Seguendo le chiare direttive di quel simpatico signore ci siamo incredibilmente trovati, dopo 10 km, quasi al traguardo!! Noi però, incaponendoci oltre il limite dell'umana comprensione, ricominciavamo dall'inizio il percorso da 19 km e lo portavamo a termine ultimissimi e arrivando ad ogni rifornimento quando gli addetti (leggesi le signore del luogo) stavano letteralmente sbaraccando tutto.
Tra un sorso d'acqua gasata, un biscotto vecchio, un paio di zollette di zucchero e 29 km ondulati abbiamo comunque tagliato il traguardo a testa alta.
Domenica questa altra non competitiva nella provincia veronese.
Faremo di tutto per trovare il percorso giusto.
Alè!

domenica 19 settembre 2010

Terza fermata alla sorte. La pianificazione è tutto.

Venerdì sera ultimo scorso ci siamo trovati al gran completo per l'ormai consueta cena pre-maratona al nostro ristornate di fiducia: la Sorte.
Segnalo subito che oltre ai maratoneti (presenti tutti tranne il dottore, fuggito in Cina per motivi fiscali) c'erano anche delle giovani e carine ragazze, tra cui ovviamente la nostra immancabile madrina, obbligate a presenziare contro la loro volontà. In particolar modo sono meritevoli di menzione le sei fanciulle russe con cui si è inaspettatamente presentato il General.
"Frutto dell'assedio di Leningrado terminato vittoriosamente un mese fa", ha anacronicamente sentenziato il nostro condottiero.
Definita la formazione è il caso di chiarire lo scopo del convivio: come sempre in queste cene la finalità dichiarata e vidimata è trovarsi per pianificare, decidere e stabilire.
Come sempre nulla di tutto ciò è stato fatto.
Tra la gente che viene a Monaco in momenti completamente diversi del fine settimana con mezzi di trasporto indefiniti (le uniche certezze sono Clod con la bici di Fabian Cancellara e il Generale con il suo Concorde personale, l'ultimo esemplare rimasto al mondo) e la totale incomprensione su quante notti prenotare per quante persone, l'unico dato certo della serata è stato il cibo ingurgitato dai presenti.
Questo può essere infatti descritto in quantità "N" tendente all'infinto.
Perchè noi mangiamo tanto, ma corriamo tantissimo, quindi, finchè il fisico regge, ce lo possiamo permettere.
Da segnalare, tra i presenti, il ritorno della punta di diamante che aveva fatto sognare il popolo parigino circa un anno fa con un'ottima prestazione ad allenamento nullo e la presenza dell'under 30 probabimente più veloce di Verona che con i suoi 80km settimanali ci mette tutti al nostro posto.
Il morale della favola è semplice: i primi di noi partiranno in avanscoperta la sera di venerdì 8 ottobre per poi venir raggiunti dal resto del gruppo nella giornata di sabato.
Devo dire che ho tastato un po' il polso della situazione - interrogando tutti, uno alla volta, in un confessionale allestito appositamente dalla signora Paola - ed ho capito che c'è un'attesa che viene vissuta molto intensamente da ogni membro della spedizione germanica.
Approfondendo l'interrogatorio con i ribelli del gruppo (Cappa su tutti) ho poi capito che la logorante suddetta attesa, e la conseguente tensione, è soprattutto per le birre che verranno bevute al termine della maratona.
Comunque il 10.10.2010, vero giorno del giudizio, si sta avvicinando e noi, come sempre, siamo pronti ad affrontarlo (??).

giovedì 16 settembre 2010

Speedy night

Le giornate si sono accorciate ed il tempo per correre è pochissimo, mentre Monaco si avvicina inesorabile. Per questo mi aggiro leggero e silenzioso nelle tenebre, come un ombra senz'anima, perché esaurita dal lavoro.
Con mia grande soddisfazione l'estate è defunta (tanto non me la sono goduta, è stata solo una parentesi calda e fastidiosa) e con le ottime temperature i tempi si abbassano.
La mia ombra sotto i lampioni è lunga, suggente e affusolata, come quella di Gebre.
E non è neanche fatica!
Pure il General solitario nella notte va, se lo incontri gran paura fa, il suo volto ha la maschera...

mercoledì 15 settembre 2010

Follia in alta quota

Ogni volta che trovo qualche folle competizione per runner, credo sempre che sia il punto d'arrivo estremo.
Ma non è così.
La follia umana non ha limiti.
Vi segnalo questa garetta che dei miei amici hanno oggi portato alla mia attenzione.
Rimandandovi all'articolo del corriere non posso non evidenziare comunque dei dati che fanno davvero rizzare i capelli.
Stiamo infatti parlando di percorrere 330 km in alta quota (davvero alta: 4.000 metri!) toccando Gran Paradiso, Monte Rosa, Cervinio e Monte Bianco.
Il tragitto viene percorso in circa 150 ore e i concorrenti si riposano dormendo 4 ore a notte.
A me piace molto la montagna e mi piace correre, quindi mi toccherà fare questa gara.
Piuttosto la morte.

venerdì 10 settembre 2010

Si stava meglio quando si stava peggio?

La risposta è sicuramente no.
Mi spiego.
Martedì sera mi trovo con Cappa per andare a percorrere 14km in totale allegria. Tutto bene se non fosse per la pioggia ininterrotta che dal primo all'ultimo minuto dell'allenamento si abbatte inesorabile sulle nostre teste.
Il mio compare, ovviamente, mi ha maledetto anche in sanscrito perchè l'ho costretto all'uscita promettendogli un big mac ogni km. Promessa non mantenuta causa impossibilità di Mr. McDonald nel far pervenire a Verona i pregiati panini; il buon Cappa, infatti, mangia solo ed esclusivamente gli hamburger preparati dalle mani del vecchio Ronald, il quale li fa arrivare in giornata dagli Usa grazie a DHL. La spesa è alta, ma il rientro dal punto di vista del sapore è impagabile.
Le sue lamentele, comunque, hanno messo in moto il mio encefalo il quale, premesso che non ci si può sempre lamentare per partito preso, ha prodotto il seguente interrogativo: "Meglio correre col caldo o con la pioggia?"
Partendo dal presupposto che le condizioni climatiche perfette per il runner probabilmente non esistono e mai esisteranno la scelta risulta essere semplice, specialmente per uno come me la cui avversione per l'estate è ormai leggendaria.
Io non mi posso infatti dolere dell'acqua che scende copiosa dalla volta celeste per una questione di prestazioni: fino a due settimane fa le mie uscite sportive venivano quotidianamente violentate dalla calura e dall'umidità estiva, in questi giorni, invece, i tempi sono buoni e la gambe vanno che è una meraviglia.
Quindi ben vengano i temporali.
Sulle strade, poi, c'è poca gente che corre: circa un milionesimo in meno di quella che si trova in giugno (fonte: Istat).
Infine, ultimo ma non meno importante dato di fatto inconfutabile, non dimentichiamo che grazie a pioggia, freddo, vento e buio, l'allenamento serale comincia a diventare solo ed esclusivamente per uomini che ce l'hanno lungo. Come clodrunner (vedi post precedente n.d.r.).
I deboli possono pure tornare in letargo, è arrivata la stagione degli immortali.

domenica 5 settembre 2010

Oggi ce l'ho lunghissimo

...l'allenamento. E dopo trentadue chilometri "alla Tergat" nemmeno Rocco in persona potrebbe dubitare del riferimento.
Ultimamente sono scomparso dal grande schermo della rete perché sto studiando per un concorso MPS, che non è il noto gruppo bancario, ma significa Mattino Pomeriggio e Sera, conseguentemente non rimane tempo che per mangiare, dormire e un po' di corsa.
Gli attuali obiettivi extrapodistici mi prosciugano le energie psicologiche ed affrontare la sera allenamenti lunghi mi costringe a uno sforzo micidiale. Quindi dopo l'esperienza drammatica dei ventotto km di domenica scorsa ho deciso di dedicare tutta la domenica mattina al lunghissimo, altrimenti non ne sarei uscito vivo.
Purtroppo i miei fellow-runners -eccetto il Bia, bloccato da una simil intossicazione alimentare- sembrano non aver ben capito che la maratona è solo per chi ce l'ha lunghissimo (l'allenamento). Per gli altri non c'è speranza di arrivare in fondo senza sputare sangue dal chilometro venticinque in poi.
Forza ragazzi, ogni maratona è come la prima.

venerdì 3 settembre 2010

Riscaldamento, riscaldamento, riscaldamento


Ieri sera ho proseguito nel mio allenamento "rinforzato" - son andato tutti i giorni questa settimana - con 15 km a 4min e 55sec al km. Le gambe giravano, le palle pure.
Tutto normale quindi.
A fine corsa mi sentivo proprio bene e la spiegazione è triplice: riscaldamento, riscaldamento, riscaldamento.
Spesso, per pura e semplice pigrizia, parto a bomba senza neanche 100 mt di corsa blanda e questo è un grosso errore (il vecchio clodrunner lo predica fin dai tempi di Caino e Abele).
Bastano un paio di km di fondo lento e la vostra prestazione sarà sicuramente migliore, tenendo oltretutto presente che in questo modo scongiurerete anche il rischio di fastidiosi infortuni muscolari.
Anche il Pibe de Oro si riscaldava, ovviamente a modo suo, se volete potete sempre imitarlo: