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domenica 16 novembre 2014

Atene: dove tutto è cominciato

Per chi, come me, ha frequentato il liceo classico, visitare Atene è un'esperienza di vita. Si può vedere l'Acropoli mille volte, ed in ogni occasione stupirsi come bambini. La culla della civiltà greca, madre della cultura occidentale, respira ancora dopo migliaia di anni. Ci sono pochi luoghi al mondo -e nessun altro in occidente- dove lo stesso popolo dell'epoca ricorda una battaglia del 490 a.c. e la corsa di un messo ad annunciare la vittoria che garantiva la libertà dall'invasore.
Roma è la citta eterna, vero, però come runner non sento lo stesso debito di riconoscenza spirituale che provo verso la capitale greca. Basta pensare che il primo premio della maratona di New York del 1974 fu un viaggio ad Atene per correre quella orginale!
Ad Atene, poi, si può festeggiare con una birra locale prodotta dal 1864 (chissà se Garibaldi l'ha provata).
Ecco il racconto di Max: "Questo non può essere il solito resoconto perché quella che abbiamo corso è la maratona delle maratone. Atene è quello che personalmente mi serviva e devo dire che non potrei essere più soddisfatto; ma andiamo con ordine.
Il gruppo dei partenti originariamente era composto da me, Clod, il dottore e tre amici conosciuti strada facendo. Un amico ha dato forfait per un infortunio e in conclusione sulla linea di partenza a Maratona eravamo in cinque. Tra noi anche Veronica, alla sua prima maratona. Devo dire che l'ho invidiata molto, per il sapore dell'ignoto che ha la prima esperienza.
Partiti da Bergamo con il più classico dei disagiati voli RyanAir, arriviamo ad Atene accolti da un tempo da lupi. Freddo e pioggia ci accompagnano nel complicatissimo trasferimento dall'aeroporto fino allo stadio del Taekwondo di Atene. Lo sconforto ci fa subito temere di dover affrontare la gara l'indomani sotto un diluvio universale. L'attenta disamina dei siti di meteorologia non pare molto rassicurante. Comunque si, avete capito bene, il ritiro pettorali è allestito allo stadio del Taekwondo. La struttura è enorme, fuori dal centro della città e scomoda da raggiungere con i mezzi (abbiamo utilizzato treno, metro, tram e i nostri piedi...). All'interno solita sfilata di atleti di tutti i tipi e tutte le età. Torpedone tra i banchetti di gadget, gel, abbigliamento e verso l'uscita cinema con proiezione del percorso in loop per rendersi conto di cosa dovremo affrontare durante la gara. Ci sediamo e tutto ad un tratto ci rendiamo conto della complessità del percorso. Tratto in piano fino al decimo chilometro e poi sali e scendi fino al chilometro trentuno. Da li tutta discesa verso la gloria dello stadio Panathinaiko.
Dopo la divertente proiezione, sotto il diluvio ci avviciniamo alla stazione del tram che ci porterà, non senza peripezie, all'albergo. La cena pre-maratona si sà, è importante, classica sbadilata di pasta in un bel ristorante per essere pronti a godersi a pieno la fatica che ci accompagnerà da Maratona ad Atene. Tutti in camera presto e sveglia puntata alle cinque, per permettere a tutti di fare una veloce colazione, sbrigare le annose "faccende di cesso" e appuntarsi il pettorale alla maglietta.
Appena sveglio guardo fuori. Cielo limpido. Incredibile. Saliti sulla prima metro delle ore sei e giunti al ritrovo per la partenza dei pullman predisposti per il trasferimento da Atene a Maratona, ci troviamo con altre migliaia di atleti che, a gomiti alti, cercano di accaparrarsi un posto su uno delle centinaia di mezzi in partenza. Durante il trasferimento di circa mezz'ora, mille pensieri si avvicendano. La voglia di far bene è molta.
Una volta scesi, il Sirtaki ci accompagna verso la partenza e dopo una promessa di lealtà, effettuata con il braccio alto verso il cielo, attendiamo lo sparo.
I primi 10km si snodano in un percorso splendido. La lieve discesa porta tutti fuori ritmo. La quantità di supporter per strada è incredibile. Persone di tutte le età. 
Intravedo delle signore con un ramoscello di ulivo. Mi chiedo cosa significhi, ma poco dopo vedo un corridore greco avvicinarsi, romperne un rametto e infilarlo nei pantaloncini mentre le signore lo ringraziavano. Così ne ho capito il significato allegorico: ricordare le gesta storiche di Filippide e portare la notizia della vittoria e quindi della pace. Davvero commovente.
La salita è tanta, come il caldo che ci fa soffrire passando attraverso i piccoli paesi lungo il tracciato. Mai corsa una maratona così dura. Alla mezza tutto bene e così tengo un buon ritmo nella speranza di non fare l'errore di sottovalutare la rampa finale che mi porterà agli ultimi 10km di lieve discesa.
Mi rendo conto che sono troppo veloce e così rallento fino addirittura a camminare al ventiseiesimo chilometro. La discesa e il tifo mi fanno andare veloce, forse troppo. La crisi alla fine arriva e così mi ritrovo a camminare un altro paio di volte. All'ultimo rallentamento, in mezzo a due ali di folla, sento incredibili urla di incitamento di fronte alle quali non posso fare altro che rispondere ripartendo di gran carriera verso l'arrivo, dando fondo ad ogni energia residua.
L'ingresso allo stadio è magico. Indescrivibile. Trovo la forza per correre veloce e chiudere la gara in 3 ore e 27 minuti.
Clod è poco fuori dalla zona di consegna delle medaglie. Quando mi dice il suo tempo stento a crederci. Per lui è come se i sali-scendi non fossero stato li. 3 ore e 5 minuti che in conclusione si traducono in un 172esimo posto assoluto.
Poco dopo arrivano il dottore e il quarto amico. Li vedo cotti ma felici dell'impresa. Veronica chiuderà in 4 ore e 40 in ottime condizioni fisiche.
Il lunedì è giorno di visite turistiche, ma quelle non danno gloria."

sabato 31 luglio 2010

Summer break


Ieri sera sono stato contattato da un amico, vero corridore, per una garetta di 7.5 km a S. Ambrogio di Valpolicella, il memorial Jacopo Oliosi e mi è sembrata una buona occasione per chiudere il luglio podistico. La gara si svolgeva su strada in circuito di due chilometri e mezzo da ripetersi tre volte, di cui approssimativamente metà in salita e metà in discesa. Per la mia età io sono un vero lumacone e ho chiuso alla media di 3'40"/km, mentre il mio compagno della serata è arrivato ottavo assoluto, piazzandosi subito dietro i missili stinger stranieri con una media di 3'10"/km... with compliments!
Chi conosce la storia di mezzo caffé sa che siamo dei podisti nati una sera al bar, per gioco, per cui ci siamo cimentati subito sulla maratona, senza un vero perché. Ma più l'esperienza cresce più diventa chiaro che per migliorare ci vuole una base di velocità non indifferente, che faremmo meglio a stimolare prima che arrivino i trentanni (nota popolazione del nord est della Scozia)!
In qualità di tabellista del gruppo mi piacerebbe riuscire a convincere i ragazzi a fare un po' di mezzo fondo aggressivo, anche se i programmi di ripetute li spaventano (la paura della fatica miete più vittime della fatica!).
Tralasciando i messaggi tra le righe veniamo al dunque: temo che il blog non verrà più aggiornato fino a ferragosto, in quanto Bia è già partito per delle signorili vacanze in barca (ha promesso che nei trasferimenti seguirà la barca a nuoto per non perdere il fiato, sotto lo sguardo vigile del Nostromo), mentre Cappa è prossimo alla partenza per un viaggio senza senso in giro per tutta l'Europa (ha giurato che non tornerà prima di aver fatto almeno centomila chilometri in macchina). Quanto a me, passerò dieci giorni in montagna per rilassare la mente con ritorno, appunto, dopo ferragosto.
Buone vacanze a tutti!

giovedì 1 luglio 2010

The R.U.N.

Se tornassi indietro non so se replicherei l'esperienza fatta. Nonostante il classico divertimento dovuto all'essere con un amico e praticare uno sport, la competitività era estrema a mio dire.
Era da un po' che ci eravamo promessi di provare una gara veloce, io in realtà ho partecipato alla Deejay TEN a Milano, ma l'idea era provarla in gruppo. Una volta definita la gara la scelta era "Competitiva" o "Non Competitiva" e ovviamente, manco a dirlo, ci siamo buttati a capofitto nella prima scelta. Per "Competitiva" mi aspettavouna gara qualunque, con tante persone tra cui mimetizzarsi, ma semplicemente cronometrata.
Giunto al ritiro pettorali mi sono reso conto che mi sbagliavo e la tensione pre-gara è salita alle stelle. Il mitico Clod cerca di rasserenarmi ma poi cade in un silenzio religioso anche lui. Solo 230 iscritti di cui un 70% iscritti a gruppi podistici dai nomi altisonanti. Mi accorgo di avere il pettorale di Tiziano Ferro numero 111 e dopo esserci denudati in un parcheggio per mettersi in tenuta da running, ci avviciniamo alla piccola piazza adibita a partenza e a quel punto lo sconforto arriva alle stelle. Uno dei primi personaggi che noto ha un 42.195 tatuato a tutta gamba e la cosa mi fa presagire che sia un campione (mi sbagliavo). A 15 minuti dalla partenza la piazza è tutto un saltellare di personaggi alti 1 metro e 90 pesanti 60Kg. Io ovviamente, con i miei 73Kg e il mio metro e 74, a parte 2 min di stretching non mi sono mosso e a 5 min dalla partenza ci fanno posizionare in testa alla gara.
Pronti via!
Clod scatta come una gazzella e io non provo nemmeno a seguirlo. A guardare il mio Garmin sono andato a 3,5min/km per almeno 1 o 2 km e poi ho calato fino a chiudere con il mio record personale. Mi aspettavo che trascinato dalla gente avrei corso di più delle mie solite velocità ed in effetti è stato così. In conclusione Clod si è piazzato benissimo mentre io diciamo solo che mi sono piazzato.
Ringrazio il mio compagno oltre al mitico piadinaro di Potenza conosciuto sulla statale che tra dei racconti sconci e una piadina alla porchetta ci ha dato l'arrivederci e a presto donandoci anche una bottiglietta d'acqua per il viaggio.

mercoledì 30 giugno 2010

L'attesa fa salire le aspettative

Dovete sapere cari lettori (?!?) che due di noi sono andati a fare la "Ravenna - the run", organizzata dalla Gazzetta dello Sport in onore di Marcello Lippi e degli eroi sudfricani.
Una garetta di 10 km ben praparati da tutti nelle scorse settimane, me compreso.
Alla fine non sono potuto andare in quanto avevo una missione da compiere: salvare il mondo correndo.
Superman lo fa volando, capaci tutti.
Io corro e salvo le persone. Senza fermarmi ovviamente.
Essendo ben scusato, ed anche conscio che una buona e valida rappresentanza del gruppo era comunque presente, ho salvato il mondo e atteso notizie dei due diecichilometristi.
Un'attesa lunga ed estenuante.
Già sabato sera a più di un'ora dalla fine della gara non mi giungevano notizie. Credevo fossero stanchi invece erano già sbronzi e nudi (come sempre) con mille ballerine che festeggiavano ad un paninaro lungo la strada.
In più ad oggi (mercoledì n.d.r.) ancora non scrivono un post per raccontare le loro mirabolanti gesta. Ogni tanto mi parlano di ritmi pazzeschi, di Cappa glaciale e senza un briciolo di tensione, di ragazzotti che polverizzavano ogni record, ma niente di più.
Quindi a furor di popolo che scrivano ciò che sanno o, se non lo fanno, che tacciano per sempre.

lunedì 17 maggio 2010

Ravenna - the run - 10 km


Giusto per non fermarci a un paio di maratone l'anno abbiamo deciso di andare verso l'infinito e oltre.
L'idea è quella di fare qualche garetta corta adesso che arriva la bella stagione.
La prima (e l'ultima?!?!?!) sarà questa a Ravenna: the run.
Carichi come sempre oggi iniziano gli allenamenti con il programma inviatomi dal buon vecchio Clodrunner.
Comunico a chi è interessato che sono fermo da 2-3 settimane (solo qualche corsetta sporadica) e sono già stato redarguito sempre dall'uomo-gazzella.
Ma porca miseria, 3 settimane fermo e le gambe girano male, il fiato cala e il fisico (già di dubbia forma prima) si affloscia.
Non è giusto, ma non ho scusanti.
Forse è anche colpa del Porchetta Disco Party: una festa organizzata da noi insieme ad altri amici, in cui 150 persone son state una sera intera a mangiare una porchetta da 25 kg -che abbiamo cucinato con tanto amore per 12 ore- 20 kg di mortadella e 10 kg di salame.
Grande stima va a MaxCappa che la mattina dopo questa mega abbuffata (in cui oltretutto si è bevuto LEGGERMENTE troppo) è andato a correre 10 km.
Il disagio che ha incontrato è stato epico a quanto pare, ma ormai anche lui sta dando prova al mondo del suo status di eroe e l'eroismo comporta responsabilità come ben sapete.
Mentre lui correva io con calma mi svegliavo e non resistevo alla tentazione di ricominciare a mangiare quegli ottimi panini con la mortazza!
Ora ci si da una regolata e si ricomincia!