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martedì 21 ottobre 2014

Alien's Quest - Sardinia Ultramarathon 2014

Ecco l'emozionante resoconto della Sardinia Ultramarathon del nostro amico Alieno, che festeggia un garone senza precedenti corso a mille incollato al campionissimo Giorgio Calcaterra! L'Alieno si allena come un pazzo, e allora è proprio vera la massima di Alberto Salazar: "you race the way that you trained".

"Si riparte! Sono ancora una volta sull'aereo, in partenza per la Sardegna e più precisamente per Macomer,  per disputare la mia seconda Sardinia Ultramarathon, corsa di 2 giorni con due tappe consecutive da 21 km il sabato e 60 km la domenica, con in testa un frullato di pensieri ed emozioni. L'anno passato ero stato folgorato dalla bellezza della corsa, l'ambiente unico, l'accoglienza dei padroni di casa e dalla possibilità di misurarmi, nel mio piccolo, con un mostro sacro come Giorgio Calcaterra, campione italiano e mondiale di 100 km, l'unico finora capace di vincere per 9 anni consecutivi la "100km del Passatore".
Parliamo di un incredibile atleta e uomo, il quale, nonostante il suo palmares allucinante, continua a definire  la corsa come un hobby! Giusto per dare un idea lo paragonerei calcisticamente a Pelè o a Maradona, anche se, a mio parere, entrambi avrebbero da imparare molto da lui per quanto riguarda umiltà e semplicità.
Sono mesi che preparo questa corsa, è l'obiettivo della mia stagione!
Sono realista e so che sarà pressoché impossibile batterlo, ma la sola idea di potergli stare vicino più chilometri possibile e imparare il più possibile da lui sarebbe un onore... A fine maggio seguivo il live del passatore ed ero rimasto incredulo nel vedere il suo capolavoro: dopo più di mezza gara in crisi dalla terza posizione al chilometro 85 è passato secondo; poi primo al chilometro 93 tagliando il traguardo al primo posto per la nona volta consecutiva... WOW! Come si fa a fare un recupero così dopo 85 km di corsa?
L'obiettivo era scoprire quando e come quell'incredibile forza mentale si trasformava in forza fisica...

Al decollo e durante il viaggio mi sono caricato di ottime emozioni ed energie, guardando il Monte Rosa e l'interminabile catena montuosa delle Alpi a tratti innevate, cavalcando le nuvole e attraversando il mar mediterraneo che si estendeva a perdita d occhio ho potuto ragionare su quanto bello e unico sia questo pianeta, un posto che ci regala la vita ed è di una bellezza che va oltre la nostra immaginazione... spesso noi dimentichiamo tutto questo dandolo per scontato, perdendo il contatto con la pura essenza della vita, e di conseguenza con la possibilità di vivere più sereni e gioiosi.

Per fortuna che alcune persone il segreto della felicità lo conoscono bene: all'arrivo alla Colonia del monte di Sant'Antonio,  a Macomer, mi trovo davanti ai vecchi amici, persone che vivono semplicemente, loro che lavorano per darci vitto e alloggio e si fanno in quattro per far si che buon cibo, birra, vino, il calore del fuoco e della loro umanità non manchino un secondo... Che persone speciali, li visti tre giorni in vita ma è come se ci conoscessimo da sempre, con loro ho la sensazione di essere a casa mia!

Come l'anno scorso la sera fila liscia come l'olio tra cibo, bevande squisite, ottima compagnia e una nottata in camerata con i compagni di viaggio dei giorni successivi.

E' sabato mattina, finalmente è ora di correre la "Corsa Verde", mezza maratona fuori strada con molti saliscendi e un buon dislivello complessivo. L'ambiente è così selvaggio e affascinante che la fatica sembra non arrivare mai,  corro fianco a fianco a Giorgio, tirandoci a vicenda e chiudendola con un tempo da record! Che meraviglia correre così: essere immerso nella natura a fianco a questo grande campione rende quella che dovrebbe essere una fatica un puro divertimento, un lungo momento di trance agonistica che ti fa credere che potresti correre così per sempre... sul finale però le gambe hanno iniziato a recriminare facendomi ricordare che mente e corpo devono rimanere allineati altrimenti son dolori. Per questo c'è un rimedio, un bel massaggio post gara, un pranzo e un bagno pomeridiano al mare faranno si che il mio corpo si prenda il meritato riposo prima della vera corsa, quella da 60 chilometri.

La sera, dopo cena inizio a farmi le classiche domande: "Non ho mai corso bene una ultra, amo la corsa di resistenza ma sono conscio che molto raramente ho corso senza crollare sul finale, ce la farò? Oggi mi sono gestito bene, oppure ho dato troppo? E se domani le gambe mi abbandoneranno a molti km dalla fine come è successo l'anno scorso?" 
Mi rendo conto che sono solo pensieri limitanti, e che il passato non è uguale al presente, a meno che noi non scegliamo di viverci dentro, addormentandomi con la certezza che saprà trovare i giusti mezzi e le energie per rendere al meglio e per godermi quell'incredibile viaggio che è l'ultramaratona.

Domenica mattina, colazione, preparativi, appello, tutti sulla linea di partenza e via, si parte! 
Si parte molto piano, in tranquillità, sapendo che la corsa sarà bella lunga, 60 chilometri di collina tutti fuori strada sono tutt'altro che uno scherzo, ma so che se riesco a stare a fianco a Calcaterra più a lungo possibile avrò la possibilità di andare via regolare e imparare moltissime cose anche solo osservandolo.

Un po' chiacchieriamo ma rimaniamo entrambi concentrati; il fatto di poter correre spalla a spalla con lui e per me una fonte di grande energia e ricordo che al giro di boa del trentesimo mi sono detto, "beh, quasi mi sembra di iniziare ora una corsa di 30 chilometri, ottimo!" Ovviamente il fisico non era così fresco , ma in queste gare l'approccio mentale fa la gran parte della differenza tra successo e insuccesso, e quindi ero felice e grato per la positività con cui stavo approcciando la situazione.

Al secondo giro abbiamo iniziato a fare sul serio, il ritmo aumentava continuamente, io e Giorgio continuavamo a darci il cambio e tirarci a vicenda e il caldo si faceva sentire sempre di più, a ogni ristoro prendevo una o due bottigliette d acqua di cui me ne versavo almeno metà in testa e bevevo ciò che rimaneva; ci siamo fatti 30 chilometri buoni correndo con le bottigliette in mano per non finire disidratati o in preda a un insolazione.

Con l avvicinarsi del 45 km, dove l'anno scorso sono letteralmente morto di crampi, le paure cercavano di farsi sempre più strada, ma con pazienza le zittivo dicendomi: "il passato è diverso dal presente... A meno che tu non scelga di viverci dentro!" Con questo approccio ho superato le crisi che si susseguivano, sempre focalizzato sul presente e sulla tecnica di gara, arrivando così al momento clue: al km 53, Giorgio ha accelerato ancora, la mia testa e le persone intorno dicevano "non farlo andare!" ho cercato di non mollarlo, ma ecco che il mio fisico metteva il limite: principi di crampi e contratture mi hanno fatto capire che era molto meglio non seguirlo e tenere il mio passo per non rischiare un blocco muscolare e perdere minuti preziosi... 

Quello è stato il momento che ho aspettato da quella sera mesi fa, mentre seguivo il Passatore, era lì  davanti ai miei occhi: che spettacolo vedere Calcaterra cambiare marcia dopo 53 km, ecco l'agognato momento fatidico: il campione mi stava dando la lezione che cercavo da mesi! Nulla accade per caso e il volume dei suoi allenamenti, quasi triplo rispetto al mio, insieme all'approccio mentale di quel momento stavano facendo la differenza!
Nonostante i crampi non volevo perdermi la lezione e ho reagito cercando di stargli il più vicino possibile, trainato gli incitamenti della folla: "dai Marco! Giorgio e li poco più avanti!"
A momenti i crampi si facevano lancinanti, ma ormai sono spesso miei compagni di viaggio e ho adottato tutte le tecniche fisiche e mentali che nel tempo ho imparato per correrci insieme e addirittura farli anche sparire per qualche momento...

Gli ultimi 2 km di salita, che sarebbero impegnativi giù da soli, dopo 4 ore di fatiche sembrano ripidi come le scale di un grattacielo, ma il vedere che Calcaterra non era ancora sparito e che potevo ancora vederlo lì davanti a me, insieme alla consapevolezza che stava finendo una corsa fantastica da cui stavo traendo energie e insegnamenti per il futuro, mi hanno riempito di gioia e gratitudine. Nonostante la fatica di una corsa e di quella salita così impegnativa mi sentivo un po' come i bambini che si gustano le ultime squisite cucchiaiate di gelato... 

Taglio il traguardo felice e grato, consapevole che ho fatto una prestazione incredibile e che è una giornata perfetta, da incorniciare, e che sarà termine di paragone per le mie future prestazioni: mi sono levato mille soddisfazioni e mi sono veramente goduto il viaggio. Mi avvicino a Giorgio e lo abbraccio, grazie a lui ho corso una gara pressoché perfetta... Che emozioni!

Tutti i ragazzi mi fanno sentire un campione, mi trattano come se fossi al livello del campione e mi coccolano come hanno sempre fatto nei giorni precedenti: Macomer è un posto speciale pieno di persone genuine, vere, che negli occhi hanno una luce, un indescrivibile fuoco che arde, gente meravigliosa con cui uno sguardo vale più di mille parole...

In partenza saluto e ringrazio tutti più volte e me ne vado pensando a una massima di Socrate:
"Lascia che i tuoi figli abbiano sempre un po' di fame e un po' di freddo per essere felici".
Viviamo in un mondo accelerato e di agi quasi imposti, dove chi vuole faticare passa spesso per fesso, e cercano di convincerci che la felicità sia un qualcosa che dipende da cose o situazioni che stanno al di fuori di noi.  Invece no, la lezione di oggi per me è questa: i risultati ottenuti senza apprezzare la fatica fatta non hanno valore, e infatti spesso ci lasciano insoddisfatti; il traguardo che raggiungiamo ha senso solo se lo raggiungiamo felicemente perché non è a destinazione che giace la felicità, ma nel viaggio, perché essa è sempre stata dentro di noi."

martedì 9 settembre 2014

Alien week 2014

Signore e signori, il nostro amico alieno questa settimana è in ferie, ma siccome c'è la crisi rimarrà nella sua amata Verona.
Mosso dalla sacra passione per la corsa ha deciso di allenarsi duramente in solitaria durante il giorno, per fare promo al nostro sport preferito ogni sera della settimana intorno alle 18,45.
Per chi volesse aggregarsi l'appuntamento è per stasera alle 18,45 a Castel San Pietro.
Domani nuove mirabolanti avventure.

martedì 18 marzo 2014

100 km settimanali

La preparazione mia e di Max alla 100 km del Passatore e alla CCC dell'Ultra Trail del Monte Bianco è - ovviamente - clamorosamemte più complessa del previsto.
Molto.
Ma non troppo.
Dopo il rodaggio iniziale in Gennaio fatto per smaltire i pandori, infatti, ormai è da più di un mese che il chilometraggio settimanale è aumentato vorticosamente.
Il ricordo delle uscite da 10 km è ormai lontano. Non si torna più a casa se non si hanno minimo-minimo 18 km nelle gambe. Nulla di strano se lo si fa il sabato o la domenica, decisamente impegnativo la sera col buio, i lupi e il vento che ti sputa in faccia la neve.
(Sparagli Piero)
La nostra routine infra-settimanale è la seguente: 
- uscire dal lavoro
- volare a casa in bici sudando tantissimo
- cambiarsi sul pianerottolo 
- fare una mezza maratona. 
Poi la domenica mattina sveglia di buon'ora e via per 30/40 km alla perenne ricerca di una fontanella ove poter almeno bere un goccio d'acqua.


Abbiamo studiato molte tabelle di allenamento e ci siamo fatti la nostra che ci sta portando a percorrere circa 100 km settimanali. Non sono tanti viste le gare che abbiamo in programma, ma più di così è materialmente impossibile.
A parte il problema del tempo da dedicare agli allenamenti - problema comune a tutti - quello che all'inizio ci è pesato di più è stato rallentare il ritmo. Ci è pesato semplicemente perchè, così facendo, le gambe, abituate ad allenamenti brevi e veloci, risultavano essere più affaticate. Il muscolo faceva uno sforzo nuovo, che non conosceva ed a  cui non era preparato.
Ora, almeno per quanto mi riguarda, la situazione sta certamente migliorando e sto trovando la quadratura del cerchio.
La stanchezza dei muscoli si è decisamente ridotta e - sia fisicamente che psicologicamente - l'allenamento più lungo mi pesa molto meno. Lo faccio con più naturalezza. Adesso bisogna solo fare qualche prova di un iper-mega-super lunghissimo la domenica mattina per capire cosa vuol dire correre di più di una maratona.
In alto i cuori
p.s.: poi dobbiamo convincere il nostro amico Alien a partecipare, dai su nuncelassà!

mercoledì 7 novembre 2012

L'alieno alla 100km del Sahara no-stop

Ebbene si.
Il nostro amico alieno - la figura mitologica mezzo uomo e mezzo asino - ha portato positivamente a termine la 100km del Sahara no-stop.
A lui vanno i nostri complimenti (e i nostri schiaffoni) ed il nostro invito ufficiale a scriverci il suo personalissimo resoconto su queste pagine.
Ora e sempre alien presidente!

martedì 22 maggio 2012

Perplesso

Domenica correremo il Trail dell'Orsa, percorso di 25km e dislivello positivo di 1900 metri.
Vero è che sia l'Alieno sia il nostro amico Anacleto si scateneranno sulla 43km con dislivello positivo di 2800 metri. In ogni caso mi chiedo perché sono iscritto, con poche salite alle spalle ed un raffreddore che dura da due settimane?
Le previsioni sono disponibili per il momento fino a sabato ed annunciano acqua (e conseguentemente molto fango).
Penso di aver capito come finirà.
Chi prende la macchina?

lunedì 14 maggio 2012

Primo Trofeo del Custoza - Esplosioni addominali

Antefatto.
Giovedì nel tardo pomeriggio, convinto dall'alieno, mi iscrivo in solitaria ad una gara che da settimane già mi attirava davvero molto: http://maratonadelcustoza.wordpress.com/.
Metà asfalto e metà sterrato in posti bellissimi, per complessivi 25 km di saliscendi sulle colline veronesi.
L'alieno stesso avrebbe partecipato.
Tutto a posto direte voi.
Vai, corri e non rompere i coglioni.
Peccato che il giorno prima della suddetta gara sia stato a fare canyoning - o torrentismo - dalla mattina alla sera. Tra torrenti, birre e cena ho toccato il letto ben cinque ora prima della sveglia. Un vero campione.
Nessun problema, comunque pensavo, non è mai morto nessuno per poche ore di sonno.
La tragedia però era in agguato.
Dopo essermi trovato con l'alieno - il quale partiva per arrivare tra i primi dieci ed è arrivato addirittutra quinto (bravissimo!) - siamo partiti sotto un diluvio di proporzioni bibliche.
Fortunatamente proprio sotto il nastro di partenza ho trovato l'amico Anacleto con cui speravo di poter correre in compagnia fino alla fine. Andava tutto bene, ero un po' stanco ma mi sentivo abbastanza in forma nonostante tutto.
Non avevo, però, fatto i conti con l'acqua e il vento. L'effetto combinato che questi due fattori hanno avuto sulla mia panza è paragonabile solo ai test atomici francesi di Mururoa.

Al nono km circa, infatti, ho iniziato silenziosamente ha rallentare lasciando pian piano andare il mio compagno di gara.
Tra il nono e il decimo km ho dato poi il via ad una personale gara di peti contro me stesso. Meglio del concerto di capodanno. Proprio al decimo km mi son accorto che si stava per consumare un dramma.
Con un balzo quasi felino mi sono letterlamente gettato in mezzo al bosco e ai rovi per risolvere la questione prima che la questione risolvesse me.
Dopo circa cinque minuti sono uscito dal bosco più leggero di circa dieci kg.

Ho ripreso a correre al mio ritmo e son arrivato al traguardo in 2 ore e 6 min.
Tutto sommato sono anche soddisfatto considerato che quel fantomatico km 10 l'ho percorso in 10 min grazie al pit stop non preventivato.
La gara è bellissima. Correre sullo sterrato in mezzo ai vigneti è davvero stupendo.
Poi con il diluvio mi son esaltato, fango e scivoloni sono il mio pane quotidiano.
La prossima volta mi porto una pancera riscaldata.

lunedì 12 settembre 2011

Sulle creste del Monte Baldo - BTR '11

Probabilmente ieri abbiamo concluso la nostra stagione di gare di trail.
Dico probabilmente perchè con questo caldo libico che non molla e la neve che non scende, un po' di sano trail running è il modo migliore per rimanere in stretto contatto con la dea montagna.
Intanto proseguiremo con una serie di uscite di allenamento serale, poi si vedrà.
La gara è stata davvero bella, noi abbiamo fatto il percorso corto da 25km con partenza dalla stazione a monte della funivia di Malcesine ed arrivo a Caprino Veronese dopo una lunga e suggestiva corsa divisa in due parti:
- la prima sulle creste ad arrampicarsi e cercare di correre tra le rocce e i sassi;
- la seconda giù a bomba dall'ultima cresta con le rotule in gola e le caviglie al posto dei gomiti.
Panorami mozzafiato che, pur conoscendoli, mi lasciano sempre a bocca aperta.
E' stato tutto divertente, compreso lo scherzo di qualche simpatico buontempone che ha rimosso un po' di cartelli che segnavano il percorso facendo sbagliare strada a molti partecipanti, noi compresi.
Spero ti colpisca un cagotto fulminante.
Clodrunner è arrivato terzo ed io mi sono piazzato settimo.
Pacche sulle spalle, indigestione di thè verde, pastasciutta offerta e tutti a casa!

p.s. ho appositamente omesso di raccontarvi la prima esperienza di trail running di Max - che questa volta è venuto con noi senza sapere il perchè - in quanto ci tengo che ve la racconti direttamente lui, non voglio sottrargli questo onore/onere.
p.p.s. il nostro amico alieno ha vinto la gara lunga da 35km, davanti al campione in carica ed arrivando in mezzo a due ali di folla urlanti con ragazze che gli lanciavano reggipetti sul podio. Complimenti a lui, ogni giorno che passa è sempre più un marziano. Bravo alien!


Siamo una squadra fortissimi.

lunedì 5 settembre 2011

Il rientro


Finite le vacanze, ho ritrovato la compagine di mezzocaffè completamente trasformata.
Marathon Bia ha passato i suoi giorni al mare tra corsa e nuoto in acque aperte, vivendo come un romantico eroe naturalista (non so se anche naturista). Per far meglio comprendere l'epicità della saga dal Bia racconterò un aneddoto. Un mattino di una brillante giornata di sole il nostro paladino si recava in un'amena spiaggia sicula in compagnia della sua dolce metà. Dopo un lungo arrovellamento al sole tra baci ed abbracci affettuosi (12 secondi) nel torrido clima, egli si protendeva verso le chiare e fresche acque per trovare appagante ristoro, salutando la sua amata con la mano. Senza nemmeno fare caso al tempo che correva inarrestabile, con grande foga nuotava e nuotava sino a rendersi conto di essersi spinto un po' troppo in là. Trascorsa circa un'ora e mezzo dall'inizio del bagnetto, tornava a piedi dalla propria bella, trovandola in lacrime mentre scrutava l'orizzonte e già immaginava la sventura di un amore precocemente perduto. Ora il Bia nuota regolarmente, fa push-ups, corre, corre, corre.
Mr MaxCappa, invece, ha cambiato lavoro ed è ora in forze in un'azienda moderna e performante, con obiettivi chiari e precisa mission, competitività al punto giusto, always on the edge. Questo cambiamento lo ha reso un lavoratore impegnato ed arrembante, dall'impeccabile completo blu e dal fisico asciutto. Ama vivere bene, ma contemperando i piaceri della gola con le necessità della salute, mangiando sano ed in maniera equilibrata. Per il manager del 2000 la corsa non basta più: una bicicletta usata, ma che sembra nuova di zecca, completa l'inventario delle attrezzature sportive suscitando interesse in nuove imprese. Alla bicicletta Max ha sposato l'iscrizione ad un corso di nuoto. Normalmente alla nuotata segue giro in bici, mentre alla corsa Max riserva sessioni ad hoc. Avete capito, la nuova chimera è il triathlon!
Quanto a me, arranco dopo gli scarsissimi allenamenti estivi. Ieri ho avuto un assaggio di trail con l'Alieno, il Bia e la Punta di Diamante ed arrancavo penosamente in ultima posizione nel vano tentativo di stare coi ragazzi. Inutile dire che l'Alieno nel frattempo percorreva il doppio della distanza, andando avanti e indietro più di un cane da riporto e facendo crollare ancor di più il mio già basso morale. In ogni caso è solo questione di tempo: tornerò, più forte di prima!

P.S.: Il General ha compiuto gli anni, ma non ci sono notizie delle imprese sportive.

giovedì 19 maggio 2011

Sulle orme dell'alieno


Tromso, Tromso, Tromso.
E' il mio pensiero fisso, perché ho la netta e fondata impressione di fare pochi chilometri in questo periodo che dovrebbe essere di carico.
Il mio spauracchio non è tanto la prestazione (mi piace migliorare, ma non sono un fanatico), quanto piuttosto la crisi del trentesimo od oltre. Quella è un vero dramma, una sofferenza onnivora cui la volontà non può far fronte.
Se non si hanno i chilometri nelle gambe meglio rimanere a casa e non affrontare la distanza maratonica, questa è la mi filosofia.
Sentendomi in colpa, ieri sera ho fatto 18,5 km di allenamento partendo da casa. Io abito sulle colline a nord di Verona, quindi sono sceso in città, ho corso con il Bia ed il Generale, e sono tornato a casa sciroppandomi una bella salita.
Fatica vera.
Mi chiedo come faccia l'alieno a fare allenamenti di 35/40 km su quei percorsi: non si tratta di un collinare tranquillo, ma di vere e proprie salite di 6/7 km di pendenza media che varia tra il 6 ed il 7%.

lunedì 16 maggio 2011

Resoconto di una straverona sotto le stelle davvero "alienante"

Già Clodrunner vi ha parlato del fatto che la Straverona sotto le stelle (quali stelle poi visto che si correva alle 19.00..) sia stata annullata per errori organizzativi. Gravi errori.
In sostanza l'organizzatori medesimi hanno, per negligenza, fatto sbagliare la strada ai primi invalidandone la prestazione.
Vi ripropongo qua sotto il testo di una mail inviatami da l'alieno, il nostro amico che corre alla velocità della luce e si allena tutti i giorni come il più folle dei marines.
Vale la pena di pubblicarla perchè la sua testimonianza è densa di significato, essendo stato lui il vincitore della (annullata) Straverona sotto le stelle.
"Ciao Ragazzi,
vi do volentieri il mio contributo per spiegare cosa è successo nelle prime posizioni.
A guidare il gruppo c'era la macchina della testa della corsa guidata da una signora non molto competente in merito al tracciato, seguita da una motocicletta sky - probabilmente guidata da Bob Marley & friends - che nel pomeriggio dovevano essersi fumati un mezzo kg di erba.
Già verso Stradone Porta Palio (cioè inizio gara n.d.r.) questi furbi chiedevano al primo runner (fatalità un organizzatore di altre gare nel veronese): “Qual'è la strada? Dove dobbiamo andare?” e lui ovviamente replicava: “se non lo sapete voi...”.
Cominciavamo bene.
E' stato molto bello correre i primi km verso San Zeno schivando biciclette, motorini, macchine che si buttavano nel percorso nell'anarchia più totale. Arrivati proprio a San Zeno i mezzi dell’organizzazione ci hanno guidato in via Pontida, piazza Bacanal, via Porta San Zeno e piazza Corrubio per poi tornare attraverso via Tommaso da Vico sul percorso corretto e ritrovarci in via Cristoforo Colombo in mezzo al gruppone e sentire gli altri runners preoccupati di essere stati superati da persone “che avevano barato”.
Che tristezza.
Ritornati sul percorso abbiamo seguito le strade correttamente fino a via Emilei dove, invece che farci girare in via Santa Eufemia, Bob Marley, la signora suddetta e i ciclisti apripista han deciso di farci tirare dritto conducendoci per via Adua, corso Portoni Borsari, via Oberdan e magicamente in piazza Brà sotto gli occhi dell'incredulo speaker.
Lì il primo si è fermato a protestare ed io ho rallentato per vedere che succedeva, mentre alcuni altri sono andati dritti riprendendo il percorso.
Capendo che la gara se ne era andata in vacca ho pensato bene di fare il secondo giro come allenamento. (S)Fortunatamente, avendo abbracciato la scuola della corsa a sensazione, in gara non mi sono portato il Garmin quindi non so esattamente quanta strada abbiam fatto, ogni km gli orologi dei miei due compagni suonavano e alla mia domanda “ma a quanti km siamo?” la loro risposta era sempre “siamo giusti, siamo giusti”, quando evidentemente era impossibile.
Secondo i miei calcoli abbiamo fatto il secondo giro corretto (quindi 11km se non ho capito male, essendo un po' più lungo) e il primo circa 9km (11 meno 2.5 non fatti in centro più 0.8 fatti in più a San Zeno).
Insomma una ventina di chilometri circa.
Non ho voglia di parlar male delle persone ma voglio solo segnalarvi alcune altre cose viste che mi hanno parecchio intristito:
1. Al primo posto l’organizzazione. Possibile che in una gara competitiva in centro città nel bel mezzo del percorso ci siano motorini, macchine, risciò, quad e chi più ne ha più ne metta?
2. Le persone in testa al gruppo con me una volta che hanno capito che era andata a monte la gara hanno detto “va ben arriviamo in fondo e passiamo il traguardo insieme”. Bell’idea. Mi sembrava anche un buon modo di far capire la pagliacciata. Peccato che poi abbiano aggiunto: “così dividiamo i premi” . Morale: colui che è arrivato insieme a me a un certo punto si è messo a correre come un pazzo per arrivare da solo, io gli sono stato dietro, ma abbiamo lasciato indietro il terzo con cui si era deciso di arrivare insieme.
3. Il sopracitato mio compagno all’arrivo quasi si menava con uno che probabilmente si è fermato alla fine del primo giro farlocco e si è fatto dare la medaglia.
In conclusione, mi considero squalificato ma il mio allenamento l’ho fatto e il mio obiettivo di fare 21 km a 3min e 30sec al km è stato centrato avendo fatto 20km in 1h e 10min.
Sono molto triste per non aver visto nessuna organizzazione e purtroppo pochissima sportività.
Ciao
Alien83"
Preciso che, previa sua autorizzazione ho un po' censurato le sue frasi perchè, ovviamente, è letterlamente incazzato come una iena per l'accaduto.
Ai posteri l'ardua sentenza. 

domenica 15 maggio 2011

Che domenica speciale

Sono in salotto con le scarpe da running ed il pettorale della Straverona addosso: sono stato colpito dalla pigrizia dell'ultimo minuto, dovuta anche dall'uragano che imperversa dalle otto.
L'indomito Generale ed il fedele Bia stanno in questo momento correndo i tredici chilometri più fangosi della storia della nota stracittadina non competitiva. Ecco un'immagine in diretta.

Ieri sera abbiamo anche partecipato alla prima Straverona sotto le stelle: la gara è stata deludente, per ragioni climatiche, organizzative, personali.
L'aria era davvero irrespirabile. Un'umidità senza precedenti si accompagnava alla bassa pressione che tipicamente fa presagire l'arrivo di un temporale, per cui sarebbero serviti due turbocompressori al posto dei polmoni.
Io di solito in gara bevo poco e non utilizzo mai gli spugnaggi, ma ieri bevevo ad ogni ristoro ed il resto della bottiglia me lo versavo in testa. Nonostante questo dopo nemmeno un chilometro ero perfettamente asciutto e con la bocca secca in modalità mummia egizia. La prestazione non poteva che essere un vero disastro: per fortuna non avevo il garmin, altrimenti avrei visto salire il tempo al chilometro inesorabilmente fino all'arrivo.
Per dare un parametro: ho corso la Montefortiana (dove ci sono sei chilometri di salita decisa) in cinque minuti in meno!!
Poco male, l'atmosfera della città il sabato sera ad orario aperitivi era divertente!
L'organizzazione era un po' casuale, ma perdoniamo l'associazione Straverona, che per la prima volta si cimenta in una gara ufficiale. Non ho ben capito perché, ma i primi venti sono stati portati fuori strada e quindi la gara non ha una classifica ufficiale. C'erano degli apripista in bicicletta, penso siano usciti dal percorso da qualche parte ed i primi li abbiano seguiti fuori tracciato.
Ci potrà dare più precise indicazioni il nostro amico Alieno, che è arrivato davanti a tutti in 1h10', tuttavia senza vincere alcunché visto che non c'è classifica. Sarebbe stata la sua prima vittoria, peccato! In ogni caso compliments!
Al termine della gara mi sentivo come al termine di una maratona: a pezzi.
Brutta sensazione considerato che manca un mesetto alla maratona di Tromso.
Quelli di Mezzo non mollano mai e mi sento solo un po' mona (venetismo) per essere qua a scrivere, invece che marciare sotto l'acqua con l'eroico Generale. Stasera per revanchismo mi toccherà uscire per una corsetta.
Allez!

lunedì 14 marzo 2011

Week end con l'alieno

Ebbene si.
Ho preso casa con l'alieno per il fine settimana.
Compagno d'appartamento perfetto ed impeccabile questo nostro amico che percorre un maratona in circa 2 ore e 40 minuti, ha cercato, in tutti i modi e per sua stessa ammissione, di farmi morire durante il fine settimana.
C'è quasi riuscito.
Sono vivo per miracolo.
Ripropongo brevemente il programma di sabato in particolare, giornata in cui in cui mi sono divertito un sacco:
- sabato mattina sveglia ore 7.30, corsa andata e ritorno per andare a prendere pane, krapfen e crostata di mirtilli;
- ore 9.30 inizio sci in fuoripista: Sass Pordoi e Val de Mezdì con un caldo infinito, la gambe che esplodono, ma emozioni vere e panorami mozzafiato. Voto 10;
- ore 16.00 termine giornata di sci;
- ore 16.45 corsa in salita e sulla neve per 13 a/r. Rischio infarto 99%.
A questo aggiungete pure che l'alieno-robocop-highlander di km ne ha fatti 19, di fuoripista estremi ne ha fatto un altro da solo (Val Lasties, n.d.r.) mentre io arrancavo a tento verso il parcheggio ed in casa od ogni pausa si dilettava mettendo in pratica tutti gli allenamenti modello marines che l'umanità abbia mai conosciutio.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo: flessioni, addominali, scalate di pareti rocciose a mani nude, skyrunning durante il sonno e gare di apnea in neve fresca.
Domenica mentre lui sprizzava energie da ogni poro, io mi sono trascinato nella nebbia della Porta Vescovo (Arabba), con l'unico obiettivo di portare a casa la pelle.
Pare ce l'abbia quasi fatta.
Restate sintonizzati per nuove mirabolante avventure.
Se non mi sentite più è perchè l'amico robocop ha causato il mio prematuro decesso.
Non denunciatelo però, alla fine è un bravo ragazzo! E' matto, ma è un bravo ragazzo!

sabato 19 febbraio 2011

La gita a Verona Romana

Pomeriggio di sole e ritiro del pettorale.
Un binomio infallibile.
Con clodrunner ed il plurimedagliato Generàl, oggi pomeriggio sono andato a ritirare il pettorale per la Mezza Maratona di Verona di domani.
Tra una risata e l'altra -anzi ridevamo e basta per qualunque ragione- abbiamo cercato di sbrigare al più presto le formalità pettoralesche, in quanto, abbagliati dalla voglia di mangiare un gelato, non volevamo far passare più tempo del necessario prima di soddisfare le nostre avide papille gustative.
Ovviamente è stato un susseguirsi di imprevisti.
Anzi, di cazzate.
Prima fra tutte la mia, consistita nel presentarmi al banco del ritiro senza la documentazione adeguata costringendo così i miei compagni di ventura, però debitamente ripagati a suon di caramelle Elah, ad andare in giro a caccia di una fotocopiatrice in una città pervasa di odori malsani e truculenti.
Preso il teconologico pettorale (già munito di chip), la maglietta omaggio, i depliant di altre gare, i bikini color rosa shocking ed assistito a svariati tentativi di abbordaggio del Generàl a tutte le hostess presenti, certi anche al limite dell'arresto e del processo con rito immediato, ci siamo messi in marcia direzione Walter, l'antica gelateria veronese già luogo di nostri ritrovi giovanili di imperitura memoria.
Lungo la strada le distrazioni erano, però, in agguato.
Passando vicino all'Arena ci accorgiamo che non ci sono palchi, palchetti, scenografie e tutte quelle ulteriori stupidaggini volte solo a mettere nel sacco gli ignari turisti estivi; rivolgendomi agli altri due, che nel frattempo facevano a gara a chi aveva più capelli, faccio presente che non ho mai visto il romano monumento così glabro e nel suo pieno splendore.
Presi dall'entusiasmo cominciamo a scavalcare l'apposita recinzione, a saltare su e giù da muretti vari e, come una vera baby gang anni '90, a cercare di entrare.
Colti con le mani della marmellata da un pretoriano posto a guardia dell'anfiteatro, scappiamo non curandoci delle difficoltà motorie del nostro condottiero.
Il buon Genràl, infatti, non si è mai distinto in battaglia nei terreni impervi, lui è un stratega.
Forte del suo grado è riuscito, comunque, lo stesso a mettersi in salvo e a comprare , nel frattempo, un appartamento del valore di circa 20.000 euro a metro quadrato.
Dopo una breve telefonata all'alieno, che domani farà la maratona e che, come noi tre, si aggirava per le vie del centro come uno scolaretto in gita, ci siamo incontrati con lui e finalmente abbiamo assaporato il tanto agognato dolce a palle.
Nella mezz'ora con l'alieno abbiamo studiato il percorso di domani, il tempo, l'organizzazione e ci siamo intrattenuti nell'osservare i bambini dell'era moderna muniti di giocattoli di dimensioni spropositate, probabilmente regalatigli da genitori con le falene al posto dei neuroni.
L'alieno domani cercherà di stare sotto le 2h e 40min, noi abbiamo le nostre aspettative che speriamo di non deludere. In bocca al lupo a tutti: a lui e A NOI!
Poco prima di lasciarci abbiamo incontrato il mentore.
Immancabile. Inimitabile. Unico.
Il destino non poteva non pregiarci della sua benedizione.
Dopo aver ascoltato le sue raccomandazioni e la sua qualificazione del general quale "caso limite" ci siamo dati mille appuntamenti per il giorno dopo per rendere, come sempre, tutto più complicato.
Ci vorrebbero più pomeriggi così.
Spensierati, idioti e pieni di una contagiosa allegria.
Come quando andavamo in motorino sempre in due.

martedì 11 gennaio 2011

In corsa con l'Alieno

Anche quest'anno non cambiare: stessa montagna, stessa neve. Secondo la tradizione di rito ho trascorso le vacanze natalizie nell'amena Val di Fassa, per soddisfare l'indomita e sfrenata passione per lo sci da discesa.
Se la corsa è la madre di tutti gli sport, allora lo sci è il figlio che le giace in grembo, oltre a sedere alla destra del Padre, naturalmente. La Trinità si chiama scialpinismo, ma questa è un'altra storia.
Dunque, mentre in Val di Fassa mi dedicavo all'attività spirituale sopra descritta, mi sono imbattuto nel nostro amico maratoneta. Per identificarlo meglio e per questioni di privacy, lo chiamerò simpaticamente l'"Alieno".
L'Alieno è stato più volte citato in questo blog, come quel ragazzo totalmente impreparato che ha corso la sua prima maratona in 3h07', la seconda in 2h42' e la terza in 2h34'. Il tutto nel giro di un anno e mezzo. Non credo serva aggiungere altro.
Riprendendo il racconto, l'Alieno è entrato nella cabina dell'impianto di risalita dove mi trovavo, trafelato come non mai per aver fatto una discesa di sedici chilometri senza stop e lì ho scoperto di averlo come vicino di casa in Val di Fassa.
Intimorito dagli inviti a correre con l'Alieno, ho cercato di svicolare fino al giorno X in cui non mi sono potuto esimere da una corsa insieme.
Ore otto della mattina, temperatura di meno dieci, esco di casa baldanzoso, faccio per imboccare la strada asfaltata effetuando un'enegica curva a gomito e slam!!!
Il fondo era ghiacciato, così mi sono steso al suolo rompendo il garmin. Non mi sono perso d'animo e sono arrivato sotto casa dell'alieno: pronti via, partiti!
Incredibilmente mi sentivo leggiero e presto (come la lonza di dantesca memoria) e risalivo senza fatica sui pendii delle piste da fondo innevate, tant'è che ad un certo punto ho sentito l'Alieno ansimare paurosamente! Senza proferir verbo mi sono goduto un momento di profonda gloria interiore, credendo di essere ormai pronto per imprese epiche. Il tutto è prevedibilmente sfumato nella delusione più cocente quando ho scoperto il ritmo effettivo a cui stavamo correndo e che l'amico per colazione si era sbafato quattro cotechini, seguendo pedissequamente la dieta a zona prescrittagli dal più noto nutrizionista locale (foto).
L'Alieno è un po' competitivo, non so se si capiva, quindi mi ha precettato per una rilassante corsetta di febbraio con partenza dalla Val di Fassa (m. 1320) e arrivo al rifugio Gardeccia (m. 1950). Vi avviso quando parto per l'impresa, così potete salutarmi adeguatamente prima della mia morte in altura.
Per inciso lo stesso percorso è stato scelto per l'arrivo della tappa del Giro d'Italia 2011 Conegliano - Gardeccia.