Visualizzazione post con etichetta allenamenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta allenamenti. Mostra tutti i post

mercoledì 2 aprile 2014

Ultra-maratoneti (non ufficialmente)!

Era solo una questione di tempo. Alla fine il giorno dell'allenamento "ultra-maratonico" è arrivato.
La scorsa domenica abbiamo percorso 60km, spinti dalla voglia di capire se il passo successivo ai 42km ci avrebbe fatto cadere nel nulla cosmico.


Fortunatamente così non è stato e tra una bacca di goji e un chicco d'uva essicato abbiamo allegramente percorso il tragitto Verona - Caselle di Sommacampagna - Sona - Castelnuovo del Garda - Salionze -  Monzambano e ritorno.
La partenza abbiamo voluto fissarla per le 8 del mattino (vista anche l'ora solare) e la strategia definita qualche giorno prima è stata di dividere il percorso in tre tratti da 20km. Il primo tratto ci avrebbe portato nella casa in campagna del Bia a Castelnuovo del Garda dove, dopo un breve rinfresco, avremmo indossato un camelback e saremmo partiti per raggiungere i 30km che avrebbero sancito il giro di boa lungo il fiume Mincio vicino a Monzambano. Cambio di spalle per camelback al trentesimo, frutta secca, un biscotto e via con la consapevolezza che da qui in poi il gioco si sarebbe fatto duro.
Allo scopo di testare la digestione in corsa, verso il 40esimo km abbiamo mangiato 50gr di pasta a testa -amabilmenrte preparati dalla madre del mio compare- per un veloce pit-stop prima di percorrere i rimanenti 20km verso casa. Mentre il Bia li fagocitava come se non ci fosse un domani io mi trattenevo con il timore di gravi ripercussioni sul mio stomaco.
Fortunatamente tutto bene, le nostre interiora non ci hanno giocato brutti scherzi.
Una volta ripartiti le gambe si sono fatte pesanti ma dopo qualche chilometro abbiamo ripreso il lento ritmo di crociera di 5.30 min/km, soffrendo più del previsto il caldo e un paio di salite. Correndo ci siamo imbattuti in un numero inquantificabile di profumatissime grigliate che ci hanno messo davvero a dura prova.
I chilometri tra il 52esimo e il 60esimo sono passati in silenzio. Poche parole e tanta fatica. Nonostante tutto ci siamo alimentati bene e non abbiamo subito crisi energetiche. L'ultimo tratto il camelback è toccato a me, ma quasi non lo sentivo più, ormai le gambe si muovevano da sole e la testa viaggiava per altri lidi.
Gli ultimi 2/3 km li abbiamo percorsi ad un ritmo mai tenuto prima: 6 min/km! Arrivati sul nostro lungadige abbiamo stoppato il garmin neanche un passo oltre i 60km.
Tempo impiegato circa 6 ore e 15 minuti.
Sensazioni davvero positive e gambe molto meno stanche del previsto.
Forse, una volta tanto, ci stiamo allenando bene.

martedì 18 marzo 2014

100 km settimanali

La preparazione mia e di Max alla 100 km del Passatore e alla CCC dell'Ultra Trail del Monte Bianco è - ovviamente - clamorosamemte più complessa del previsto.
Molto.
Ma non troppo.
Dopo il rodaggio iniziale in Gennaio fatto per smaltire i pandori, infatti, ormai è da più di un mese che il chilometraggio settimanale è aumentato vorticosamente.
Il ricordo delle uscite da 10 km è ormai lontano. Non si torna più a casa se non si hanno minimo-minimo 18 km nelle gambe. Nulla di strano se lo si fa il sabato o la domenica, decisamente impegnativo la sera col buio, i lupi e il vento che ti sputa in faccia la neve.
(Sparagli Piero)
La nostra routine infra-settimanale è la seguente: 
- uscire dal lavoro
- volare a casa in bici sudando tantissimo
- cambiarsi sul pianerottolo 
- fare una mezza maratona. 
Poi la domenica mattina sveglia di buon'ora e via per 30/40 km alla perenne ricerca di una fontanella ove poter almeno bere un goccio d'acqua.


Abbiamo studiato molte tabelle di allenamento e ci siamo fatti la nostra che ci sta portando a percorrere circa 100 km settimanali. Non sono tanti viste le gare che abbiamo in programma, ma più di così è materialmente impossibile.
A parte il problema del tempo da dedicare agli allenamenti - problema comune a tutti - quello che all'inizio ci è pesato di più è stato rallentare il ritmo. Ci è pesato semplicemente perchè, così facendo, le gambe, abituate ad allenamenti brevi e veloci, risultavano essere più affaticate. Il muscolo faceva uno sforzo nuovo, che non conosceva ed a  cui non era preparato.
Ora, almeno per quanto mi riguarda, la situazione sta certamente migliorando e sto trovando la quadratura del cerchio.
La stanchezza dei muscoli si è decisamente ridotta e - sia fisicamente che psicologicamente - l'allenamento più lungo mi pesa molto meno. Lo faccio con più naturalezza. Adesso bisogna solo fare qualche prova di un iper-mega-super lunghissimo la domenica mattina per capire cosa vuol dire correre di più di una maratona.
In alto i cuori
p.s.: poi dobbiamo convincere il nostro amico Alien a partecipare, dai su nuncelassà!

lunedì 7 gennaio 2013

Resoconto di un anno di corsa

Come ogni inizio anno è giusto, oltre che doveroso, tirare le somme dei precedente 365 giorni.
Qua, fortunatamente, non si parla di somme danarose o tassabili, ma solo di chilometri. 
Centinaia di chilometri.
Nel 2012, dunque, io ho corso esattamente 2000 km in 167 ore.

Per un runner non di professione credo sia una bella cifra, certo si potrebbe fare decisamente meglio, ma intanto è andata così e mi ritengo soddisfatto.
La corsa è una passione che va coltivata settimana dopo settimana, con la pioggia, con il caldo insopportabile e odioso e, se si è fortunati, anche con la neve.
Ora, per una mera questione di sopravvivenza, è meglio darsi da fare e iniziare fin da subito ad incrementare il chilometraggio del 2013.
La 100 km del Sahara incombe!

giovedì 23 agosto 2012

Programmi schizoidi

Nel gruppo c'è difficoltà a stabilire i programmi.
Attualmente gli appuntamenti certi sono:
- 9 settembre: drei zinnen lauf;
- 22 settembre: la mitica Lupatotissima, staffettona 24x1ora;
- 11 novembre: mezza maratona di Riva del Garda.
Per la maratona invece, disciplina regina, vige il più assoluto disaccordo.
Max si è iscritto a quella di Verona, il 7 ottobre mentre io e Bia per ora niente.
Abbiamo accarezzato l'idea di correre la maratona di San Sebastian il 25 novembre oppure quella di Lisbona il 9 dicembre, ma non si è concluso nulla.
Personalmente non ho alcuna voglia di correre la maratona di Verona, perché ci arriverei carente di preparazione e non mi va di farla solo per arrivare in fondo. Inoltre il percorso non mi piace, è pieno di svolte nel centro città proprio negli ultimi chilometri ed anche la prima parte non è esaltante. Le dimensioni della città non consentono di organizzare un percorso totalmente "dentro le mura", a meno che non si decida di creare un circuito da ripetere più volte. 
Se io fossi tra gli organizzatori non esiterei a cercare una soluzione simile a quelle di Padova e Venezia: partenza molto fuori città e breve passerella in centro per l'arrivo. Ecco un'ipotesi che mi sembra molto più accattivante: Bardolino-Lazise-Peschiera-Castelnuovo-Verona.
In ogni caso, stante la diversità di vedute, ho deciso di puntare tutto sulla mezza di Riva ed ho stilato un programma di ripetute settimanali da eseguire in pista per accelerare i miei ritmi e battere il mio attuale p.b. di 1h23'.
Stasera inizio la fase di test! Mi pare di aver capito che non avrò compagni di merende...
In lontananza (ma neanche tanto) i compagni di avventure intravedono lo spauracchio della 100km del Sahara, motivo per cui insisterei per l'iscrizione nei Paesi Baschi!


lunedì 26 marzo 2012

Lunghissimo a Forette di Vigasio

Ieri il lungo di 30km, iniziato nel modo migliore.
Alle 00,45 ora solare di sabato gira un messaggio tra i ragazzi con il quale ci si avvisa a vicenda dello scattare dell'ora legale.
All'alba del giorno dopo Bia si sveglia un'ora prima, in quanto la sua sveglia ha regolato automaticamente l'orologio all'ora legale, mentre lui pensando non fosse tanto tecnologica aveva fissato l'allarme alle 5,30. Immaginate la gioia della fresca mogliettina!
Arrivati a Forette di Vigasio (qualche chilometro a sud di Verona), veniamo accolti come di consueto dalla banda degli alpini, e salutiamo i fan tra cui spicca un famoso giocatore locale di calcio a sette, che per l'occasione veste la sua maglia ufficiale con nome d'arte e numero stampati sulla schiena: Esselunga 15. Per inciso, il suo nome d'arte è in realtà un tributo a sua moglie, al secolo Stefania Lunga, da cui appunto S. Lunga e poi Esselunga.
I ragazzi avvertono il peso dell'ora legale ed io personalmente anche quello di una settimana di allenamenti inesistenti (una sola uscita infrasettimanale).
In ogni caso iniziamo a pedalare e i 30km tra peti e risate, trascorrono abbastanza tranquillamente.
Chiudo in 2h16m, quindi a 4'34"/km di media, di cui i primi 10 km a 4'50" e la restante parte a 4'25" circa, ma con la netta sensazione di non avere molta ulteriore autonomia allo stesso ritmo.
Max e Bia seguono di poco chiudendo l'allenamento in 2h25min, mentre il General si allena in solitaria sul lungadige e la Punta di diamante manda un sms di rapporto: "Salita monte arzan e poi capitello..allenamento un pò a caso ma buon ritmo..".

martedì 6 marzo 2012

Buone Vibrazioni

A differenza dei miei compari io sto riuscendo ad allenarmi bene e con costanza. Oggi sono uscito con le mie nuove Nike Vomero 6 per 13km sul solito percorso della Sorte (Lungadige - diga del Chievo - sorte - Parona - Lungadige). Meno di 57min e buoni feedback dalle gambe.
Dopo i due primi lunghi da 20 e 25km, questa domenica tocca a un lungo tra i 26 e i 27km. Speriamo di uscirne bene e ritrovare i compari che non vedo da tempo.
Piccolo appunto: bisogna che mi decida a scrivere al comune per chiedere di sistemare la foresta che si sta creando sul lungadige.
Si punta solo al record! Il resto è noia.

mercoledì 8 febbraio 2012

Siparietto regionale

Aneddoto veloce.
L'altra sera son andato a correre da solo. Solito percorso lungo le rive dell'Adige.
Ad un certo punto mi fermano due ragazzi in macchina per chiedermi delle indicazioni stradali.
Ragazzi: "Scusa sai dirci dov'è il quartiere di San Massimo?"
Bia: "Ciao, siete un bel po' lontani, dovete andare ..." (seguono lunghe e articolate spiegazioni)
Ragazzi: "Va bene dai, grazie"
Bia: "Prego, ciao"
Ragazzi: "Scusa scusa, ma perchè corri? Sei in forma, cosa ci fai fuori con questo freddo alle otto di sera?"
Bia: "Sai, non avevo un cazzo da fare stasera"
..Risate sguaiate di tutti..
Ragazzi: "Voi veronesi siete proprio tutti matti"
Bia: "Meglio essere matti che mangiare felini di piccolo taglio a colazione"
..Risate sguaiate solo mie..
Bia (in dialetto stretto e notevolmente scurrile): "Dai vicentino sto scherzando, non è mica colpa mia se mangiate gatti da generazioni"
..Risate sguaiate di tutti..
Ragazzi: "Dopo tutto sto casino non ci ricordiamo più le indicazioni stradali che ci hai detto!"
Bia (il grado di scurrilità è ormai alle stelle): "Siete in culo ai lupi e io mi sto ghiacciando le palle, andate là in fondo e chiedete ancora, mal che vada seguite il canale e ci rivediamo al prossimo ponte!"
Ragazzi (bestemmie a volontà e risate a crepapelle): "Va bene veronese, buona corsa, ciao!"
Bia: "Ciao magnagatti, buon giro in macchina!"
Ce ne siamo andati tutti con le lacrime agli occhi a forza di ridere.
Ho sperato di ritrovarli per proseguire il teatrino, ma non li ho più visti, probabilmente sono stati mangiati dai lupi che stazionano nella periferia scaligera.
Larga è la foglia, stretta è la via, dite la vostra che io ho detto la mia.

martedì 10 gennaio 2012

Giovani marmotte alla riscossa (Qui, Quo senza Qua)

Durante le vacanze natalizie mi sono reso conto che l'asfalto del nostro amato lungadige è ormai troppo logoro.
Le nostre leve hanno bisogno di nuovi stimoli.
Spinto da questa voglia ho cominciato a pensare quali nuovi percorsi potrebbero ospitare i nostri allenamenti invernali e magari primaverili.
Una notte insonne mi ha portato consiglio e come per magia ho estratto dal cilindro un nuovo tragitto subito testato domenica scorsa con l'instancabile scalatore Bia.
D'accordo anche con il General - Clod nel frattempo stava soccorrendo sventurati sciatori rimasti nudi e privi di amore lungo lungo - ci siamo dati appuntamento alle 9.30. Alle ore 10 e zerozero, però, io e il Bia, non vedendo sopraggiungere il nostro Napoleone, abbiamo capito che per l'ennesima volta egli non sarebbe arrivato.
Una rivolta nelle Antille Olandesi, di cui ci è giunta notizia ascoltando radio birikina, doveva essere da lui domata e in quel frangente probabilmente - dopo aver conseguito l'ennesima vittoria - stava ricevendo gli onori che competono ad un guerriero del suo rango.
Col cuore gonfio di tristezza e gli occhi gonfi delle classiche caccole domenicali siamo partiti, a malincuore, senza una guida.
Dopo aver abbandonato la nostra carrozza d'acciaio e aver effettuato un breve riscaldamento abbiamo aggredito la salita.
Per i local: direzione pizzeria all'Oca, a Montericco, poi discesa a rotta di collo tra alcuni tornanti in via Montagnola e quindi parrocchia di Arbizzano. Dalla chiesa abbiamo poi proseguito sulla sinistra nella stretta via Sparavieri che, chiusa tra due muri antichi, ci ha portato fino ad una strada sterrata che termina a Parona. Dopo aver attraversato alcune ripide viette ci siamo riallacciati all'originaria salita (ora divenuta discesa) in modo da completare uno stupendo anello bucolico.
Non abbiamo incontrato quasi nessuno, la luce era stupenda ed i campi illuminati da una luce incredibile. Credevo di essere morto e in paradiso, poi però mi sono reso conto che non poteva essere in quanto finirò sicuramente in purgatorio nel girone dei nudisti.
Non facendoci pregare troppo ci siamo lasciati trasportare dalla pendenza finale e al grido di "kawabonga" siamo ritornati alla macchina frilli e pimpanti.
Totale complessivo 10km, nessuna macchina incontrata e un ottimo allenamento per la Montefortiana 2012.
Vi consiglio il tragitto e magari, dopo averlo fatto, lasciateci un vostro commento.

giovedì 3 novembre 2011

Allenarsi in un film horror

Ieri sera, tanto per cambiare, sono andato a correre.
Sulle ali dell'entusiasmo della sera precedente volevo allenarmi nuovamente in salita, però aumentando un po' la pendenza.
Abbandonato malamente dai miei compari, per dimostrare che sono come Romeo (er mejo del colosseo) sono andato da solo.
Mi sono avventurato nelle colline intorno a Quinzano e mi sono divertito UN CASINO!
Buio pesto.
Lucetta in fronte.
Nebbiolina leggera che ti bagna barba e capelli.
Nessuno per strada.
La sensazione era quella di essere, come da titolo, in un film horror. Tipo the blair witch project.

Fantastico. Dopo 18 orgogliosissimi km e una quantità di risotto oltre i limiti dell'immaginario conosciuto, sono andato dritto al cinema bianchini (sotto le coperte e sopra i cuscini).


mercoledì 2 novembre 2011

Nuova passione: salita

E chi lo ferma più?
I nostri assidui lettori sapranno che il Bia è una persona entusiasta, gran trascinatore. L'ultima invenzione sono le salite. Già dall'esperienza trail running si intuiva una passione per il saliscendi, che ormai è sfociata in allenamenti specifici.
Ieri sera, ad esempio, siamo partiti in gruppo stile squadra di calcio per arrampicarci sulle "torricelle". Le torricelle sono le colline che chiudono a nord il centro di Verona, note per la salità che ha ospitato i mondiali di ciclismo del 2004.
La strada non è particolarmente pendente o impegnativa. Lo sono invece le "lasagne", cioè quegli stradelli stretti e spesso non asfaltati che attraversano le colline con salite molto pronunciate.
Ovviamente le lasagne sono il nostro pane quotidiano (metafora tutta culinaria) e chi va più veloce fa le ripetute andando periodicamente a ripescare chi è più indietro.
La regola non scritta, l'ho capito, è "almeno una salita alla settimana".
Il nuovo trend, comunque, non mi dispiace. Penso che Max invece avrebbe qualcosa da ridire, anche perché è chiaro che salita d'inverno diventerà inevitabilmente trail d'estate...
Incidentalmente, ho trovato un sito di sicuro interesse in tema: http://dislivellopositivo.com/ .

P.S.: il General è chiaramente un grimpeur.

lunedì 4 luglio 2011

Dalla cintola in su


La riflessione della giornata riguarda cosa succede a quell'abominevole macchina umana costruita dall'Altissimo per racchiudere la nostra debole anima.
In particolar modo mi riferisco, come da titolo, ai muscoli addominali, lombari ed a quelli che compongono gli arti superiori.
Sono stato spinto a questi intesi pensieri per il semplice motivo che, dopo ormai tre anni di incessanti, rigidi e interminabili allenamenti, la parte superiore del mio corpo sta sparendo.
Si sta annichilendo e presto imploderà.
Ovviamente non è vero che gli allenamenti cui ci sottoponiamo sono così duri, in quanto, come avrete capito, non siamo i migliori nelle maratone, lì ce la caviamo, stiamo nel mazzo, ma sul trasgredire le tabelle di allenamento che noi stessi abbiamo stilato siamo i migliori.
Non ci batte nessuno.
Nonostante, però, queste singhiozzanti sedute settimanali, la corsa ci sta prosciugando.
Attenzione: ho detto dalla cintura in su, le due gambe principali sono di marmo - grazie anche allo sci e alla bicicletta - e la terza non ha subito gravi ripercussioni.
Fa' il suo dovere.
Siamo veneti e ce l'abbiamo duro (n.d.r. esclamazione liberalmente parafrasata da uno dei motti usati dal più noto filosofo e pensatore che lo stivale italico abbia mai conosciuto).
Come detto, a fronte di una marmorea situazione inferiore, addominali e braccia, invece, sono in lento declino e, dopo anni di splendore, probabilmente faranno la stessa fine di Robespierre.
Galvanizzato dopo due uscite della scorsa settimana con l'alieno, colui che dedica allo sport circa 26-27 ore della propria giornata, ho quindi deciso di uscire da questa situazione di ignavia cercando di tirare fuori la testa dalla sabbia.
Non sono uno struzzo.
Credo.
La soluzione al problema - ma , badate bene, non il risultato finale - è semplice ed è li consiglio che mi sento di dare a tutti i podisti che ci leggono: esercizio fisico e piscina.
Mi spiego.
La sera mettetevi in perizoma nella vostra stanzetta, spalmatevi tutto il corpo di grasso di foca e iniziate con le serie di flessioni ed addominali. Non fermatevi mai. Quando siete stanchi dormite per terra e ogni volta che vi svegliate fate cinquanta flessioni.
Così tutti i giorni fino a che i canguri faranno le uova.
Oltre a questo che è fondamentale - io stesso infatti faccio circa cento flessioni ogni semestre -  andate in piscina nei giorni in cui non correte e, con il perizoma di cui sopra, fate un bel po' di vasche.
Non c'è altra soluzione.
Io ho deciso che andrò in piscina, intanto una-due volte a settimana, poi si vedrà.
Probabilmente affogherò. O probabilmente non ci andrò mai.
Ma, forse, in realtà sto solo parlando di triathlon..
Pace e bene.

giovedì 19 maggio 2011

Sulle orme dell'alieno


Tromso, Tromso, Tromso.
E' il mio pensiero fisso, perché ho la netta e fondata impressione di fare pochi chilometri in questo periodo che dovrebbe essere di carico.
Il mio spauracchio non è tanto la prestazione (mi piace migliorare, ma non sono un fanatico), quanto piuttosto la crisi del trentesimo od oltre. Quella è un vero dramma, una sofferenza onnivora cui la volontà non può far fronte.
Se non si hanno i chilometri nelle gambe meglio rimanere a casa e non affrontare la distanza maratonica, questa è la mi filosofia.
Sentendomi in colpa, ieri sera ho fatto 18,5 km di allenamento partendo da casa. Io abito sulle colline a nord di Verona, quindi sono sceso in città, ho corso con il Bia ed il Generale, e sono tornato a casa sciroppandomi una bella salita.
Fatica vera.
Mi chiedo come faccia l'alieno a fare allenamenti di 35/40 km su quei percorsi: non si tratta di un collinare tranquillo, ma di vere e proprie salite di 6/7 km di pendenza media che varia tra il 6 ed il 7%.

venerdì 7 gennaio 2011

Jogging @ Central Park

La faccio breve.
Vacanza di capodanno a New York, tornato oggi.
Non potevo esimermi, spronato più e più volte dai miei compari, dal fare una corsetta a Central Park.
Con tutta la neve che, inoltre, è caduta nei giorni scorsi nella grande mela non potevo trovare un panorama migliore a far da contorno alla mia ora e quindici di spensierata corsa vacanziera.
Spensierata non tanto visto che per difendere l'orgoglio italico mi sono messo ad andare a tutta per non essere mai sorpassato dagli yankee!
Prendendo a prestito il soprannome del grande Rocky Balboa posso scientemente sostenere che ero un vero e proprio stallone italiano.
L'onore è salvo.
Bando alle ciance.
Esperienza davvero unica.
Tempo sereno, neve ovunque all'interno del parco, temperatura gradevole e, soprattutto, una marea di runners di ogni età, sesso, dimensione e min/km.
Questa è davvero una nota positiva: la gente.
Tra i runner e tutti i vari "avventori" del parco (dalle signore che portavano fuori il cane agli anziani sulle panchine), alle 8.00 a.m. sembrava di essere in pieno centro a Milano il 24 dicembre.
Nonostante però cotanta partecipazione campestre la corsa si è svolta nel più totale relax. Central Park, infatti, è enorme (circa 340 ettari di verde nel cuore di Manhattan) quindi ognuno ha il proprio spazio e si può correre nella totale serentà intorno al laghetto dove era solita recarsi Jackie Kennedy o vicino a Strawberry Fields per ricordare il buon vecchio John che nella grande mela ci ha lasciato non solo l'anima, ma anche la vita.
Che dire di più, se vi capita di andare fate quest'esperienza, ve la consiglio vivamente.
Correte, chiudete gli occhi e pensate anche agli scarafaggi di Liverpool le note delle cui melodie si sentono aleggiare tra gli alberi.

Buon 2011 a tutti!

martedì 21 dicembre 2010

Le somme vanno sempre tirate

L'anno sta giungendo alla conclusione e, come è normale che sia, ci si guarda indietro e si valutano i passati dodici mesi cercando di capire se la nostra esistenza in questa valle di lacrime abbia o meno avuto un senso.
Noi siamo degli eroi - status che abbiamo a pieno titolo acquisito dopo aver portato a termine la prima storica maratona parigina - quindi la nostra esistenza ha, in realtà, sempre un senso.
Partendo da questo postulato cercherò lo stesso avventurarmi nell'analisi della nostra annata da pseudo/psycho-runners.
Nei mesi invernali lo sci la faceva da padrona, la neve fresca regnava nei nostri cuori e quanto risotto mangiare la sera era l'unico motivo che ci spingeva ad arrivare a fine giornata.
Nonostante ciò mai mi scorderò della prima (e spero ultima, ma conoscendomi, e conoscendo il buon vecchio Clodrunner, so bene che è una speranza a dir poco vana) esperienza di corsa sulla polvere bianca.
No non eravamo in Colombia.
No non era un party con Lapo Elkann.
Il luogo era la Val di Fassa e il freddo aveva prodotto in noi il classico "effetto-gamberetto" che solo i maschietti possono capire appieno. 
Sprofondavamo ad ogni passo come Frodo Baggins nella palude della Terra di Mezzo e il freddo ci ghiacciava la barba producendo in noi la simpatica sensazione paragonabile a quella che si prova quando circa un miliardo di aghi trafiggono allegramente la faccia.
Per informazioni chiedere all'affabile Hellraiser
La primaverile fioritura dei peschi e le prime scagazzate dei volatili di ritorno dalla migrazione ci hanno ricordato che era decisamente ora di dedicarsi solo ed unicamente alla corsa.
Se volevamo arrivare a Vienna in una condizione fisica degna di questo nome dovevamo aumentare i chilometri e diminuire i chili, pur essendo molto tentati dal proseguire il letargo e, quindi, diminuire i chilometri e aumentare i chili.
Qui, però, il runner si differenzia dall'uomo comune.
L'uomo comune a marzo crede di avere ancora tempo per presentarsi alla prova mutanda (prova bikini per i più sofisticati) in forma smagliante; il runner, invece, sa che che deve allenarsi il più possibile se non vuole rischiare di arrivare alla maratona di fine primavera invocando una catastrofe naturale di portata mondiale pur di non gareggiare.
L'allenamento è andato abbastanza bene, abbiamo spesso corso senza vestiti in pieno centro per manifestare il nostro dissenso contro una qualunque riforma di un qualunque governo.
La successiva maratona di Vienna ha segnato miglioramenti per tutti.
Solo il Generàl pare (la fonte non è certa) si sia ritirato a 90 metri dalla fine, quando era primo, per andare seduta stante in un night club.
Non sapremo mai la verità.
Il governo del Kirghizistan (paese di cui il nostro condottiero è ambasciatore all'ONU) ha insabbiato la vicenda.
L'esatate ci ha visto rischiare la vita più e più volte.
Only the brave.
Nonostante la calura, infatti, ci allenavamo regolarmente in vista della successiva maratona.
Con l'intento di sfuggire al totale disagio termico, più volte sono andato a correre la mattina presto prima di andare al lavoro per evitare la canicola.
Un disastro.
Un dramma infinito.
A metà mattina mi chiudevo in ufficio, staccavo il telefono e, dopo essermi sdraiato sul tappeto, mi mettevo a dormire fino a sera alimentandomi con qualche flebo di pasta alla carbonara.
Eccomi verso le undici e trenta.
Il calore estivo mi rovina la vita.
Probabilmente sono stato partorito in artide e qui allevato da una famiglia di orsi polari che hanno forgiato il mio carattere.
Per combattere gli inesorabili gradi segnati dal termometro Clod ed io, durante un pigiama party organizzato in nostro onore, abbiamo deciso di darci al mountain running (il fratello nerd dello skyrunning n.d.r.) e ci siamo dilettati in qualche uscita in tal senso,.
Una volta si è aggiunto anche il vorace Cappa il quale, giurando su ciò che ha di più caro al mondo, ci ha solennemente promesso (prima che fosse terminato il primo km) che non sarebbe venuto mai più.
Le foglie ed i capelli hanno iniziato a cadere e l'autunno è arrivato catapultandoci a Monaco dove abbiamo abbattuto ogni record personale.
Il 10.10.2010 è stata una giornata epica: maratona alla mattina, birra dopo la maratona, cambio d'abiti veloce, birra in albergo, panino al burger king come aperitivo e chiusura in grande stile alla birreria HB tra uno stinco di porco e una serie di litri di birra.
La continua enfatica ripetizione della parola birra serve a giustificare la successiva gara di scoregge (più o meno volontarie) che in ostello ci ha tenuto compagnia fino al momento della buonanotte.
Birra.
La disamina finisce con il ritorno del generale inverno che è appena iniziato all'insegna dell'unica emozione per cui vale la pena vivere: la competitività.
Il piano corse/piano di battaglia per il 2011 è infatti degno del miglior Sylvester Stallone.
E se era l'america che doveva avere paura di un Rambo incazzato come un leone a cui hanno appena strizzato le palle, è oggi l'Italia (e la Norvegia) che deve temere un plotone di giovani veronesi il cui unico scopo è quello di confermarsi come inossidabili corridori nudisti pronti a tutto.
Oggi dieci ripetizioni da 400mt.
Son già morto.

venerdì 17 dicembre 2010

Circolo polare artico


Per inaugurare l'inizio della lunga preparazione per Tromso abbiamo deciso di non farci mancare l'acclimatamento. Per questo abbiamo chiesto a Santa Lucia di portarci un po' di clima norvegese.
Lo scorso anno siamo stati proprio dei bravi bambini, considerati i miglioramenti costanti nelle prestazioni: quindi Santa Lucia (che a Verona sostituisce Babbo Natale) ci ha accontentati ed ecco un ottima brezza nordica accompagnata da una soave nevicata.
Com'è carino! Chiudete gli occhi e immaginate: correre felici nel buio, pattinando estasiati sull'argine dell'Adige coi polmoni che bruciano, il vapore che esala a ogni respiro e le guance arrossate; poi rientrare in casa, ancora affannati e venire accolti dal tepore emanato della cucina, che darà rinfrancante ristoro; un bagno caldo, anzi un bagno turco, nel quale lo stesso vapore che prima era sintomo del freddo pungente ora è riflesso di un appagante benessere...
L'idillio che vivo ogni sera, quando torno a casa dal lavoro e la caldaia si è bloccata lasciandomi al freddo, il rafferddore non mi molla e la gola è infiammata il che mi consiglia di saltare la corsa e, dulcis in fundo, mi sono dimenticato di scongelare l'arrosto e mangio schifezze fredde. Da solo. Stasera c'è il cineforum e sono tutti fuori.


giovedì 18 novembre 2010

Principianti allo sbaraglio

Ultimamente mi capita che parlando di corse e maratone - discorsi che per somma gioia di amici e morosa vengono da me riproposti con la stessa frequenza con cui si riproducono i conigli - il mio ascoltatore mi tratti come se fossi Charles Manson.
Ma io non sono pazzo.
Credo.
Più volte tutti noi, nella nostra duplice veste di blogger e runner, invitiamo persone di ogni razza, sesso e paese a correre al nostro fianco qualche sera o alla mattina della domenica
Purtroppo le risposte sono sempre negative. Inspiegabilmente negative.
Sembra che incutiamo timore o che, come sopra anticipato, siamo dei matti da cui stare alla larga.
Pare infatti sia credenza comune che, in relazione ad ogni nostra uscita di corsa, il nostro rientro a casa sia subordinato all'aver portato a termine almeno una maratona.
Fortunatamente non è così. Non facciamo 100km a settimana e per andare a dormire le scarpe da corsa le togliamo.
I calzini li teniamo comunque per sicurezza.
Visto che certi amici vorrebbero correre con noi, ma non si sentono alla nostra altezza (il che, badate bene, è una follia in quanto siamo solo quattro agorafobici che trovano la loro dimensione in qualche ora settimanale di sano sport-svuota cervello), ci capita spesso di sentirci porre la fantomatica domanda: "ma se volessi cominciare a correre cosa dovrei fare?".
Posto che potrei essere scortese e rispondere con un semplice: "appoggia il telecomando, alza il culo e mettiti le scarpe", a volte mi scopro prodigo di consigli per coloro che ne abbisognano.
A volte.
A tal proposito, tra uno sproloquio e l'altro, credo possa essere utile usare queste pagine per raccogliere quelle che ritengo possano essere le "dritte" necessarie per tutti coloro che intendono avvicinarsi al magico mondo della corsa.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma mi pare che le idee spesso siano troppo confuse.
- n.1, abbigliamento: pantaloncini e maglietta possono essere anche quelli di flanella che usava vostro nonno quando giocava nel Pizzighettone F.C., saranno fastidiosi e vi faranno sudare un sacco (l'abbigliamento tecnico nella vita è tutto) ma si tratta solo di fastidio.  Mi raccomando  invece le scarpe. Sono l'unico modo per salvaguardare le ginocchia e le caviglie. Bastano 50 €. Non si risparmia sulla salute e poi mica dovete comprarvi un paio di Air Nike Pump Supercazz;
- n. 2, cibo e fumo: cercate, soprattutto agli inizi, di andare a correre a stomaco vuoto e razionalizzando un minimo le sigarette nelle ore antecedenti alla corsa. Non vi serve assumere merendine, zuccheri vari, gatorade o redbull. Non state andando in missone in Mongolia nel deserto dei Gobi;
- n. 3, dopo la corsa: non sentitevi autorizzati ad iscrivervi alla tanto quotata competizione di chi mangia più big mac (leggesi non abbuffatevi) solo perchè avete corso mezz'oretta. Per correre meglio la volta successiva dovete cercare di perdere qualche kg. Niente di che, ma non fate l'errore di credere che la sola corsa basti a dimagrire. E' un'affermazione tanto vera quanto quella secondo cui io ieri sia stato rapito dagli alieni;
- n. 4 quanto correre: se iniziate da zero o venendo da sporadica attività sportiva andateci piano. Un po' di stretching - prima e dopo l'attività - è caldamente raccomandato. Una tabellina per prendere confidenza potrebbe essere la seguente, sempre parametrata su tre uscite a settimana ed alternando tutte le volte corsa lenta a passeggiata rapida, mai fermarsi però:
° prima settimana: 30 minuti a uscita
° seconda settimana 40 minuti a uscita 
° terza settimana 50 minuti a uscita 
° quarta settimana 1h a uscita
ora cominciate a correre sempre (corsa lenta), basta camminare:
° quinta settimana 30 minuti a uscita 
° sesta settimana 40 minuti a uscita 
° settima settimana 50 minuti a uscita 
° ottava settimana 1 h a uscita
In meno di tre mesi riuscirete a correre un'ora al vostro ritmo senza fare più molta fatica. Se invece avete già un po' di allenamento sulle spalle iniziate dalla quinta settimana. In ogni caso lasciate a casa il cronometro, dovete solo far strada, non vi serve sapere quanto tempo ci mettete. 
A questo punto potrete iniziare a reperire una tabella per allenarvi a fare almeno 10km a buon ritmo. 
Qua però mi fermo, Clodrunner o Albanesi sono gli unici che possono scientemente trattare il controverso argomento tabelle.
Io sono un po' somaro in questo campo. Mi faccio appendere una carota alla visiera del cappello e la rincorro finchè non la prendo.
Per ora non ci sono riuscito, ma la prenderò prima o poi.
Giuro che la prenderò.

martedì 16 novembre 2010

Resurrexit!


Dopo aver vinto la morte ed aver spostato il masso di tre tonnellate che chiudeva il mio sarcofago, sono tornato!
Peccato che sia tornato nelle fattezze di cadavere: dopo aver corso a Monaco in 3h17' ho praticamente smesso di correre ed ora arranco a 4'50" al chilometro. Passerà anche questa, lo spirito di Filippide mi salverà.
Durante la mia assenza i mezzocaffèboys non si sono certo fermati, ed hanno proseguito la loro opera di runnerizzazione del mondo, partecipando come special guests a tutte le non competitive della provincia (un po' come Costantino Vitagliano fa con le serate in discoteca). Oltre a tale meritoria opera hanno imbastito progetti folli per il 2011.
Obiettivo principale dell'anno sarà la Midnight Sun Marathon: il 25 giugno a Tromso (Norvegia). Non siamo ancora iscritti, ma abbiamo già il volo aereo, che prevede un ottimo scalo a Riga, dove il General si fermerà per un massaggio speciale rilassante. L'acquisto è andato più o meno così: in un messaggio su facebook qualcuno ha fatto notare che si sarebbe dovuto prenotare con anticipo e tre minuti dopo il vecchio Doc ha prenotato per tutti anticipando circa dodicimila euro. Quanto all'iscrizione mi è venuto un colpo quando ho visto che ne costa 600. Per fortuna poi mi è venuto in mente che la Norvegia non adotta la moneta unica e si tratta di 600 corone norvegesi, attualmente pari a 73 euro.
Tutto a posto dunque, si procede! Visto che ora ho l'animo libero da pesi, il 2011 sarà l'anno dei record e la preparazione sarà maniacale con tanto di mezze maratone invernali per viaggiare come dei caccia. Considerate le grandi ambizioni per l'anno a venire, il General mi ha ufficialmente delegato alla predisposizione dei piani di allenamento, cosa che farò con l'ausilio di un software usato negli anni ottanta dalla nazionale della Germania Est per la preparazione del famoso nuotatore olimpionico Otto Waschen.

mercoledì 3 novembre 2010

Può piovere per sempre

Ebbene sì, a grande richiesta è arrivata la stagione delle piogge e, contemporaneamente, è giunto il momento per il runner di correre con le pinne e la muta da sub.
Il nord est del nostro bel paese è addirittura in ginocchio a causa di alluvioni, straripamenti di fiumi e diluvi universali.
Tuoni, fulmini e saette insomma.
Anche i dintorni del veronese non sono stati da meno.
Lunedì, infatti, durante una corsetta di 10 km in uno dei nostri soliti percorsi ci siamo imbattuti in un torrente in piena dove prima c'era una strada. Già domenica sera l'acqua stava cercando di sostituirsi all'asfalto, ma noi, ormai fradici per le secchiate che ci cadevano in testa direttamente dall'Olimpo, ci siamo disinteressati del grave e mortale pericolo cui potevamo incorrere e abbiamo proseguito indomiti facendo l'unica cosa che c'era da fare: guadare.
Lunedì purtroppo sarebbe servito un aliscafo per proseguire, quindi abbiamo deviato dalla strada maestra, consapevoli che essere sconfitti dalla poderosa forza della natura ha comunque un sapore dolce.
Questo è l'autunno e a noi piace perchè è il preludio dell'inverno, la stagione perfetta, la stagione della neve.

Pascoli, Giovanni - Novembre
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno; solo, alle ventate
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cadere fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.

venerdì 10 settembre 2010

Si stava meglio quando si stava peggio?

La risposta è sicuramente no.
Mi spiego.
Martedì sera mi trovo con Cappa per andare a percorrere 14km in totale allegria. Tutto bene se non fosse per la pioggia ininterrotta che dal primo all'ultimo minuto dell'allenamento si abbatte inesorabile sulle nostre teste.
Il mio compare, ovviamente, mi ha maledetto anche in sanscrito perchè l'ho costretto all'uscita promettendogli un big mac ogni km. Promessa non mantenuta causa impossibilità di Mr. McDonald nel far pervenire a Verona i pregiati panini; il buon Cappa, infatti, mangia solo ed esclusivamente gli hamburger preparati dalle mani del vecchio Ronald, il quale li fa arrivare in giornata dagli Usa grazie a DHL. La spesa è alta, ma il rientro dal punto di vista del sapore è impagabile.
Le sue lamentele, comunque, hanno messo in moto il mio encefalo il quale, premesso che non ci si può sempre lamentare per partito preso, ha prodotto il seguente interrogativo: "Meglio correre col caldo o con la pioggia?"
Partendo dal presupposto che le condizioni climatiche perfette per il runner probabilmente non esistono e mai esisteranno la scelta risulta essere semplice, specialmente per uno come me la cui avversione per l'estate è ormai leggendaria.
Io non mi posso infatti dolere dell'acqua che scende copiosa dalla volta celeste per una questione di prestazioni: fino a due settimane fa le mie uscite sportive venivano quotidianamente violentate dalla calura e dall'umidità estiva, in questi giorni, invece, i tempi sono buoni e la gambe vanno che è una meraviglia.
Quindi ben vengano i temporali.
Sulle strade, poi, c'è poca gente che corre: circa un milionesimo in meno di quella che si trova in giugno (fonte: Istat).
Infine, ultimo ma non meno importante dato di fatto inconfutabile, non dimentichiamo che grazie a pioggia, freddo, vento e buio, l'allenamento serale comincia a diventare solo ed esclusivamente per uomini che ce l'hanno lungo. Come clodrunner (vedi post precedente n.d.r.).
I deboli possono pure tornare in letargo, è arrivata la stagione degli immortali.

domenica 29 agosto 2010

Montorio's Boys

Appuntamento ore 8.30 presso casa mia per il primo allenamento serio post-ferie.
Si presentano all'appuntamento, oltre me, in 2. Il primo è Bia, che come il peggior centauro arriva con il suo mezzo di 14 anni con lo scotch che regge la pedana e un'ammortizzatore che rumoreggia al pari di una flatulenza silenziosa. Dopo poco arriva una Polo senza targa con a bordo il Generale reduce da una esperienza a dir poco strabiliante in terra croata.
Ore 9.15 partenza dal campo M. Gavagnin per svolgere il lungo domenicale.
Il giorno prima dell'allenamento avevo provveduto a fare un'escursione in bicicletta sperando di evitare di sentirmi troppi insulti per percorsi ingestibili e pensavo di aver trovato il miglior tour. Una volta partiti seguiamo la ciclabile fino alla rotonda di Montorio (mio punto di arrivo dell'esplorazione in bicicletta del giorno prima) e a quel punto ci allontaniamo dal percorso pedo/ciclabile per avventurarci su strade sconosciute. Dopo 500mt ci troviamo davanti ad una salita abbastanza impegnativa dove il generale ed io cominciamo ad arrancare (per arrancare intendo che stavo per vomitare!!!). Come dopo ogni salita arriva la discesa e carichi come delle molle ricominciamo a tornare al passo con il Bia che come un furetto impazzito non ha rallentato nemmeno durante il tratto a pendenza 25%.
Dopo il tratto su strada bianca arriviamo a Mizzole e giunti alla boa dei 9km percorsi, il Generale ed io facciamo inversione a U e ci rimettiamo sulla via del ritorno.
Il Bia, preso dall'euforia di essere solo in testa al gruppo, procede promettendo di arrivare a 13km prima di girarsi e percorrere l'impervio percorso dell'andata anche per tornare al campo base.
Il Generale mi propone di scegliere un percorso easy per il ritorno e dopo un cenno con il volto ci buttiamo sul percorso ciclabile lungo la statale. Il Generale ogni 300mt mi domandava "a quanto andiamo?" oppure "quanti km abbiamo fatto?" e io ovviamente gli davo risposte false per farlo correre di più.
Arrivati al campo base-M. Gavagnin ci sediamo davanti al BAR abusivo nel parcheggio e sorseggiamo bibite gasate e dopo poco arriva il Bia al quale passiamo una bottiglietta piena di bollicine.
Due rutti e due scorese e poi tutti sudati nella mia macchina con finestrini chiusi per annusare bene il risultato dello sforzo odierno.
Resoconto:
1. Montorio ottima soluzione per allenamenti domenicali.
2. Mizzole spettacolare, soprattutto l'osteria Le Piere, nella quale voglio assolutamente andare a mangiare e bere gotti.
3. Portandosi dietro 5 euro si potrebbe pensare di fare un'uscita più impegnativa, magari fermandosi per bere e riposare in un campo per un'oretta, prima di girarsi e tornare al campo base.