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martedì 21 dicembre 2010

Le somme vanno sempre tirate

L'anno sta giungendo alla conclusione e, come è normale che sia, ci si guarda indietro e si valutano i passati dodici mesi cercando di capire se la nostra esistenza in questa valle di lacrime abbia o meno avuto un senso.
Noi siamo degli eroi - status che abbiamo a pieno titolo acquisito dopo aver portato a termine la prima storica maratona parigina - quindi la nostra esistenza ha, in realtà, sempre un senso.
Partendo da questo postulato cercherò lo stesso avventurarmi nell'analisi della nostra annata da pseudo/psycho-runners.
Nei mesi invernali lo sci la faceva da padrona, la neve fresca regnava nei nostri cuori e quanto risotto mangiare la sera era l'unico motivo che ci spingeva ad arrivare a fine giornata.
Nonostante ciò mai mi scorderò della prima (e spero ultima, ma conoscendomi, e conoscendo il buon vecchio Clodrunner, so bene che è una speranza a dir poco vana) esperienza di corsa sulla polvere bianca.
No non eravamo in Colombia.
No non era un party con Lapo Elkann.
Il luogo era la Val di Fassa e il freddo aveva prodotto in noi il classico "effetto-gamberetto" che solo i maschietti possono capire appieno. 
Sprofondavamo ad ogni passo come Frodo Baggins nella palude della Terra di Mezzo e il freddo ci ghiacciava la barba producendo in noi la simpatica sensazione paragonabile a quella che si prova quando circa un miliardo di aghi trafiggono allegramente la faccia.
Per informazioni chiedere all'affabile Hellraiser
La primaverile fioritura dei peschi e le prime scagazzate dei volatili di ritorno dalla migrazione ci hanno ricordato che era decisamente ora di dedicarsi solo ed unicamente alla corsa.
Se volevamo arrivare a Vienna in una condizione fisica degna di questo nome dovevamo aumentare i chilometri e diminuire i chili, pur essendo molto tentati dal proseguire il letargo e, quindi, diminuire i chilometri e aumentare i chili.
Qui, però, il runner si differenzia dall'uomo comune.
L'uomo comune a marzo crede di avere ancora tempo per presentarsi alla prova mutanda (prova bikini per i più sofisticati) in forma smagliante; il runner, invece, sa che che deve allenarsi il più possibile se non vuole rischiare di arrivare alla maratona di fine primavera invocando una catastrofe naturale di portata mondiale pur di non gareggiare.
L'allenamento è andato abbastanza bene, abbiamo spesso corso senza vestiti in pieno centro per manifestare il nostro dissenso contro una qualunque riforma di un qualunque governo.
La successiva maratona di Vienna ha segnato miglioramenti per tutti.
Solo il Generàl pare (la fonte non è certa) si sia ritirato a 90 metri dalla fine, quando era primo, per andare seduta stante in un night club.
Non sapremo mai la verità.
Il governo del Kirghizistan (paese di cui il nostro condottiero è ambasciatore all'ONU) ha insabbiato la vicenda.
L'esatate ci ha visto rischiare la vita più e più volte.
Only the brave.
Nonostante la calura, infatti, ci allenavamo regolarmente in vista della successiva maratona.
Con l'intento di sfuggire al totale disagio termico, più volte sono andato a correre la mattina presto prima di andare al lavoro per evitare la canicola.
Un disastro.
Un dramma infinito.
A metà mattina mi chiudevo in ufficio, staccavo il telefono e, dopo essermi sdraiato sul tappeto, mi mettevo a dormire fino a sera alimentandomi con qualche flebo di pasta alla carbonara.
Eccomi verso le undici e trenta.
Il calore estivo mi rovina la vita.
Probabilmente sono stato partorito in artide e qui allevato da una famiglia di orsi polari che hanno forgiato il mio carattere.
Per combattere gli inesorabili gradi segnati dal termometro Clod ed io, durante un pigiama party organizzato in nostro onore, abbiamo deciso di darci al mountain running (il fratello nerd dello skyrunning n.d.r.) e ci siamo dilettati in qualche uscita in tal senso,.
Una volta si è aggiunto anche il vorace Cappa il quale, giurando su ciò che ha di più caro al mondo, ci ha solennemente promesso (prima che fosse terminato il primo km) che non sarebbe venuto mai più.
Le foglie ed i capelli hanno iniziato a cadere e l'autunno è arrivato catapultandoci a Monaco dove abbiamo abbattuto ogni record personale.
Il 10.10.2010 è stata una giornata epica: maratona alla mattina, birra dopo la maratona, cambio d'abiti veloce, birra in albergo, panino al burger king come aperitivo e chiusura in grande stile alla birreria HB tra uno stinco di porco e una serie di litri di birra.
La continua enfatica ripetizione della parola birra serve a giustificare la successiva gara di scoregge (più o meno volontarie) che in ostello ci ha tenuto compagnia fino al momento della buonanotte.
Birra.
La disamina finisce con il ritorno del generale inverno che è appena iniziato all'insegna dell'unica emozione per cui vale la pena vivere: la competitività.
Il piano corse/piano di battaglia per il 2011 è infatti degno del miglior Sylvester Stallone.
E se era l'america che doveva avere paura di un Rambo incazzato come un leone a cui hanno appena strizzato le palle, è oggi l'Italia (e la Norvegia) che deve temere un plotone di giovani veronesi il cui unico scopo è quello di confermarsi come inossidabili corridori nudisti pronti a tutto.
Oggi dieci ripetizioni da 400mt.
Son già morto.

mercoledì 3 novembre 2010

Può piovere per sempre

Ebbene sì, a grande richiesta è arrivata la stagione delle piogge e, contemporaneamente, è giunto il momento per il runner di correre con le pinne e la muta da sub.
Il nord est del nostro bel paese è addirittura in ginocchio a causa di alluvioni, straripamenti di fiumi e diluvi universali.
Tuoni, fulmini e saette insomma.
Anche i dintorni del veronese non sono stati da meno.
Lunedì, infatti, durante una corsetta di 10 km in uno dei nostri soliti percorsi ci siamo imbattuti in un torrente in piena dove prima c'era una strada. Già domenica sera l'acqua stava cercando di sostituirsi all'asfalto, ma noi, ormai fradici per le secchiate che ci cadevano in testa direttamente dall'Olimpo, ci siamo disinteressati del grave e mortale pericolo cui potevamo incorrere e abbiamo proseguito indomiti facendo l'unica cosa che c'era da fare: guadare.
Lunedì purtroppo sarebbe servito un aliscafo per proseguire, quindi abbiamo deviato dalla strada maestra, consapevoli che essere sconfitti dalla poderosa forza della natura ha comunque un sapore dolce.
Questo è l'autunno e a noi piace perchè è il preludio dell'inverno, la stagione perfetta, la stagione della neve.

Pascoli, Giovanni - Novembre
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno; solo, alle ventate
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cadere fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.

mercoledì 14 luglio 2010

Santini 2120

Ieri sera i blogger di Mezzo Caffé si sono riuniti per la prima volta al mitico campo di via Santini per un allenamento seguito da doccia e piadina, visto un impegno istituzionale comune alle 21.30.
Di solito l'appuntamento è sul lungadige o in luoghi in cui il contatto con il prossimo è sostanzialmente inesistente, a parte il cenno di saluto con qualche runner che si incrocia durante la corsa.
Il campetto è tutta un'altra cosa. Grazie allo spirito di spogliatoio, in un quarto d'ora netto sono riuscito a:
discutere di massimi sistemi sulle varie teorie sulla preparazione della maratona;
ottenere la promessa di una tabella nuova, tutta da studiare;
trovare dei compagni di allenamento che tengono i miei stessi ritmi per le occasioni in cui mi ritrovo da solo.

Not too bad!
Domani torno al campo!
Dopo la doccia piadina per tutti nei sobborghi (una per me e Bia, due per l'insaziabile Cappa), ci siamo recati, rigorosamente in abito scuro e cravatta regimental di Marinella, al nostro impegno istituzionale.
Si è trattato di un invito formale al Supremo Consiglio dei Latin, a cui abbiamo in via del tutto eccezionale partecipato per essere nominati membri della commissione informatica e prestare solenne ed irrevocabile giuramento di fedeltà al Sacro Patto Associativo.
Naturalmente la cerimonia di giuramento si è svolta secondo la secolare tradizione che vuole che i nuovi adepti siano marchiati a fuoco sul petto e senza l'ausilio di anestetici con il Supremo Sigillo.

venerdì 18 dicembre 2009

Ripetute in salita: l'inizio


Ieri sera con un freddo davvero pungente (per non essere più scurrili) ho iniziato l'avventura delle ripetute in salita.
Niente male.
Non ho fatto nulla di trascendentale: dopo i soliti km di allenamento bisognava aggiungere 10 ripetute da 100 mt l'una in modo da prendere contatto col mondo della pendenza e della ripidità. Devo dire che andare su a bomba ascoltando musica tamarrissima - selezionata appositamente per l'occasione - ha decisamente il suo perchè.
"Mi sentivo gasato", direbbe Willy il Principe di Bel Air, prima di chiamare un taxi giallo col suo fischio collaudato con le formula uno.
Su a tutta, giù corricchiando e poi di nuovo su a tutta, senza mai fermarsi in sostanza.
Questi benedetti 100 mt sembravano un po' più lunghi in realtà, ma è andata. Il fine settimana proseguirà con un allenamento collinare di una decina di km.
Vedremo.
Probabilmente alla fine di questi allenamenti saremo dei piccoli Hulk con i quadricipiti che esploderanno dentro i pantaloni all'ennesimo scatto.
Prima di chiudere invito iceman (per chi non lo sapesse è il nostro nuovo adepto, il vigulto che stiamo crescendo giorno dopo giorno) a uscire dalla sua botte ed a fortificare il corpo e lo spirito in salita, anche se so che il freddo e la fame lo spaventano non poco.
Ricorda giovane padawan: ti chiamano iceman, il freddo è tuo amico.