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lunedì 4 novembre 2013

Uno sport è perfetto per riuscire nella vita

Come tutti sanno ieri si è corsa la Maratona di New York. Forse non tutti però conoscono il progetto "Oltre il traguardo": alcuni ragazzi della comunità di San Patrignano hanno partecipato alla competizione, peraltro portandola a termine con ottimi risultati.
In anni bui per lo sport italiano, è bello sentire le storie autentiche di ragazzi che hanno ritrovato la propria strada grazie all'opera della comunità e, in parte, anche della maratona.
Mentre a scuola lo sport è bistrattato e considerato come una perdita di tempo; mentre le federazioni (come la Fidal) sembrano impegnate solo nei propri giochi di potere interni e a tassare gli under 35 ad ogni gara con un assurdo tesseramento giornaliero; mentre i comuni non investono un euro in strutture sportive (se non in project financing, facendo arricchire qualche privato); esiste ancora qualcuno, oltre a noi amatori sfegatati e inascoltati, che crede nello sport!

I giornaloni italiani, come al solito, si sono limitati a ribattere il comunicato stampa emesso dalla comunità San Patrignano...
Un bell'articolo è apparso invece sul New York Times.
Unica eccezione tra i media italiani il coverage di America24, la trasmissione di Mario Platero su Radio24, che ha dedicato ben tre servizi negli ultimi mesi intervistando i protagonisti dell'avventura.
Allenatore dei ragazzi è stato Gabriele Rosa, medico per la verità chiacchierato negli ambienti per sospette pratiche di doping e affarismo.
Pur essendo l'accostamento pessimo, è evidente che quello che possa avvenire tra i top runner non riguarda né intacca nemmeno lontanamente il valore delle storie autentiche come quella di Iacopo. Ventiquattro anni. Un passato di spinelli, pasticche ed eroina. Maratoneta con tantissimi chilometri davanti, perché "uno sport è perfetto per riuscire nella vita".

lunedì 10 giugno 2013

Follia al trail del Monte Soglio

Girovagando per la rete ho trovato questo articolo che credo meriti la più ampia diffusione, tanto più che la gara in questione, cui abbiamo partecipato anche noi nel 2011, ha visto negli anni un aumento esponenziale del numero degli iscritti.
Si tratta di trappole posizionate sul percorso appositamente per ferire i concorrenti.
 Sono allibito.

mercoledì 14 novembre 2012

Precisazioni e rettifiche

Viene oggi pubblicato sul giornale "L'Arena" di Verona a pagina 47 il resoconto della 100km del Sahara no stop del nostro amico Marco Pajusco, alias l'Alieno, già ospitato su questo blog.
Diversamente da quanto appare sull'articolo (che non abbiamo potuto leggere in bozza prima della stampa), mezzocaffè è gestito ed appartiene ad Alessandro Biasioli, Massimo Capaldi e Francesco Mendini.
Si precisa altresì che il caro Marco, pur essendo un amico, con il quale condividiamo la vita sportiva (e post sportiva, nei classicissimi "terzi tempi") non è purtroppo iscritto al nostro sodalizio sportivo dei Latin Marathon Lovers.
Alla società piacerebbe moltissimo avere tra le proprie fila un atleta del suo calibro, ma purtroppo egli è al momento tesserato con l'ottima società bussolenghese Atletica Insieme New Foods ed i Latin non sono in grado di fare offerte economiche per l'acquisto del cartellino (comunque continuiamo a giocare un euro a settimana al Lotto, non si sa mai).
Al giornale L'Arena chiediamo, la prossima volta, un po' più di attenzione.

Update 14.11.2012 ore 10,30
Ecco il link all'articolo in questione:
http://www.larena.it/stories/ansa_altri_sport/432479_la_follia_dellalieno_cento_chilometri_di_corsa_nel_sahara/


lunedì 1 ottobre 2012

A Berlino ancora Mutai

Geoffrey Mutai ha vinto la maratona di Berlino.
Nessuna novità direte voi, visto che oggi, probabilmente, è il più forte in circolazione.
Registriamo però due dati:
- ha fallito l'attacco al record del mondo di qualche secondo (!), in quanto ha concluso con 2h 04min  15sec (il record del mondo è 2h 03min 38sec n.d.r.);
- ha vinto di 1 secondo (!!) davanti al kenyano Dennis Kimetto.
Prima o poi infrangeranno la barriera del suono.
Io continuo a correre in serenità in 3h 20min.

venerdì 28 settembre 2012

Gloria perduta

Oggi La Stampa pubblica un articolo dal titolo "La stagione delle maratone", nel quale si evidenzia come nelle maratone autunnali si concentreranno le massime prestazioni dell'anno. Ciò significa che gli attuali big da record del mondo hanno disertato le Olimpiadi per puntare tutto su gare dal monte premi più danaroso.
Naturalmente nulla di nuovo per chi conosce i nomi dei protagonisti, ma che amarezza.
La corsa come il calcio.
Nel mio immaginario non c'è niente più di un'Olimpiade e non rinuncerei per nessuna ragione al mondo ad una partecipazione olimpica.
Se i soldi si mangiano anche la gloria olimpica si è proprio passato il segno.
Teniamoci stretti i più lenti, ma di grande cuore, campioni nostrani!

lunedì 23 aprile 2012

Dramma a Londra

Una giovane ragazza di trentanni è morta correndo la Maratona di Londra, a circa un chilometro dal traguardo.
Correva per beneficenza, ecco la pagina dove si possono ancora fare delle donazioni: http://www.justgiving.com/Claire-Squires2 .
Non conosco la storia di questa ragazza, né ho idea del suo grado di preparazione.
Certamente non bisogna dimenticare che correre 42 chilometri non è una passeggiata e che vale la pena di sottoporsi ad una seria visita medico sportiva ogni anno, anche se spesso all'estero non è obbligatoria. Molti sottovalutano la cosa ed anche il direttivo dell'associazione per cui sono tesserato fatica non poco per ottenere che tutti facciano la visita.
Non ha senso dare per scontato di potercela fare in base a risultati precedenti. Se ho fatto il mio miglior tempo due anni fa non significa certo che io sia in grado di ripeterlo oggi!
Io mi faccio visitare in un centro ospedaliero dove il personale è molto serio e la visita costa esattamente quanto dalle altre parti.

martedì 3 aprile 2012

Muore l'ultramaratoneta Caballo Blanco.

La notizio è di ieri.
Micah True, l'ultramaratoneta che ha ispirato il bestseller bor to run, è uscito per correre e non è più tornato.
Era il direttore della la Copper Canyon Ultra Marathon, una competizione di circa 50 miglia (80 km circa) orientata a un ristretto numero di ultra-runner come lui. Persone "folli" che, come lui, corrono in condizioni estreme per lunghissime distanze, di molto superiori alla maratona tradizionale.
Eccovi l'articolo del corriere: link.

sabato 7 gennaio 2012

Runners do it better

Pare sia proprio così.
Tra di noi il Generàl ne è la prova vivente.
Vi rimando comunque al sito del corriere e vi consiglio di leggere questo articolo.
Il running è meglio del viagra!

lunedì 7 novembre 2011

A volte è così semplice


Spesso ci abbiamo pensato anche noi.
Questo personaggio ci ha preceduto. Certo che poteva almeno arrivare primo!
Leggere, sulla Gazzetta, per credere.

domenica 25 settembre 2011

Clamoroso a Berlino. Record del mondo.

Oggi record del mondo sulla distanza regina.
Il keniano Patrik Makau ha concluso la maratona di Berlino - famosa per essere una maratona "da tempo" - in 2h 3min 38sec.
"Alla partenza non mi sentivo benissimo avrebbe dichiarato il giovane".
Sic!

"Clamoroso al Cibali" avrebbe detto il buon Sandro Ciotti.
Per una stella che nasce, un'altra tramonta: Haile Gebrselassie (primatista in carica con 2h 3min 59sec) dopo aver retto per 27 km il ritmo del rivale ventiseienne, prima è scoppiato, poi si è dovuto ritirare.
Onore a Gebre.

mercoledì 21 settembre 2011

Scene di ordinaria follia

Gara di corsa sulla strada più ripida del mondo.
Guardate le foto, altroché trail running!
Non aggiungo nulla, se non un semplice dettaglio: pendenza media 35%.

lunedì 16 maggio 2011

Anche gli Dei cadono dall'Olimpo

Leggo che il campione olimpico di maratona a Pechino 2008 è morto stanotte, cadendo dal terrazzo di casa dopo un litigio con la moglie (articolo).
Bè, persino gli Dei nascondono una vita normale, anche se la gloria olimpica dura per sempre.


martedì 26 aprile 2011

.. allo sport qualcuno ci pensa!

Avevamo parlato recentemente di quanto grave sarebbe stata la mancata chiusura domenicale della strada lungo l'adige per tutti i podisti e ciclisti veronesi.
Bene.
Le nostre lacrime non sono state versate invano.
Il Comune di Verona ha fatto marcia indietro.


lunedì 18 aprile 2011

Record del mondo. O no?

Maratona di Boston 2011.
Geoffrey Mutai corre e vince in 2h 3min e 2sec.
Moses Mosop arriva secondo in 2h 3min 36sec.
Il primato del vecchio Gebre è stato frantumato da entrambi (vedi qui).
Tutti felici, baci abbracci, mamme che piangono, ma l'incubo è dietro l'angolo. La direzione gara non ha ancora omologato il risultato.
C'è chi dice che il risultato sia viziato dal vento troppo forte, altri dicono che i saliscendi eccessivi sono la ragione del record, mentre i più smaliziati confessano che il kenyano ha corso senza mutande e per questo ha vinto.
Jessica Fletcher ha già preso un volo privato da Cabot Cove direzione Boston per indagare sull'accaduto.
Io stravolto dalla notizia ho corso 10km in circa 45min.
Giusto il doppio più lento del nuovo uomo dei record.
Amen.

martedì 12 aprile 2011

.. e allo sport chi ci pensa?

Un recente accadimento veronese ha provocato in me una serie di esplosioni addominali non facilmente controllabili.
Cerco di spiegarmi brevemente.
A causa dello spostamento dell'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale più importante della città i runners e i ciclisti scaligeri subiranno un'ingente riduzione dello spazio loro disponibile per l'allenamento domenicale.
Un tratto della strada che corre parallela all'Adige - e che da tempi immemori ogni domenica è chiusa al traffico affinchè i cittadini sportivi ne facciano uso - sarà, infatti, chiuso da oggi per permettere il transito di tutti i mezzi diretti al pronto soccorso stesso. 
Questa via, per un totale di 5km, non veniva solo utilizzata da runners invasati come il Generale, ma era sprattutto percorsa da "sportivi della domenica", famiglie, bambini e alieni.
Ora io non voglio scrivere un post in pieno stile da libro cuore, sono realista e capisco le necessità logistiche di una città, e una società, in piena evoluzione.
Credo peró che una riflessione sia d'obbligo.
Pur non essendo una metropoli, la bellissima Verona non abbonda, infatti, di zone pubbliche dedicate agli sportivi e, di conseguenza, al benessere fisico.
Sarebbe stato dunque apprezzabile uno sforzo delle competenti autoritá in tal senso, magari sopperendo a questa "perdita" con una nuova ed ulteriore soluzione di viabilità.
O in qualunque altro modo.
Qui l'articolo sul nostro prestigioso giornale locale: l'Arena.
Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.

mercoledì 23 marzo 2011

100km su un tapis roulant

Mi ricordo ancora, quando da ragazzino, mi sono iscritto per la prima volta nella palestra vicino a casa. Obbiettivo dichiarato buttare giù peso per diventare fotomodello e assomigliare al Di Caprio di Titanic. Inizialmente l'approccio fu quello di seguire la tabella fornitami dal trainer di turno, ma dopo poco più di 2 mesi, come di mio solito, ho creduto di essere più competente di un laureato in scienze motorie e ho cominciato a fare di testa mia. Passato un altro mese ho stracciato il programma di allenamento e andavo in palestra solo per il tapis roulant.
Oggi trovo, sul sito della Repubblica, un articolo - lo trovate qui - relativamente all'ennesima impresa senza senso di un runner italiano: stabilire il record sui 100km su di un tapis roulant.
Risultato raggiunto con un tempo di 7 ore, 45 minuti e 39 secondi e soddisfazione da parte di tutti i partecipanti, compreso lo strano Vito Intini che ha corso la "gara" con la musica dei System Of a Down a palla nelle orecchie.
Bravi tutti.
Tornando sull'argomento tapis roulant, da esperienze pregresse e da dati scientifici mi viene da dire che ci sono molte variabili che rendono la vera corsa molto più impegnativa: attrito dell'aria, strade scosciese e rigidita della pavimentazione solo per citarne alcune.
D'altro canto, però, correre anche solo per un'ora su di un tapis roulant, mi annoierebbe troppo e questo va ad aumentare il valore dell'impresa fatta dal nostro amico Intini.
In ogni caso, ora che il tempo è bello, se qualcuno mi dice che preferisce correre al chiuso, su un trabiccolo piuttosto che contornarsi di amici e correre nelle strade di una bella città, lo uccido.

lunedì 21 marzo 2011

La leggenda Salazar


Leggendo il mio quotidiano preferito, mi sono imbattuto in quest'articolo sulle attuali attività del campionissimo Alberto Salazar.
Come credo sia noto a tutti l'Albertone, dopo aver lasciato le gare, ha continuato a vivere nel mondo del podismo, diventanto un quotato allenatore.
Essere un grande maratoneta come lui non può che significare un grande amore per le sfide, il che si traduce nel desiderio di sperimentare. Per vincere ovviamente.
Secondo Salazar per vincere in maratona è imprescindibile fare più chilometri possibile. Chiaramente però ci sono dei limiti fisici oltre i quali ogni allenamento sfocia nell'infortunio.
Partendo dall'assunto che è necessario allenarsi il più possibile e che tutti lo fanno fino al limite, Salazar ha intuito che è necessario aggiungere qualcosa all'allenamento classico.
Si è chiesto quindi come fare per aumentare l'allenamento evitando gli infortuni o come fare per diminuire gli infortuni aumentando il recupero.
Non ci sono delle risposte, ma ci sono dei tentativi per spingere ancor più all'estremo il fisico umano. I mezzi, sempre complementari e mai sostitutivi dell'allenamento classico, utilizzati dal gruppo di Salazar sono:
L'Hydroworx Treadmill, un tapis roulant subacqueo, che viene utilizzato per allenare ulteriormente le capacità cardiovascolari e per la riabilitazione. Gli atleti si allenano godendo in condizioni di basse sollecitazioni articolari. Inoltre richiede più sforzo muscolare di un tapis roulant normale.
L'Alter-G Treadmill, originariamente sviluppato dalla NASA per simulare l'effetto del camminare sulla luna. Si riesce a ridurre il peso del corpo fino al 20%, così si possono eseguire corse molto veloci senza sollecitare le articolazioni.
La Cryosauna, che serve a velocizzare il recupero dei muscoli dopo sessioni di allenamento molto dure. L'atleta viene inserito in un cilindro, che porta la temperatura a -184°C per due minuti e mezzo.
La Terapia ad onde d'urto, che utilizza macchine originariamente sviluppate per il trattamento di calcoli renali. Onde sonore ad alta energia vengono convogliate contro aree infiammate come tendini, fasce, per eliminare i tessuti lesionati e favorire la sostituzione con nuovi tessuti.
Ma siamo podisti o cosa?!

venerdì 14 gennaio 2011

La lunga strada da Monteforte a Tromsø

La nostra stagione podistica sta per iniziare.
Saranno 3670 km di puro eroismo.
Ormai siamo in ballo e bisogna ballare.
Oggi pomeriggio il compare Clodrunner, sempre molto informato in materia giornalistica grazie al lavoro da lui svolto negli anni passati come caporedattore di periodici di spicco come Teletutto,  Top Gear, Pescare, Formen, Casa Viva e Mondo Barca, ha portato alla mia attenzione il seguente articolo comparso sul quotidiano veronese per eccellenza: L'Arena.
Famoso nel mondo per trattare con passione e rigido spirito di critica i più importanti accadimenti del panorama mondiale in tema di cronaca, politica, economia e sport, il nostro giornale cittadino a volte si sofferma anche, manifestando così un'inaspettata duttilità, su argomenti meno scottanti o, soprattutto, sui cosiddetti sport minori come la corsa.
Non prendetevela a male, ma è la cruda verità.
Non siamo calciatori.
Eccovi l'articolo reperibile a pag. 48, sotto un'interessante intervista all'eroico Gelindo Bordin.
"Grande attesa per questa classica, tra le più belle del panorama nazionale. Sarà seguita anche da Rai e Sky.
Mancano dieci giorni alla 36^ edizione del Trofeo S.Antonio, alla 30^Montefortiana-Turà e 17^ Maratonina Demmy in programma domenica 23 gen- naio 2011, la manifestazione veronese si appresta a vivere il popolare e famoso appunta- mento podistico con grande fervore di iniziative. L’evento podistico propone come nelle passate edizioni un program- ma corposo di appuntamenti che inizieranno il sabato (22 gennaio) con la Camminata “il Sorriso dei Bimbi”. Domenica la grande festa del popolo della corsa o camminata o marciatori come più si addice ai partecipanti di queste zone, con la 36^ edizione del Trofeo S.Antonio, poi a seguire sempre nella mattinata di domenica la 17^ Maratonina Demmy che ogni anno riscuote un sempre maggior successo di partecipazione e di elogi. 
Il primo pomeriggio dopo la 3^ edizione del Trofeo Promesse riservato ai giovani delle scuole la 30^ edizione della Montefortiana-Turà in circuito femminile e maschile con partenza unica alle 14,15. In- somma spettacolo assicurato dal sabato alla domenica con un testimonial e ospite come il campionissimo Stefano Baldini che sarà a Monteforte sin dal pomeriggio del sabato con la presentazione dei Top Runner all’Expò Montefortiano, poi al via e arrivi di tutte le gare della domenica.
Doveroso poi dare un grazie a tutti gli atleti che saranno partecipi delle gare in circuito del pomeriggio, la loro adesione stante le situazioni sopra esposte saranno a titolo total- mente gratuito, per loro solo il montepremi previsto dall’or- ganizzazione, presenze che di- mostrano sensibilità anche da Stefano Baldini parte degli agonisti quando gli eventi portano le difficoltà di tanti.
Il cast dei partecipanti in via di definizione verrà comunicato il giorno 15 durante la conferenza stampa prevista a Verona Fiere. La manifestazione dopo la sua conclusione avrà un suo spazio anche su Rai Sport e Sky".
La gara è seguita, oserei dire famosa.
Ed inoltre la "Maratonina Demmy", che sarebbe il nome in codice che identifica la mezza competitiva a cui noi siamo iscritti, pare sarà dura. Salite e falsipiani, infatti, la faranno da padroni.
Purtroppo, ma lo sapevamo già da tempo, arriviamo all'appuntamento in un momento in cui fisicamente non riusciremo a dare il massimo, anzi.
I pandori, come prevedibile, sono stati molti e anche se non abbiamo mai abbandonato gli allenamenti, la loro intensità è da annoverarsi nella categoria "ritmo chiacchierata" che nulla ha a che vedere con la categoria "ritmo silenzioso" degli allenamenti veri in cui le parole sono poche e la fatica è tanta.
E' comunque arrivata l'ora di farsi belli.
Arrivano le televisioni.

venerdì 3 dicembre 2010

Finire o morire?

Mi è capitato più di una volta di essere stremato e cercare di chiudere un allenamento o una gara, ma effettivamente vedere una ragazza di 16 anni con tale forza d'animo quasi mi commuove:



Estratto dal sito Repubblica.it:

"L'ho fatto in onore di coach Tracy, avrei fatto qualsiasi cosa per arrivare", ha dichiarato la ragazza. Jim Tracy, 60 anni, ha scoperto tre anni fa di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica. Ma non ha smesso di allenare anche se ha annunciato alla squadra che questa sarebbe stata la sua ultima stagione. Che si è chiusa, grazie a Holland, con una vittoria."

lunedì 29 novembre 2010

L'Arena

Segnalo, per i veronesi, che è da qualche tempo disponibile sul sito del giornale L'Arena un vademecum sugli allenamenti in città e sui diversi percorsi.
Lo trovate a questo indirizzo: