lunedì 29 agosto 2011

"Parli sempre di corsa"

Dopo circa otto mesi dalla data in cui l'ho ricevuto in regalo, sono riuscito a trovare il tempo di leggere il libro ricevuto da un amico che forse voleva lanciarmi un messaggio subliminale: "Parli sempre di corsa" di Linus, all'anagrafe Pasquale Di Molfetta.
Sono un fedele ascoltatore di Radio DeeJay da moltissimo tempo e ho seguito i diversi programmi condotti dal vecchio deejay che si definisce milanese di adozione. Quando ho saputo che sarebbe uscito un libro in cui avrebbe "parlato di corsa" non nascondo che mi sono molto incuriosito e la voglia di sapere quali sarebbero stati i temi trattati è stata subito evidente. Ho cominciato a pensare che, essendo l'autore uno che effettivamente parla sempre di corsa alla radio, il libro avrebbe raccontato nuove avventure e strane conoscenze fatte durante le gare in giro per il mondo.
Quasi subito, però, mi sono reso conto che non era quello che mi aspettavo. Sicuramente una bella operazione di marketing, ma speravo di più.
Probabilmente per i veri fans di Pasquale il libro potrebbe anche rivelarsi interessante ma al sottoscritto è sembrato più che altro una lode alla maratona di New York condita da una piccola quantità di consigli per diventare un "radical chic" del running.
Devo dire che, effettivamente, in una cosa l'autore è riuscito: ha acceso una certa curiosità in me riguardo alla maratona che molti definiscono "la più bella del mondo". La descrizione della gara è sicuramente piacevole, anche se si articola in modalità Linus-centrica (un po' glielo concedo ma quando è troppo è troppo), però nulla di nuovo rispetto a quanto leggo nei post dei tanti forum di running che si trovano online.


Sono convinto che Linus sia una delle persone che ha contribuito all'espansione della moda della corsa in Italia, ma questo porta con sè due aspetti, uno positivo e uno negativo.
Il primo è sicuramente quello che molte persone, diciamo "non in forma", abbiano cominciato ad alzarsi dal divano e a spostarsi nei parchi delle città; il secondo è che molti, forse i più, corrono solo per essere alla moda "come Linus".
Io penso che uno sport nobile come la corsa, dovrebbe essere praticato da chi, spinto dalla voglia di stare in forma, di stare in compagnia, di vivere la natura e magari di competere, trovi gioia nell'infilarsi le scarpette nella più fredda delle giornate d'inverno, quando fuori nevica e tutti i tuoi amici sono al bar per una cioccolata calda e non da chi vuole assomigliare ad un vip che ha trovato nella corsa un nuovo modo di fare business.
Ognuno tragga le proprie conclusioni.

mercoledì 10 agosto 2011

Marcia del Maggiolino

Approfitto del nostro Blog per pubblicizzare un evento podistico non competitivo per il quale svolgerò per la prima volta l'attività di supporto invece di quella di partecipante attivo.
Volkswagen Group Italia tramite il suo gruppo sportivo ha deciso di organizzare per Sabato 17 Settembre una gara podistica non competitiva aperta a tutti coloro che vogliono passare un pomeriggio di sport.

La partenza è fissata, come si vede dal volantino, alle 17 davanti alla sede di Volkswagen Group Italia in zona interporto. Sono previsti 2 percorsi: 6 e 10km che passeranno per Madonna di Dossobuono e zone limitrofe. L'iscrizione è di 2,50€ e ci saranno riconoscimenti per tutti.
Spero di vedere qualche faccia conosciuta e magari se mi vedete con una bandierina in mano fate un cenno o mandatemi pure a quel paese.

martedì 2 agosto 2011

E se fosse Podgorica?

Ci stiamo organizzando, anzi disorganizzando, per la maratona autunnale.
Dopo un po' di disquisizioni varie, e visto soprattutto che non abbiamo tempo per studiare la faccenda, pare che il dado sia finalmente tratto.
Per motivi che non so spiegarmi neppure io, il 30 ottobre andremo a Podgorica capitale del Montenegro ertasi, nella sua obbligata veste di baluardo geografico, a difesa dell'Europa occidentale da svariati, anzi innumerevoli, tentativi di invasione ottomana.
Ecco il sito ufficiale della Podgoricki Maraton.
Dal sito non è molto chiaro, ma la maratona sembra gratuita, basta solo compilare un modulo. Manderemo comunque una mail per capire che non sia una farsa e che non sia tutto messo in piedi per rapire giovani runners di belle speranze.
Lo scopriremo solo vivendo.

giovedì 28 luglio 2011

Il racconto di una gara dolomitica

Fino a quest'estate - pur essendo da circa tre anni un podista con qualche maratona all'attivo e altre varie garette - da quando abbiamo iniziato a correre solo un'esperienza mi era rimasta davvero nel cuore. 
La prima.
La maratona di Parigi non me la dimenticherò mai.
La novità, la grandissima fatica data dall'allenamento nullo, l'incontenibile gioia finale e il non riuscire a camminare normalmente per una settimana.
Quest'anno però mi sono dovuto ricredere e ho corso ben due gare il cui racconto non ha nulla a che invidiare al contenuto delle pagine scritte da Edmondo de Amicis: la maratona di Tromso col sole di mezzanotte e la Dolomites Skyrace arrampicandosi verso l'Olimpo.
Non soffermandomi a parlare di Tromso, in quanto vi abbiamo già tediato abbastanza, richiamerò la vostra attenzione sulla nostra ultima esperienza dolomitica cercando di farvi capire perchè non la scorderò fino all'ultimo dei miei giorni.
I motivi sono tre.
Innanzitutto il gruppo.
Sette runners: Clodrunner, io, l'alieno, la punta di diamante e altri tre amici pazzi come noi. Anzi di più. Ce n'era per tutti i gusti, da quello attento ad ogni dettaglio, fino a quello (anzi quelli!)  addirittura senza scarpe da trail e pronti a correre la gara in infradito.
In secondo luogo il contesto.
Dormire in tenda in preda ad una smisurata ilarità, vedere dei veri skyrunners al briefing il giorno prima della gara (e poi superarli il giorno dopo sulle montagne) e mangiare come dei pazzi al pranzo offerto dall'organizzazione la domenica pomeriggio.
In terzo luogo la gara.
Il percorso, il clima e le dolomiti.
Proprio quest'ultimo è il punto saliente della vicenda.
La Dolomites - che tra l'altro è una gara ufficiale del campionato del mondo di skyrunning - doveva partire dal centro di Canazei (mt 1450), salire al passo Pordoi (mt 2239), salire sulla forcella Pordoi (mt 2829), arrivare in cima al Piz Boè (mt 3152) e poi scendere di nuovo fino a Canazei.
Ma non bisogna mai fare i conti senza l'oste e, infatti, dalla notte di sabato ha iniziato a nevicare in quota e a piovere in valle. All'inizio eravamo tentati di tornare a Verona a prenderci gli sci, poi abbiamo pensato di rimanere lì e correre lo stesso.
L'organizzazione però è stata costretta a modificare il percorso proprio poco prima della partenza. Troppo pericoloso salire fino in cima al mondo con quel tempaccio.
Gli skyrunners però sono una razza tutta particolare e avrebbero venduto madre, padre, moglie e figli al mercato nero di Caracas pur di fare il tragitto originario. Anche a costo di metterci venti minuti per fare un km con la neve fino al ginocchio.
Ma la sicurezza va prima di tutto.
Dicono.
Quindi ci siamo accontentati di fare un bel saliscendi comprensivio di ben due passi dolomitici (!). Il passo Pordoi e il passo Sella.
Tra discese in fiumi di fango, nevicate trasversali e salite di circa il 18%-20% ci siamo proprio passati una domenica mattina di ordinaria follia.
Vorrei rendere meglio l'idea delle condizioni del tracciato, eccovi un paio di foto:







Su due cose siamo stati tutti d'accordo: gara bellissima e meno male che non siamo arrivati a 3000mt, sarebbe stata davvero dura, molto più del previsto.
Ma quel che conta è che l'anno prossimo ci proveremo di nuovo, questo è sicuro!

martedì 26 luglio 2011

Il video di un'impresa!


Nulla da dire.
Solamente da guardare.
Una vera faticaccia, ma la pelle l'abbiamo portata a casa!

lunedì 25 luglio 2011

Siamo ufficialmente skyrunners

Un post veloce, il resoconto della gara (Dolomites Skyrace 2011), lo faremo non appena riacquisteremo l'uso di arti superiori e inferiori (si, a volte scriviamo con i piedi).
Quasi tre anni fa clodrunner ed io iniziavamo a sproloquiare su queste pagine forti di un'esperienza podistica di circa 5km annuali.
Ieri abbiamo terminato con grande - anzi grandissimo - onore la suddetta gara, diventando ufficialmente skyrunners. Dico ufficialmente perchè la Dolomites Skyrace è una gara valida per il campionato del mondo di skyrunning. Nientepopodimeno!!
Noi stessi in primis siamo stupiti ed euforici. Pensare dove - e soprattutto come - eravamo qualche anno fa e dove siamo ora ci riempie di gioia.
Siamo proprio orgoglioni.
E ora, dopo che ci siamo autoproclamati campioni, torniamo a leccarci le ferite.


venerdì 22 luglio 2011

Ricicliamo le scarpe!

Fin dai nostri primi passi nel mondo della corsa ci è stato insegnato che un paio di scarpe deve avere una vita massima di 700km circa (certi poi dicono 800km, altri 600km, ma il succo non cambia), dopodichè diventano delle pantofole.
Si deformano, si bucano in punta e, soprattutto, perdono la loro ammortizzazione.


Quest'ultimo è proprio il motivo che deve costringere il runner a buttare le scarpe vecchie e comprarne di nuove. Fare l'errore di continuare a macinare km con scarpe distrutte vi porterà dritti all'inferno.
Le vostre articolazioni si spappoleranno, vi piegherete su voi stessi e sarete costretti a sostituire i preziosissimi arti inferiori con qualche succedaneo meccanico o gommoso per poter gareggiare ancora.
La seguente, dunque, sarà l'ultima soluzione percorribile.


Il problema che si pone per chi corre anche solo 50-60 km a settimana è l'accumularsi di scarpe rotte nello sgabuzzino, sotto il letto, nel bidet e nel forno.
Insomma non si sa più dove metterle.
Buttarle via pare sempre un peccato, magari non sono distrutte, ma sono semplicemente "scariche".
Quindi se non volete regalarle alla vostra fidanzata e non volete contribuire all'inquinamento smisurato del nostro pianeta, la soluzione è: www.esosport.it.
Qui si occupano di riciclo scarpe.
Troverete una serie di punti vendita in tutta Italia ove portare le fedeli compagne di allenamento per dare loro l'ultimo saluto.
Compreso nel servizio verranno sparati alcuni colpi di fucile e vi verrà consegnata la linguetta della scarpa destra in una teca di cristallo.
Mi raccomando: riciclate, riciclate e riciclate!