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martedì 29 maggio 2012

Un eroe alla 100km del Passatore

Questa la devo raccontare.
Stamattina accendo il computer e mi trovo una mail dell'amico latin Flavio il quale ha partecipato - lo scorso fine settimana - alla 100km del Passatore.
Flavio corre sempre e tanto. Non sta attento ai tempi, alle medie o ai ritmi. Corre per il gusto di correre.
Per questo motivo ha deciso di fare, per la quarta volta, la 100km del Passatore essendo però, in questa occasione per sua stessa ammissione, davvero poco allenato e poco fiducioso di riuscire a completarla.
Bè ce l'ha fatta e stamattina mi ha scritto.
Con il suo permesso do la giusta pubblicità al suo resoconto
"Salve Ale, tutto bene?
Beh sinceramente non so se sia il caso di scriverti quanto ho vissuto, provato questo week end, comunque eccomi qua.
Si' è vero ho partecipato ancora una volta alla 100 km del Passatore, la 4' volta, sono proprio senza scampo.
Io non riesco a scrivere di tempi, sensazioni fisiche o simili, quindi se ti va' te la racconto a modo mio. Troverai poco di interessante dal punto di vista sportivo, vedi tu cosa fare di questa mia mail.
Alla partenza eravamo in parecchi, molti di piu' degli altri anni, con circa 800 debuttanti a questa gara. Poco prima della partenza vedo un podista defilato che scrive qualcosa su un pettorale ad un altro podista, è Giorgio Calcaterra, campione del mondo dei 100 km, lo saluto e mi faccio autografare anche il  mio pettorale.
Prima di partire, mi trovo con 2 miei amici di Milano, Nicholas ed Emanuele, non fanno mai nessuna gara in giro, di nessun tipo, solo il Passatore.
Quest'anno pero' sono assistiti da 3 loro amici in bicicletta che li seguiranno durante il percorso,
I nomi non li conosco, da quei pochi minuti che li visti, chiamiamoli il cow boy, il reggae men e Coppi.
Al reggae men affido una mia T-shirt ed un K-way, nonostante avessi gia' dato il mio borsone all'autobus dell'assistenza.
Nicholas ed Emanuele sono tranquillisimi, la prenderanno come viene, a loro, come a me e al 90% dei partecipanti non interessa altro che arrivare.
Si parte, tempo perfetto, fresco.
Dopo circa 13-14' km di corsetta, decido di completare gli ultimi 3-4 km di salita prevalentemente camminando, per poi arrivare al traguardo dei km 31,5 in  ore 4.18 compresi di massaggio e cambio indumenti.
Come al solito mi perdo in me stesso e butto via circa 30 minuti.
Del cow boy, reggae men e Coppi nessuna traccia.
Poi dal mio telefonino si materializza la voce di un angelo (anche gli angeli probabilmente oltre alle ali hanno anche una voce), nel mio caso è quella di Francesco.
Mi chiede:
-"dove sei?"
-"in Toscana" rispondo
-"si questo l'ho capito ma dove"
Cosi' vengo a sapere che è vicinissimo a me, pronto per corsettare con me.
Mi trovo con lui al km 32 e questo angelo mi scortera' per un bel po'.
Con lui parto e  verso il km 37 affrontiamo la 2' parte di salite, circa 12 km, fatte quasi tutte di corsa direi, a parte gli ultimi 2-3 km.
Arriviamo al traguardo dei 48 km con un mio tempo di 7.26 dalla partenza.
Qui trovo altri 2 miei amici che si sono ritirati, 4 chiacchiere con loro, 1 caffe' un cambio abiti e pero' qui spreco circa 52 minuti.
Si riparte, io e l'angelo Francesco, per un'altra tranche di 17 km. un po' in discesa, non molti, credevo di piu'.
Arriviamo a Marradi, km 65 verso le ore 1,15.
Qui l'angelo custode Francesco  si congeda da me, sale in auto con un grand'uomo di suo zio che lo aveva accompagnato in auto e mi saluta dandomi le ultime raccomandazioni.
Qui a Marradi, altro massaggio, cambio indumenti, ma butto via ben 55 minuti, pazienza.
Ne mancano solo 35 all'arrivo il solo pero' è molto relativo, anzi non conta niente.
Impieghero' poco meno di 6 ore per farli,  ci sono ancora circa 3-4 km. di salite verso il km. 70.
Verso il km. 80 sto un po' male,lo stomaco è proprio in disordine, sorseggio del the ma lo rigetto subito, ho voglia di integrarmi fisicamente, ma non riesco ad ingerire nulla.
Continuo, per fortuna non sono stato catturato dal sonno. Poco prima del km 90 sono finito, non ne ho proprio piu'.
Poco dopo  incontro il mio amico Emanuele, lui era gia' finito da un bel po'.
Lo saluto e continuo in qualche modo fino all'arrivo dove arrivo in h 17.05, circa 55 minuti piu' dell'anno precedente.
E i cavalieri?
Ho saputo all'arrivo che il cow boy verso il km 30 si è smarrito, proseguendo per le colline toscane per 12 km, poi è tornato indietro, caricando la bici sul bus dell'organizzazione e lui seduto su un bel sedile fino a Faenza. Il reggae men con le mie poche cose proprio non si è visto, chissa che fine avra' fatto. Il Coppi lo avevamo incrociato un attimo io e l'angelo Francesco, pedalava lesto in salita, poi nessuna traccia.
L'angelo Francesco invece è stato con me sia fisicamente che intimamente.
Ci rimarra' per un bel po' dentro di me, almeno 50 anni credo.
Così come tutti voi.
Un saluto a tutti
Flavio
Non so perche' faccio queste cose ma a me per il momento va bene cosi' anche se poi alla fine si è un po' disintegrati".
Queste persone rendono speciale la corsa.
Solo loro.
Grande Flavio!

lunedì 21 maggio 2012

Latin Marathon Lovers

Un nome, una sicurezza.


Tre anni addietro abbiamo - spavaldamente e senza cognizione di causa - iniziato a correre. Quasi in contemporanea ci siamo iscritti ai Latin Marathon Lovers, un'associazione sportiva dilettantistica di circa centocinquanta umani e un paio di alieni, che col tempo abbiamo scoperto essere piena zeppa di persone che non solo vogliono correre, ma che, soprattutto, vogliono divertirsi.
Recentemente, il gruppo storico che ha tenuto su la baracca per anni, ha deciso di tirarsi un po' indietro per, come dicono loro, fare spazio ai giovani.
Clodrunner ed io, con il consueto entusiasmo, ci siamo quindi resi disponibili ad entrare a far parte di quel Consiglio Direttivo che cerca di tenere uniti questi centocinquanta cavalli pazzi.
Detto, fatto.
Insieme ad altri cinque volenterosi siamo stati dunque eletti e, da subito, cercheremo di darci da fare per tenere alto in europa e nel mondo, il buon nome di questa stupenda associazione.
Per aspera ad astra.

 

venerdì 21 ottobre 2011

Sempre e solo orizzonti di gloria


Come promesso, non abbiamo abbandonato il campo.
Nonostante la battuta d'arresto subita sull'altra sponda dell'Adriatico, siamo carichi di stimoli. Il General, carichissimo dopo aver siglato il Personal Best alla Padova21, si è iscritto d'istinto alla Garda Trentino Half Marathon e la truppa l'ha imitato.
La rinomata mezza maratona trentina è classica meta dei fondisti veronesi e richiama un gran numero d'iscritti per gareggiare sulle bellissime sponde del Lago di Garda. Ci saranno anche un bel numero di Latin.
Il tracciato è piuttosto scorrevole, quindi siamo tutti intenzionati a bruciare il nostro record personale: almeno ci si prova!
In questo momento il più in forma è certamente il Bia, che la settimana scorsa ha caricato di brutto, chiudendo con la bellezza di cinque allenamenti.
SuperMax invece dice di lavorare tantissimo, ma non gli crediamo perché migliora troppo ad ogni gara.
Io non riesco ad andare oltre le tre sedute settimanali, ma cerco di fare almeno due sedute a quella che per me è alta intensità.
Ora mi fingo allenatore e stabilisco gli obiettivi per la gara:
Bia 1h31' (4'20"/km)
SuperMax 1h31'-1h32" (4'20"-4'21"/km)
Clod qualsiasi cosa sotto 1'24" (sotto i 3'59").
E il General?
Beh, il General è il General, pertanto decide da solo!

P.S.: aperta la discussione per la maratona primaverile. Amburgo in pole position.

mercoledì 28 settembre 2011

Lupatotissimaaa

Quest'anno con il gruppo dei Latin abbiamo partecipato alla Lupatotissima, la celebre staffetta su pista 24x1ora che si svolge annualmente a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.
Dico celebre perché nella squadra numero 1, tra i 24 staffettisti si annoverava il mitico Giorgio Calcaterra, fresco vincitore del mondiale 100km!
La Lupatotissima è l'appuntamento imperdibile del Veneto che corre, con svariate squadre dal Padovano e dal Vicentino. C'è chi la corre per vincere e chi la corre per puro divertimento: molte società infatti presentano una squadra "A" competitiva ed una squadra "B".
Noi avevamo una sola squadra, che era comunque una squadra B! La cosa, in ogni caso, è piuttosto irrilevante, perché alla Lupatotissima si va soprattutto per respirare il clima.
Staffettisti velocissimi, medi e lentissimi, corrono insieme la loro frazione nel massimo rispetto reciproco, accuditi e assistiti dai compagni di squadra a bordo pista. Nei gazebo sull'erba se magna e se beve, in compagnia di mogli, figli, fidanzate, parenti, amici e perditempo... e per ventiquattrore la pista lupatotina è la più viva notte bianca dell'anno!
Appena arrivati con il Mentore abbiamo cominciato a fare i conti sulla media da tenere. Neanche a dirlo: la sagra dell'ignoranza. Diciamo solo che le proporzioni le abbiamo dimenticate al termine delle scuole medie. O forse non le abbiamo mai sapute.
Tra novelli Bikila e qualche signore con panza prominente, insomma, ce n'era per tutti i gusti. Noi, come orma da abitudine, siamo stati "nel mazzo": 14.8 km complessivi per Clod e 14 km per Max e Bia.
Non avevamo mai corso in pista, esclusa qualche sporadica ripetuta mal gestita, e per tal motivo la prestazione ci soddisfa abbastanza. Diciamo abbastanza perchè rimane comunque la sensazione - comune a tutti e tre - di essersi tenuti un po' troppo per timore di scoppiare nel bel mezzo della selva oscura.
Da segnalare che, a rendere il tutto più epico, mentre noi staffettisti occupavamo le tre corsie interne, le restanti corsie esterne erano presidiate dai cosiddetti zombie: personaggi che da soli (sic!) hanno corso ininterrottamente per 24, interminabili, ore. Durante le nostre staffette abbiamo potuto ammirare alcuni di questi irriducibili i quali, durante la gara, consumavano un misero pasto che, iniziata la digestione, restituivano integralmente alla natura.
Ai posteri l'ardua sentenza.

n.b. Presente all'appello anche l'alieno, che ci pedina per umiliarci ad ogni nostra gara, il quale ha concluso con bel 17,2 km in saccoccia. Bravo alien!

Clod, Max e Bia

martedì 22 febbraio 2011

Giulietta & Romeo Half Marathon

The day after.
Ieri abbiamo portato a termine la nostra prima mezza maratona ufficiale.
Come i gamberi, infatti, abbiamo iniziato dalle maratone per andare a ritroso e, dopo due anni di attività, darci a gare più veloci e tecniche.
Ecco brevemente le nostre sensazioni, i nostri sudori e i nostri odori in relazione alla corsa in questione.

Bia
Già da una settimana "sentivo" la gara, la attendevo proprio.
Avevo voglia di fare una bella prestazione, pur non sapendo assolutamente come regolarmi con ritmo, rifornimenti, numero di puzze da fare e ogni quant'altro.
Abituato alle maratone, infatti, non sapevo da che parte prendere la mezza.
La soluzione cui sono arrivato è stata semplice: vado al massimo a caso fin da subito e se scoppio amen, tanto comunque sono 21km che, rispetto ai 42km fatti altre volte, sono una passeggiata.
Sbruffone, inesperto e coglione quanto basta.
Così è stato.
Dopo la foto di gruppo con la nostra mitica associazione (latin marathon lovers n.d.r.) e il rompete le righe dato dal presidente (mentore n.d.r.), il quale ha lanciato al cielo il proprio perizoma zebrato, ognuno si è diretto ai blocchi di partenza.
Per una volta non ero con gli altri in quanto clodrunner, oltremodo fiducioso delle mie capacità, mi aveva iscritto con un tempo che non avrei mai pensato di fare.
Come il miglior Nostradamus, invece, ci ha azzeccato in pieno.
Da solo fin dal primo metro ho iniziato a 4'20" per poi rallentare un po' e chiudere con la media di 4'24" per un tempo complessivo di 1h 34min e 35sec.
Magno cum gaudio nuntio vobis habemus record.
Era la prima. Ci vuole poco.
Correre nella propria città è stupendo.
Percorre di corsa delle vie che di solito si fanno in macchina è irreale; vedere ai lati della strada la morosa e gli amici è davvero emozionante.
Ho corso davvero volentieri, alla fine ero stremato ma felice.
Nudo, stremato e felice.

Clod
Come già descritto negli scorsi post l'allenamento per questa mezza maratona è stato veramente scarso ed ai limiti del penoso. Tra cotechini e influenze ho fatto pochissime uscite di qualità e anche pochissime uscite di quantità: in pratica mi sono preparato facendo allenamenti da dieci chilometri al fondo lento. Vista la perfetta strategia adottata ho ben pensato di regolarmi di conseguenza per l'ultima settimana, correndo solo il martedì e riposandomi fino alla gara.
In fondo posso sempre contare sui polmoni eredità di molti anni di nuoto in età adolescenziale, per cui son riuscito a strappare il preventivato 1h25'. Il pensiero è andato subito a Tromso, secondo la nota formula di Albanesi: 1h25'x2.15=3h2'45", che potrebbe equivalere ad un pronostico ottimale e che significherebbe correre la maratona a 4'19"/km. Fissare l'asticella più in alto di così sarebbe fuori portata al momento.
Verona mi ha davvero affascinato, è stato emozionante anche il tratto di circonvallazione corso nel più completo silenzio!
La partecipazione dei Latin in terra natìa è stata veramente formidabile. In particolare consiglio a tutti una visita sul sito dell'associazione, dove si legge del grande cuore di alcuni ragazzi!

Cappa
Come per i miei compagni di sventura, la gara di casa era molto sentita ed io, nonostante non volessi ammetterlo, volevo il record personale a tutti i costi.
L'ultima mezza ufficiale risaleva a due anni fa e quindi, dopo la mia trasformazione in super sayan della Maratona, non sapevo proprio come avrei chiuso questa nuova esperienza.
Il pettorale azzuro cielo mi viene consegnato sotto casa del Bia e noto subito una differenza di colori con gli altri due caratterizzati, invece, dal verde e dall'arancio.
Il gruppo arcobaleno è pronto.
Arrivati alla partenza in Piazza Bra' mi ritrovo da solo con il Generàl che urla improperi all'elicottero e quasi immediatamente mi saluta per andare al suo ritmo.
Giunti in viale del lavoro (strada a 6 corsie che percorro ogni santo giorno) rimango a bocca aperta nell'averla, per una volta, tutta a mia disposizione. Correre nei luoghi che di norma si vedono trafficati e rumorosi è surreale, fantastico e ti spinge a dare veramente il massimo.
Nella parte del percorso in centro città mi sorpassa un maratoneta che sbuffa e al primo rifornimento sbotta con uno dei signori dell'organizzazione riempiendolo di insulti relativamente al fatto che non è possibile far passare maratoneti e mezzi maratoneti nelle stesse parti di percorso. Il signore del rifornimento lo liquida con un bel "si si corri valà semo" e prosegue nel suo prezioso lavoro.
Guardo il Garmin, mi rendo conto di essere al km 18 e sto benissimo. Ultimo sprint e chiusura a 1 ora e 38 minuti dopo il passaggio dentro l'Arena (brividi!!).
Tirando le somme questa gara mi è piaciuta moltissimo e l'anno prossimo la bisserò sicuramente.

Generàl
Come tutti sapete domenica si è svolta la Verona Marathon  evento al quale hanno partecipato oltre 10 mila persone. Io, visto il poco allenamento degli ultimi tempi, e una maratona già fissata in terra norvegese per fine Giugno, ho deciso di partecipare alla  mezza assieme ad altri quattro audaci compagni di corse.
I colleghi allenatissimi hanno portato a casa la pagnotta in scioltezza e con tempi ragguardevoli. Io, invece, l'ho fatta come primo lungo di allenamento in previsione dell'evento norvegese e non nascondo che ho fatto un po' di fatica, ma ho comunque tagliato il traguardo tra due ali di folla che mi acclamavano .
Il percorso era molto bello e ci ha permesso di correre in tutta tranquillità tra le strade della nostra stupenda città ed attorniati da un pubblico calorosissimo (a ponte garibaldi 2 turiste tedesche mi sono letteralmente saltate addosso ... e tra una cosa e l'altra ho perso un bel pò di tempo) .
Dopo 21 km di fatica ed un passaggio a dir poco emozionante all'interno dell'Arena (dove il sindaco Tosi era nudo sul palco d'onore e gridava ai corridori: "Noi della Lega ce l'abbiamo duro") ho tagliato l'agognato traguardo gettandomi tra le braccia di Ruby-Rubacuori che mi aspettava tutta contenta ai portoni della Brà.

venerdì 4 febbraio 2011

Non conta partecipare, conta vincere!

Dopo varie vicissitudini ieri si è svolto un incontro a casa del Mentore per definire le ultime cose per il nuovo sito web latinmarathonlovers.it che noi ragazzotti abbiamo creato. La riunione si è svolta come al solito tra mille racconti divertenti e qualche (poca) informazione inerente il vero oggetto dell'incontro.
Alla fine della riunone, Claudia se ne esce con una informazione interessantissima: "Su Correre è uscita la classifica dei 34.100 maratoneti italiani".

Il Mentore neanche a dirlo aveva una copia del mensile nella sua edicola privata contenente tutte le testate mondiali dedicate al running. La copia del giornale, ancora incelophanata, mi arrivava in mano direttamente dal cielo e quasi come un bambino non vedevo l'ora di scartarla per scoprire i fatidici numerini di fianco ai nostri nomi.
Ore 22.15 usciamo da casa Mentore e ognuno va verso casa.
Io non perdo l'occasione, ancora in macchina, di rompere il celophan e dare un occhiata alle statistiche: Io 14.284, Bia 11.950, Clod 4.826, General 25.386 e Lorenzo grande assente non avendo fatto maratone lo scorso anno.
Devo dire che il pensare che su 60 milioni di Italiani sono tra i 34 mila che hanno fatto una maratona (e che sono quattordicimillesimo in assoluto) mi riempie di soddisfazione.
Vedere il tuo nome scritto su un giornaletto ai più potrebbe sembrare poco, ma in realtà per chi suda sulla strada tutto l'anno è una sottospecie di incoronazione a imperatore del mondo conosciuto.

venerdì 28 gennaio 2011

Montefortiana: Il resoconto!

Vista l'occasione della nostra prima mezza ufficiale tutti insieme abbiamo deciso di scrivere un post promiscuo.
Ognuno di noi, infatti, racconterà brevemente la sua gara, previa breve introduzione generale.
La partenza di prima mattina è stata caratterizzata da una gran bella dose di freddo.
La macchina segnava -5 e noi, quindi, ragionevolmente intimoriti abbiamo ritardato l'inizo dell'avventura di circa dieci minuti per attendere che le mutande, appositamente posizionate sul motore della Maserati di clodrunner, si scaldassero debitamente proteggendo così i nostri tesori più cari.
Carichi e con voglia si strafare ci siamo trovati con gli altri Latin Marathon Lovers e, tramite l'utilizzo di un prestigiosissimo pass per parcheggiare, abbiamo abbandanato il prezioso mezzo nei pressi della linea del via.
Dopo esserci cambiati in una vecchia scuola e dopo aver conosciuto il Re della Cina, vicerè di Taiwan, principe ereditario di Taipei e Imperatore dell'Onu, siamo partiti sulle note dell'inno di mameli in mezzo a una selva di braccia alzate verso il cielo volte a ricordare i tempi che furono.
Da segnalare la presenza di Baldini che ha dato il via alle ostilità, caricando non poco tutti i partecipanti.

Bia
La mio opinione sulla gara non può che essere positiva.
Citando il grande Willy principe di Bel Air: "mi sentivo gasato". La salita mi esaltava, le difficoltà mi caricavano e la presenza di Lorenzo mi tranquillizzava.
Sono andato via tranquillo a 4'30" nel piano e ho cercato di aggredire la salita senza strafare. Pur sentendo le gambe girare, infatti, mi sono trattenuto non conoscendo il percorso e temendo di finire le energie sul più bello.
Fortunatamente non è stato così.
Inaspettatamente i problemi sono arrivati in discesa. Andavo piano (4'20" circa) e anche gli ultra ottantenni mi superavano a velocità stroboscopiche. Anche provando ad aumentare il ritmo mi sentivo poco sicuro e mi venivano atroci dolori in ogni dove. Devo comprarmi delle ginocchia in titanio su ebay e buttarmi a tutta da ogni discesa di Verona e provincia.
Solo in questo modo posso diventare il falco Savoldelli scaligero.
Con un ultimo km a bomba, per dimostrare all'ambasciatore d'Asia che anch'io posso far parte della sua nazionale, ho chiuso la mia gara con un tempo soddisfacente: 1h 43min e 30 secondi.
Pezzi di pandoro avidamente fagocitati e bicchieri di thè bollente trangugiati così velocemente da rendere insensibile il mio esofago hanno chiuso l'avventura. Il risotto all'amarone e il filetto al pepe verde a casa di Clod sono cose che vuoi umani non potete comprendere.
Arrivederci al 2012!

Max
Le premesse erano pessime, avevo molta paura, essendo la mia prima partecipazione, ma alla fine, come spesso accade, la realtà è stata differente dalle aspettative. Subito dopo la partenza, ho perso di vista il Bia e Lorenzo mentre Clod era già al secondo chilometro che mangiava una fetta di salame al rinfresco. Al 4° chilometro è cominciata l'agonia e l'aspetto che mi ha sconvolto non era la salita in se ma guardare avanti e vedere quanta ancora ce ne fosse davanti a me. Tutto sommato il ritmo che ho tenuto, considerando la pendenza, è stato buono e ho superato tanti runners che poi però nella discesa mi hanno risuperato mentre io cercavo di andare al mio ritmo. La svolta vera e propria sono stati gli 8 km alla fine della discesa che ho affrontato a 4.30 al km e che mi hanno portato a sorpassare nuovamente molti di quelli che facevano i fighetti scendendo a 3.50 nei tornanti. In conclusione: tanto freddo alla partenza, 1 ora e 49, ottimi paesaggi e molte perplessità sull'edizione 2012 (dovute alla fatica che ho subito per il mio scarso allenamento in salita).

Clod
Il ritrovo con i Latin in un parcheggio adiacente all'autostrada mi ha fatto subito capire che la giornata sarebbe stata memorabile. Chi aveva i pass ma non sarebbe venuto causa infortunio, chi voleva partire senza aspettare gli altri, chi aveva il pettorale, chi non lo aveva ancora ritirato, chi dichiarava che la gara fa "c____e" salvo poi redimersi sulla via di Damasco al termine della stessa, chi non è un Latin ma voleva venire lo stesso, chi ha un nickname, chi dava informazioni mentre altri disinformavano... un gruppo scoppiettante!
Il cambio d'abiti nella vecchia scuola faceva capire quanto siamo nuovi al mondo della corsa e ai suoi riti: togliendomi la felpa l'ho fatta cadere nel fango, ho lottato due ore con il pettorale per riuscire ad attaccarlo storto ed ero vestito di tutto punto manco fossi Tergat... il classico renzo da gara. Dopo il via dato dall'Imperatore Cinese, ho iniziato con calma. La salita è passata in fretta e senza eccessiva fatica, invece la dicesa è stata un calvario: non sono capace, mi superano tutti e se provo ad accelerare mi viene male al fegato (corro da sobrio). Al termine della discesa mi sono letteralmente fermato ad aspettare che mi passasse il dolore. Una volta ripartito ho recuperato il mio ritmo e sono riuscito a chiudere sotto l'ora e mezza per miracolo: 1h29'59"! Per finire: al ritorno a Verona i mezzocaffè sono venuti a pranzo da me e, con la collaborazione di tutti escluso uno, abbiamo goduto di un menu d'eccezione.

domenica 16 maggio 2010

Cena Sociale Latin

Mi sembra giusto dedicare un intervento all'evento accaduto venerdì scorso al Tamburino Sardo di Custoza. La combriccola delle giovani matricole composta da Clod, Bia, le General, il sottoscritto e la mitica Enri ha inviato una rappresentativa all'evento mediatico più importante della nostra nuova società ludico/sportiva. La serata comincia male. Nonostante la mia convinzione di sapere la strada, mi perdo, e se non fosse per la comparsa del Mentore nel senso opposto al nostro, saremo in qualche campagna del Villafranchese.
Per quello che riguarda me e la mitica Enri, questa è la prima cena sociale Latin mentre per il Clod siamo al secondo round. Mano a mano che i Latin arrivano mi rendo conto che le facce sono le stesse che vedo in giro durante le uscite sul lung'adige e che quindi in sostanza tutti i veri corridori di Verona sono con noi.
A un'ora dall'arrivo, il ristorante era stato ormai completamente INVASO. La cena procede bene ma il bello arriva subito dopo il caffè.
Devo dire che l'idea che mi ero fatto su tutta la facenda Latin era quella di un gruppo di personaggi presi bene e che comunque non riuscissero ad attrarre veri e propri guru della corsa. Non so se essere più sconvolto di aver visto un uomo con 237 maratone all'attivo o di aver visto un ultra sessantenne che corre 42km in 3 ore e 30. Correre 3 maratone in 3 settimane mi sembra allucinante ma aver visto che a 50anni si può è comunque di ispirazione. La cosa che mi ha toccato di più è stato il racconto di un Latin che ha condiviso la sua esperienza di corsa nel deserto, quasi ci scappa la lacrima.
Da questa cena/incontro/sbronzata è venuto fuori che il nostro gruppo giovani corridori si occuperà di riprogettare il sito dell'associazione introducendo nuove funzionalità e nuove idee. La cosa, non ve lo nascondo, mi spaventa, ma allo stesso tempo nutro molte aspettative su quello che tireremo fuori dal cappello (sito attuale: http://www.latinmarathonlovers.it ).
Devo ricredermi riguardo a tutto quello che inizialmente pensavo dei Latin e ora sono fiero di farne parte. Il tocco di classe di regalare il cappellino ha chiuso in bellezza una bella serata passata con una buona compagnia di pazzi corridori nostrani.

giovedì 21 gennaio 2010

Iscrizione ai Latin!


La notte di Natale dell'800 Carlo Magno veniva incoronato Imperatore da Papa Leone III; la notte di Natale del 2009 due giovani ragazzi si iscrivevano ai Latin Marathon Lovers a mezzo bonifico.
Direi che il paragone è più che calzante.
Qualche settimana dopo l'iscrizione veniva indetta la cena sociale, cena a cui ovviamente non potevamo mancare.
Menù macrobiotico, acqua naturale e alle 22 tutti a letto: così si comportano i veri sportivi.
Piuttosto la morte.
Il tutto però era, fortunatamente, leggermente diverso: risotto al tastasal, cotechino con pearà, patate fritte, vino rosso, dolce e a letto verso l'una.
Ah, dimenticavo, un paio di mandarini finali pro capite, provenienti direttamente dalla Grecia, la patria degli eroi: si dice in giro che li abbia coltivati personalmente Achille "piè veloce" prima di andare dalla Troia.
Non potevamo sperare di meglio.
Clima perfetto, ricordava molto Eyes wide shut, infatti eravamo tutti nudi e con solo delle maschere che ci coprivano il volto (vedi foto).
Il mentore -eletto per la serata ragioniere dei Latin, con tanto di calcolatrice, cappellino con la visiera e matita dietro l'orecchio destro- ogni tanto compariva al nostro tavolo e ci descriveva ciò che succedeva intorno a noi, abbassandosi anche i calzoni con la banale scusa di doversi provare una tuta da corsa, quando invece sappiamo benissimo che l'esibizionismo è il suo pane quotidiano!
Scherzi a parte.
O forse no.
Tutti davvero molto gentili e disponibili con i nuovi (e più giovani) arrivati,;abbiamo già ordinato magliette e pantaloncini di varie taglie con il logo dei Latin, materiale che sfoggeremo al prossimo lungo domenicale, con grande fierezza e carichi d'odio (sportivo, s'intende) contro le altre squadre podistiche veronesi.
A Verona solo Latin!
Nota di redazione: c'è un freddo polare la sera in questi giorni, speriamo che le succitate divise dei Latin Marathon, fatte di tessuto intrecciato appositamente per noi dagli dei, ci proteggano e ci guidino verso la luce.