La stella della Savoia è una tranquilla garetta non ufficiale in sei tappe, per un percorso totale di 344 chilometri. In montagna. Sulle alpi nei dintorni di Chambery, precisamente nella ridente località di Myan.
Che dire. Le gare non ufficiale a cui partecipo io non superano mai i 18 chilometri e ai rifornimenti si mangia cotechino, mentre a quanto pare ai cugini d'oltralpe piace rilassarsi in sei tappe di montagna consecutive sulle seguenti distanze: 53, 68, 55, 53, 62, 53 chilometri. Et voila, très facile!
Mi dispiace essere stato poco tempestivo in questa mia nota, visto che la prima tappa si è svolta oggi e, quindi, nessuno di noi ha potuto partecipare a questo comodo evento, prefetto per iniziare con un approccio soft la preparazione della maratona autunnale.
Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, familiare di Peroni ghiacciata, tifo indiavolato e rutto libero! Il nostro amico Cappa ha voluto che la cena da lui per decidere della maratona autunnale avvenisse secondo tale preciso rituale, tant'è che ha letteralmente intimato alla sua fedele compagna di non tornare prima delle 23.00 in modo da potersi dedicare pienamente a questa macho thing.
Pertanto dopo le dette Peroni ghiacciate, Peroni ghiacciate, Peroni ghiacciate (non è una ripetizione), un chilo di pasta, frittatona di cipolle e rutto di sottofondo stile vuvuzela, ci siamo raccolti davanti all'Ipad di Cappa per scegliere la nostra meta.
Così mentre il Cappa vaneggiava di mete turistiche, mettendo all'angolo quel piccolo aspetto che si chiama correre, ed il Generale sragionava blaterando frasi incomprensibili aventi ad oggetto sventagliate di frutta nostrana manco vedesse i miraggi nel deserto del Gobi, il Bia decideva di andare nel deserto -quello vero- a correre. Subito, o meglio, nel 2011, alla celebre 100 chilometri del Sahara. Stante l'imprevedibile decisione il Bia inviava per sfida un assegno -rigorosamente postdatato- all'organizzatore chiedendo l'iscrizione.
Più concretamente io proponevo la misera maratona di Monaco di Baviera, consigliata dai nostri amici Latin (Marathon Lovers) in quanto vicina a Verona, veloce e molto ben organizzata. Conquistato l'appoggio del Bia per Monaco facendomi sfuggire tra le righe (e tra i rutti) una similpromessa-pseudoirrevocabile-condizionata di accomapagnarlo a caro prezzo nel deserto, è stata brutalmente repressa la vena turistica del Cappa e rapidamente ottenuto il visto del Generale.
Muenchen uber alles. Prometto che lasceremo a casa la Peroni.
Se tornassi indietro non so se replicherei l'esperienza fatta. Nonostante il classico divertimento dovuto all'essere con un amico e praticare uno sport, la competitività era estrema a mio dire.
Era da un po' che ci eravamo promessi di provare una gara veloce, io in realtà ho partecipato alla Deejay TEN a Milano, ma l'idea era provarla in gruppo. Una volta definita la gara la scelta era "Competitiva" o "Non Competitiva" e ovviamente, manco a dirlo, ci siamo buttati a capofitto nella prima scelta. Per "Competitiva" mi aspettavouna gara qualunque, con tante persone tra cui mimetizzarsi, ma semplicemente cronometrata.
Giunto al ritiro pettorali mi sono reso conto che mi sbagliavo e la tensione pre-gara è salita alle stelle. Il mitico Clod cerca di rasserenarmi ma poi cade in un silenzio religioso anche lui. Solo 230 iscritti di cui un 70% iscritti a gruppi podistici dai nomi altisonanti. Mi accorgo di avere il pettorale di Tiziano Ferro numero 111 e dopo esserci denudati in un parcheggio per mettersi in tenuta da running, ci avviciniamo alla piccola piazza adibita a partenza e a quel punto lo sconforto arriva alle stelle. Uno dei primi personaggi che noto ha un 42.195 tatuato a tutta gamba e la cosa mi fa presagire che sia un campione (mi sbagliavo). A 15 minuti dalla partenza la piazza è tutto un saltellare di personaggi alti 1 metro e 90 pesanti 60Kg. Io ovviamente, con i miei 73Kg e il mio metro e 74, a parte 2 min di stretching non mi sono mosso e a 5 min dalla partenza ci fanno posizionare in testa alla gara.
Pronti via!
Clod scatta come una gazzella e io non provo nemmeno a seguirlo. A guardare il mio Garmin sono andato a 3,5min/km per almeno 1 o 2 km e poi ho calato fino a chiudere con il mio record personale. Mi aspettavo che trascinato dalla gente avrei corso di più delle mie solite velocità ed in effetti è stato così. In conclusione Clod si è piazzato benissimo mentre io diciamo solo che mi sono piazzato.
Ringrazio il mio compagno oltre al mitico piadinaro di Potenza conosciuto sulla statale che tra dei racconti sconci e una piadina alla porchetta ci ha dato l'arrivederci e a presto donandoci anche una bottiglietta d'acqua per il viaggio.
Dovete sapere cari lettori (?!?) che due di noi sono andati a fare la "Ravenna - the run", organizzata dalla Gazzetta dello Sport in onore di Marcello Lippi e degli eroi sudfricani.
Una garetta di 10 km ben praparati da tutti nelle scorse settimane, me compreso.
Alla fine non sono potuto andare in quanto avevo una missione da compiere: salvare il mondo correndo.
Superman lo fa volando, capaci tutti.
Io corro e salvo le persone. Senza fermarmi ovviamente.
Essendo ben scusato, ed anche conscio che una buona e valida rappresentanza del gruppo era comunque presente, ho salvato il mondo e atteso notizie dei due diecichilometristi.
Un'attesa lunga ed estenuante.
Già sabato sera a più di un'ora dalla fine della gara non mi giungevano notizie. Credevo fossero stanchi invece erano già sbronzi e nudi (come sempre) con mille ballerine che festeggiavano ad un paninaro lungo la strada.
In più ad oggi (mercoledì n.d.r.) ancora non scrivono un post per raccontare le loro mirabolanti gesta. Ogni tanto mi parlano di ritmi pazzeschi, di Cappa glaciale e senza un briciolo di tensione, di ragazzotti che polverizzavano ogni record, ma niente di più.
Quindi a furor di popolo che scrivano ciò che sanno o, se non lo fanno, che tacciano per sempre.
Di ritorno dall'isola d'Elba mi sento in obbligo di scrivere qualche impressione sull'aspetto sportivo di questa splendida isola.
Mentre facevo le valige prima di partire ho, come faccio sempre, preparato un sacchetto con l'attrezzatura da running... che al mio ritorno ho riposto, pulitissima e inutilizzata, nell'armadio di pertinenza. Inutile dire che nonostante la buona volontà non mi sono mosso dallo sdraio neppure per fare un classico avanti e indietro sul bagnasciuga.
La voglia di fare una corsetta serale ci sarebbe anche stata ma l'isola d'Elba dal punto di vista sportivo è difficile da affrontare per diversi motivi. I saliscendi sono pressochè ovunque e la calura estiva non aiuta di certo. Nonostante tutto, i paesaggi sono mozzafiato e devo dire di aver visto tantissimi ciclisti sui pendii delle strette strade statali costellate di curve a strapiombo sul mare. In una gita a Portoferraio mi sono fermato davanti ad un poster appeso lungo la strada di una gara podistica interessante:
In sostanza è una gara da 5 tappe che si svolge a Maggio con lunghezze da 5 a 12 km a tappa e tocca le città di Portoferraio, Rio Elba (Spettacolare), Porto Azzurro e Marciana.
In conclusione, forse avrei fatto meglio a portarmi la bicicletta più che i pantaloncini da corsa ma la fedeltà allo sport più bello del mondo è troppo forte.
Personaggi: Caio (guance rosse e tonde, ben vestito e con un bicchiere di vino in mano); Mevio (magretto, coi capelli corti corti e il sorriso stampato); Coro (voce fuori campo).
Caio: "Tu sei pazzo a correre maratone ed affini, ma ti manca il senso della misura? Va bene fare sport, ma non ha nessun senso ammazzarsi di fatica facendosi del male: sei ossessivo-complusivo".
Mevio: "Ma quali esagerazioni? Faccio sport quattro-cinque volte a settimana tra corsa e bici, in tutta tranquillità al termine della giornata lavorativa. Finisco e mi sento un altro!"
Caio: "Mah, io faccio un paio di uscite settimanali di mezzoretta ciascuna, mi sembra sufficiente e mi sento appagato".
Mevio: "Mezzora è solo il riscaldamento!".
Caio: "Ripeto: sei pazzo".
Mevio: "Se non provi non puoi capire: endorfine a profusione".
Caio: "Non provo mica ad ammazzarmi proprio prima dell'aperitivo".
Mevio: "Allora rimani della tua idea. Io, invece, corro!"
Coro: "Lo sport è responsabile dell'aumento del rilascio di endorfine e ti fa stare veramente bene, per alcuni rende anche più felici. Oooooooooh."
Colgo l'occasione per accenare a questa eroica impresa, dato che l'ultima edizione si è tenuta pochi giorni fa.
Prima edizione nell' a.d. 1973, partenza da Firenze e arrivo a Faenza. Il primo impiega circa 7 ore per arrivare al traguardo dopo 100 km di ordinaria follia. Tengo a sottolineare che, oltretutto, sono presenti anche svariate salite, su e giù dall'Appennino tosco-emiliano, con una punta massima di quasi mille metri s.l.m. ove si arriva dopo una piacevole salita con pendenze anche del 15%. Leggendo qua e là ho visto che c'è chi la fa da solo e chi la fa con l'ausilio di un'ammiraglia o di seguaci in bicicletta che aiutano, sostengo, foraggiano e nutrono costantemente l'eroe di turno. Davvero uno spettacolo. Esperienza unica, mi fa venire ancora più voglia di iscrivermi alla 100 km del Sahara del 2011. E, se Sant'Ivo di Bretagna me lo permetterà, mi iscriverò davvero con il vecchio clodrunner, meglio conosciuto come il mangiatore di scarpe usate scaligero o anche il nudista dell'Adige. Bisogna cominciare a studiare come allenarsi. Avanti tutta. Passatore docet.
edit causa richiamo formale: maxcappa, il ragazzo che vive in una botte di legno con solo un Ipad come fonte di sostentamento, verrà anch'egli nel deserto, conscio che sarà l'occasione definitiva per dimostrare d'essersi finalmente elevato allo status di eroe. Per l'occasione verrà nominato ufficialmente, dal primo beduino che gli passerà affianco, eroe con palle roventi.