mercoledì 14 luglio 2010

Santini 2120

Ieri sera i blogger di Mezzo Caffé si sono riuniti per la prima volta al mitico campo di via Santini per un allenamento seguito da doccia e piadina, visto un impegno istituzionale comune alle 21.30.
Di solito l'appuntamento è sul lungadige o in luoghi in cui il contatto con il prossimo è sostanzialmente inesistente, a parte il cenno di saluto con qualche runner che si incrocia durante la corsa.
Il campetto è tutta un'altra cosa. Grazie allo spirito di spogliatoio, in un quarto d'ora netto sono riuscito a:
discutere di massimi sistemi sulle varie teorie sulla preparazione della maratona;
ottenere la promessa di una tabella nuova, tutta da studiare;
trovare dei compagni di allenamento che tengono i miei stessi ritmi per le occasioni in cui mi ritrovo da solo.

Not too bad!
Domani torno al campo!
Dopo la doccia piadina per tutti nei sobborghi (una per me e Bia, due per l'insaziabile Cappa), ci siamo recati, rigorosamente in abito scuro e cravatta regimental di Marinella, al nostro impegno istituzionale.
Si è trattato di un invito formale al Supremo Consiglio dei Latin, a cui abbiamo in via del tutto eccezionale partecipato per essere nominati membri della commissione informatica e prestare solenne ed irrevocabile giuramento di fedeltà al Sacro Patto Associativo.
Naturalmente la cerimonia di giuramento si è svolta secondo la secolare tradizione che vuole che i nuovi adepti siano marchiati a fuoco sul petto e senza l'ausilio di anestetici con il Supremo Sigillo.

lunedì 12 luglio 2010

Hot beginning

Non è il titolo di un film per adulti, ma la constatazione che questa settimana iniziano gli allenamenti per Monaco e la prima seduta si svolgerà ad una temperatura non inferiore a 27 gradi, con un tasso di umidità del 62%. Così dice l'oracolo Wolfram Alpha, interrogato sul punto. Ed io mi rattristo solo a pensare a quanto mi rattristerò dovendo ritoccare al ribasso di mille milioni di secondi al chilometro il ritmo dei miei primi allenamenti, con l'effetto di non capire più nulla... praticamente conviene lasciare a casa il Garmin e allenarsi a sensazione.
Non molto più felice è stata l'esperienza della Caminà ai pié del Baldo: ad ore 8,10 la temperatura sfiorava i 30 gradi con un'umidità non credo lontana al mille per cento. Dopo quattro metri avevo la maglietta bagnata come quella di una miss californiana, dopo otto metri scoprivo di andare a 6 al chilometro e dopo 10 metri sbagliavo strada.
Da rifare! Ringraziamenti al bar in piazza a Caprino, dove sotto il nome di tutte le bevande disponibili si cela in realtà una freschissima radler media. Coca cola=radler media; té alla pesca=radler media; radler media=radler media.

Correzione postuma.
I colleghi maratoneti mi hanno giustamente ricondotto a raziocinio: la tabella comincia la settimana prossima! Forse c'è ancora tempo per qualche follia autolesionista...

sabato 10 luglio 2010

Calore non competitivo

L'ormai consolidata coppia Clod&Cappa domani parteciperà ad un'interlocutoria non competitiva in attesa dell'inizio della 12 settimane di allenamento per Monaco: l'ottima Caminà ai pié del Baldo, con partenza ed arrivo a Caprino veronese. Quindici chilometri ondulati e senza pressioni che faranno da preludio ad un'ustione solare sulle rive del Lago di Garda.
Previsioni per domani:

martedì 6 luglio 2010

Questione di sensi

Volevo edurre voi lettori su un paio di accadimenti che hanno coinvolto tre membri del gruppo nell'ultima settimana.
Sostanzialmente vi racconterò due storie degne del miglior Esopo.

--Un cieco vede un amico sordo e lo chiama a gran voce--
Protagonisti: clodrunner ed io
Luogo: La Sorte

Trama: è quasi ora di cena, lo stomaco brontola, il caldo non permette una respirazione regolare, ma si deve correre, è scritto nelle stelle. Io e il mio amico ci troviamo al solito posto ed iniziamo l'allenamento. Dopo un paio di chilometri di riscaldamento lui si gira verso di me e mi fa: "là in fondo c'è una donna nuda, aumento il ritmo così vado a controllare"; non provo neanche a stargli dietro, le donne mi piacciono solo quando sono vestite.
Mentre si allontana gli dichiaro che forse correrò meno del previsto.
Ognuno del suo ritmo come sempre e questa festa non deve finire.
Perchè la festa siamo noi.
Dopo poco decido comunque di fare il giro prestabilito e tengo per un po' sott'occhio l'amico-lepre che se la viaggia in lontananza alla ricerca della succitata donna nuda. Preciso che mi mancano quasi tre diottrie e non avevo lenti a contatto od occhiali nel frangente. Giunto su un ponte che permette una buona visibilità, distinguo CHIARAMENTE la sua figura che viaggia come una scheggia e gli urlo, tra improperi e fiato corto, che ci si vede alla fine come al solito per la consueta gara di scoregge.
Arrivo stanco e sudato. Umidità del 310%. Lui non c'è, io piango e scappo e casa. Subito dopo gli scrivo: "dove sei finito? Ti ho urlato che ci vedevamo alla fine. Sei sordo per caso? Non siamo più amici" e lui, infastidito per l'avvenuta scoperta della menomazione auditiva che nascondeva al mondo da anni, mi risponde: "sei tu che sei orbo mi avrai scambiato per qualcun altro".
Morale: se sei cieco è inutile che chiami un amico sordo, tanto lui non ti sente e tu, in realtà, sai benissimo che non lo vedi.

--Toglietemi tutto, ma non la carta igienica--

Protagonista: Cappa
Luogo: Quartiere borghese
Trama: è mercoledì, alle 20.00 il gruppo, agli ordini del Generale, si riunirà, per cena, a casa del vecchio Cappa per decidere la maratona autunnale. Lui sa che deve fare la pasta all'uovo, andare a prendere l'aragosta e togliere la marronata di pere dal forno.
Nonostane questi onerosi impegni decide di correre.
Finisce di lavorare, torna a casa velocemente, inforca il suo completino da runner e parte,con l'obiettivo di fare pochi chilometri, ma di qualità. Tanta qualità.
Purtroppo quella che doveva essere una marcia trionfale verso la cena si trasforma in un'agonia senza precedenti.
Fin dai primi momenti, infatti, il ragazzo si accorge che qualcosa non va dal punto di vista gastrointestinale. Il suo apparato digerente, sviluppatosi ormai oltre l'umana comprensione, va a singhiozzo.
Sente sfuggire dalle sue giovani mani le redini del suo enorme intestino.
Dopo qualche tentativo di correre a casa a chiappe strette, capisce che ormai Mr. Brown sta facendo capolino. Senza neanche cercare di coprire le proprie vergogne si cala le braghe e fa ciò che sa fare meglio. Nessun fazzoletto, neanche un pezzo di carta e la paura di usare fogliame velenoso rendono ancora più epica la vicenda.
Salutato, SENZA toccarlo, il mentore incrociato sulla strada del ritorno, si lava tutto tranne le mani e aspetta ansioso l'arrivo degli amici.
Morale: non importa quanto tu sia ricco, davanti alla mancanza di carta igienica siamo tutti nella stessa merda.


lunedì 5 luglio 2010

L'etoile Savoyarde

La stella della Savoia è una tranquilla garetta non ufficiale in sei tappe, per un percorso totale di 344 chilometri. In montagna. Sulle alpi nei dintorni di Chambery, precisamente nella ridente località di Myan.
Che dire. Le gare non ufficiale a cui partecipo io non superano mai i 18 chilometri e ai rifornimenti si mangia cotechino, mentre a quanto pare ai cugini d'oltralpe piace rilassarsi in sei tappe di montagna consecutive sulle seguenti distanze: 53, 68, 55, 53, 62, 53 chilometri. Et voila, très facile!
Mi dispiace essere stato poco tempestivo in questa mia nota, visto che la prima tappa si è svolta oggi e, quindi, nessuno di noi ha potuto partecipare a questo comodo evento, prefetto per iniziare con un approccio soft la preparazione della maratona autunnale.

giovedì 1 luglio 2010

Roba da uomini

Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, familiare di Peroni ghiacciata, tifo indiavolato e rutto libero! Il nostro amico Cappa ha voluto che la cena da lui per decidere della maratona autunnale avvenisse secondo tale preciso rituale, tant'è che ha letteralmente intimato alla sua fedele compagna di non tornare prima delle 23.00 in modo da potersi dedicare pienamente a questa macho thing.
Pertanto dopo le dette Peroni ghiacciate, Peroni ghiacciate, Peroni ghiacciate (non è una ripetizione), un chilo di pasta, frittatona di cipolle e rutto di sottofondo stile vuvuzela, ci siamo raccolti davanti all'Ipad di Cappa per scegliere la nostra meta.
Così mentre il Cappa vaneggiava di mete turistiche, mettendo all'angolo quel piccolo aspetto che si chiama correre, ed il Generale sragionava blaterando frasi incomprensibili aventi ad oggetto sventagliate di frutta nostrana manco vedesse i miraggi nel deserto del Gobi, il Bia decideva di andare nel deserto -quello vero- a correre. Subito, o meglio, nel 2011, alla celebre 100 chilometri del Sahara. Stante l'imprevedibile decisione il Bia inviava per sfida un assegno -rigorosamente postdatato- all'organizzatore chiedendo l'iscrizione.
Più concretamente io proponevo la misera maratona di Monaco di Baviera, consigliata dai nostri amici Latin (Marathon Lovers) in quanto vicina a Verona, veloce e molto ben organizzata. Conquistato l'appoggio del Bia per Monaco facendomi sfuggire tra le righe (e tra i rutti) una similpromessa-pseudoirrevocabile-condizionata di accomapagnarlo a caro prezzo nel deserto, è stata brutalmente repressa la vena turistica del Cappa e rapidamente ottenuto il visto del Generale.
Muenchen uber alles. Prometto che lasceremo a casa la Peroni.

The R.U.N.

Se tornassi indietro non so se replicherei l'esperienza fatta. Nonostante il classico divertimento dovuto all'essere con un amico e praticare uno sport, la competitività era estrema a mio dire.
Era da un po' che ci eravamo promessi di provare una gara veloce, io in realtà ho partecipato alla Deejay TEN a Milano, ma l'idea era provarla in gruppo. Una volta definita la gara la scelta era "Competitiva" o "Non Competitiva" e ovviamente, manco a dirlo, ci siamo buttati a capofitto nella prima scelta. Per "Competitiva" mi aspettavouna gara qualunque, con tante persone tra cui mimetizzarsi, ma semplicemente cronometrata.
Giunto al ritiro pettorali mi sono reso conto che mi sbagliavo e la tensione pre-gara è salita alle stelle. Il mitico Clod cerca di rasserenarmi ma poi cade in un silenzio religioso anche lui. Solo 230 iscritti di cui un 70% iscritti a gruppi podistici dai nomi altisonanti. Mi accorgo di avere il pettorale di Tiziano Ferro numero 111 e dopo esserci denudati in un parcheggio per mettersi in tenuta da running, ci avviciniamo alla piccola piazza adibita a partenza e a quel punto lo sconforto arriva alle stelle. Uno dei primi personaggi che noto ha un 42.195 tatuato a tutta gamba e la cosa mi fa presagire che sia un campione (mi sbagliavo). A 15 minuti dalla partenza la piazza è tutto un saltellare di personaggi alti 1 metro e 90 pesanti 60Kg. Io ovviamente, con i miei 73Kg e il mio metro e 74, a parte 2 min di stretching non mi sono mosso e a 5 min dalla partenza ci fanno posizionare in testa alla gara.
Pronti via!
Clod scatta come una gazzella e io non provo nemmeno a seguirlo. A guardare il mio Garmin sono andato a 3,5min/km per almeno 1 o 2 km e poi ho calato fino a chiudere con il mio record personale. Mi aspettavo che trascinato dalla gente avrei corso di più delle mie solite velocità ed in effetti è stato così. In conclusione Clod si è piazzato benissimo mentre io diciamo solo che mi sono piazzato.
Ringrazio il mio compagno oltre al mitico piadinaro di Potenza conosciuto sulla statale che tra dei racconti sconci e una piadina alla porchetta ci ha dato l'arrivederci e a presto donandoci anche una bottiglietta d'acqua per il viaggio.