lunedì 2 novembre 2009

Rassegna stampa


Pagina 42 Corriere di sabato scorso.
C'è un'articolo carino che recensisce due libri sul "tema maratona" e, nel farlo, descrive in qualche passaggio la forma mentis del maratoneta.
Mi ci sono rivisto!
Riporti qui di seguito i passaggi che mi sono piaciuti di più.
Inizia così: "Al contrario di quanto si crede, la corsa non fa bene alla salute. Chiunque la pratichi con passione - una passione che assume spesso risvolti sinistramente morbosi - si accorge quasi subito che si tratta di un'attività dannosa. Intendiamoci, corricchiare per una mezz'oretta nel parco sotto casa o sul tapis-roulant della palestra comporta tutti i noti benefici riconducibili al fitness, ma la corsa non c'entra niente col fitness. La corsa è una prodigiosa, incurabile malattia della mente. Per fortuna la maggior parte dell'umanità ne è immune: di solito uno comincia per dimagrire, continua per qualche mese e poi smette" ... " Ma su alcune persone - quasi sempre soggetti predisposti al solipsismo e a forme di piacere larvatamente masochistiche come il controllo della sofferenza - la corsa attecchisce con violenza. In pochi mesi i nuovi adepti aumentano la frequenza delle uscite e la distanza da percorrere, cominciano a consultare le riviste specializzate per costruirsi le prime tabelle di allenamento, perdono il grasso della faccia e del collo (più tardi tutto il grasso) e si dirigono soli e felici verso la loro prima maratona".
Poi descrive ancora meglio la malattia mentale del maratoneta: "La disciplina a cui il maratoneta si sottopone è certo interiore, ma sempre vincolata alla schiavitù del chilometro. Corre ossessionato dal coprire l'intera distanza - 42.195 metri - nel più breve tempo possibile e lavora ogni giorno per resistere al ritmo che si è imposto. Resistere, resistere a quell'andatura: la sua filosofia di vita gira intorno al concetto di resistenza. Il maratoneta non è l'uomo più bello, non è l'uomo più forte, non è l'uomo più veloce, il maratoneta è l'uomo più resistente. Ma la sua resistenza è il frutto di una mente costantemente assediata dal fallimento, una mente per nulla pacificata, nonostante le morbide carezze delle endorfine".
Buona settimana a tutti.

5 commenti:

  1. edvige mattesi2 novembre 2009 09:44

    sono assolutamente in disaccordo! le malattie mentali sono altre. Per chi pratica sport, avere l'ambizione di migliorarsi è del tutto naturale...La maratona è semplicemnte una delle discipline più lunghe, ma anche una partita a tennis può durare 3 ore

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  2. biasioli...fatti vedere da uno bravo! [non credo sia la prima volta che te lo dico, tra l'altro! ;)]

    Giovanella

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  3. Edvige, credo che l'autore non intendesse parlare di malattia mentale in senso stretto, ma in senso lato, considerando gli aspetti descritti come importanti nella psicologia del runner.
    Ovviamente ognuno ha la propria psicologia e una propria visione delle cose. Quella riportata è quella di Mauro Covacich, scrittore e maratoneta non professionale. Non se ne intenderà di corsa, comunque corre e quello è il suo modo...
    Questo ovviamente è un blog fatto di impressioni personali, che in quanto tali non vogliono essere né giuste, né sbagliate, semmai sentimentali!
    Ecco l'articolo completo:
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/ottobre/31/maratona_arte_che_sfida_fallimento_co_9_091031055.shtml
    Covacich è autore anche del libro "A perdifiato", di cui si può leggere una recensione al seguente indirizzo http://www.italialibri.net/opere/aperdifiato.html
    Per un intervista all'autore: http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=36

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  4. il mio compare ha già specificato quanto l'autore voleva dire con quelle righe da me riportate, anche se mi sembrava tutto molto chiaro.
    "malattia mentale" ovviamente era ironico, dato che l'ironia è proprio uno dei fili conduttori del blog. anche questo mi sembra molto chiaro se uno ci legge anche solo saltuariamente.
    migliorarsi è un altro discorso, l'autore ha solo sfiorato il mondo delle maratone, dandone, in maniera volutamente romanzata, una visione d'insieme che, lo ribadisco, si avvicina di molto alla realtà.
    ai posteri l'ardua sentenza.


    giovanella quanto ti diverti a darmi del pazzo?!?!?!?!
    hahahahahahahaha
    :D

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  5. parecchio!! :)

    Giovanella

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