mercoledì 30 dicembre 2009

La corsa sulla neve

In città piove, meglio fuggire in montagna dove la pioggia si tramuta in candida e splendida neve (temperature permettendo).
Archiviata la pratica capodanno raggiungerò il compare corridore in montagna per darci allo sci, nobile sport che già praticavano i sumeri, gli assiri e i babilonesi, viste le favorevoli condizioni climatiche dei luoghi in cui risiedevano.
Non ci dimentichiamo però di correre, si va incontro all'ennesima nuova esperienza: la corsa sulla neve.
Io non ho ancora provato, lui si ed ha già manifestato un sincero entusiasmo.
Emozioni veri.
Sicuramente sarà più faticoso anche a causa degli svariati saliscendi, ma, d'altro canto, sarà decisamente più facile trovare il luogo adatto per fare le nostre amate ripetute in salita.
Poi non si sa mai, magari ci piacerà talmente tanto sfrecciare sulla neve a velocità stroboscopica che in futuro si potrebbe anche andare a fare una mission impossible:
Ovviamente non ci penso neanche, non brillerò per intelligenza ma questo è davvero troppo anche per noi eroi.
Anche se nella vita non bisogna mai dire mai!
Buon anno a tutti!

martedì 22 dicembre 2009

Ripetute in salita: ci vogliono le catene


Dopo un ottimo inizio le ripetute in salita son già andate in vacanza causa impraticabilità del campo.
La neve caduta in questi giorni ci ha bloccato.
Per rispettare la tabella di allenamento ci sarebbero volute delle scarpe termiche o chiodate come quelle nella foto! Dopo il lavoro andrò a vedere se, per caso, da qualche parte le vendono.
Ieri sera tornando a casa ho visto distintamente un runner che correva con neve sotto, sopra e di lato. Mi sono chiesto se lo dovevo considerare un idiota o un eroe. Vi devo dire che la decisione è stata molto sofferta, la linea di confine in queste situazioni è davvero molto ma molto sottile.
Alla fine ho concluso che era un eroe.
Ovviamente.
Anzi, addirittura colto da un insensato spirito di emulazione volevo andare a correre pure io, poi sono sceso dalla macchina e per poco non son finito a faccia nella neve causa scivolone leggendario. L'ho interpretato come un segnale divino, mi sono ricreduto e sono andato diretto a mangiare un piatto enorme di risotto.
Stasera sport al chiuso, domani sera, bufere di neve permettendo, ci riprovo con le ripetute in salita.
Only the brave.

venerdì 18 dicembre 2009

Ripetute in salita: l'inizio


Ieri sera con un freddo davvero pungente (per non essere più scurrili) ho iniziato l'avventura delle ripetute in salita.
Niente male.
Non ho fatto nulla di trascendentale: dopo i soliti km di allenamento bisognava aggiungere 10 ripetute da 100 mt l'una in modo da prendere contatto col mondo della pendenza e della ripidità. Devo dire che andare su a bomba ascoltando musica tamarrissima - selezionata appositamente per l'occasione - ha decisamente il suo perchè.
"Mi sentivo gasato", direbbe Willy il Principe di Bel Air, prima di chiamare un taxi giallo col suo fischio collaudato con le formula uno.
Su a tutta, giù corricchiando e poi di nuovo su a tutta, senza mai fermarsi in sostanza.
Questi benedetti 100 mt sembravano un po' più lunghi in realtà, ma è andata. Il fine settimana proseguirà con un allenamento collinare di una decina di km.
Vedremo.
Probabilmente alla fine di questi allenamenti saremo dei piccoli Hulk con i quadricipiti che esploderanno dentro i pantaloni all'ennesimo scatto.
Prima di chiudere invito iceman (per chi non lo sapesse è il nostro nuovo adepto, il vigulto che stiamo crescendo giorno dopo giorno) a uscire dalla sua botte ed a fortificare il corpo e lo spirito in salita, anche se so che il freddo e la fame lo spaventano non poco.
Ricorda giovane padawan: ti chiamano iceman, il freddo è tuo amico.

lunedì 14 dicembre 2009

La lunga strada viennese


Io ho ripreso a correre, gli altri non avevano mai smesso, quindi per loro la strada verso Vienna 2010 è già iniziata da settimane, per me, nonostante non mi sia mai realmente fermato, inizia oggi.
Per questa terza maratona - come avevamo già anticipato - abbiamo provato a cambiare allenamento.
Per circa due mesi ci siamo preparati con molte ripetute e allenamenti sulla breve distanza, il tutto finalizzato al miglior potenziamento muscolare possibile.
La prova finale era ieri: un test sui 10.000 mt sostanzialmente a bomba.
Aspettiamo che Clodrunner torni da questi 3 giorni di vacanza che si è preso (quando legge mi uccide), così vi potrà dare la sua opinione su questo allenamento, visto che io l'ho fatto molto a singhiozzo.
Da oggi inizia per noi il "solito" allenamento settimanale con due allenamenti durante i giorni lavorativi e il lungo/lunghissimo domenicale; abbiamo aggiunto delle ripetute in salita che mai abbiamo fatto, chi vivrà vedrà.
Potenziamento è il nostro secondo nome.
Il momento è topico, i finti sportivi vanno in letargo con l'arrivo del freddo (finalmente è arrivato!), quindi è in queste sere buie e gelide che si vede chi è dotato di grossi e rotondi attributi.
Non fermatevi se non volete arrivare senza fiato, flaccidi e panzuti alla primavera.
Potete mangiare quanti panettoni volete (io ovviamente mangio il pandoro), potete bere quanto vino volete basta che poi non vi trasferiate dalla tavola al divano.
Il freddo è vostro amico!

mercoledì 9 dicembre 2009

Aldo rock!

Da domani, visto che oggi ricomincio ad allenarmi decentemente dopo che mi è stato trapiantato un ginocchio bionico, potrò ricominciare a tediarvi con allenamenti et similia, ma nel frattempo mi trastullo con articoletti vari.
Di seguito una mia foto subito dopo il trapianto del ginocchio nuovo, dato che c'ero ho fatto qualche correzione in più al mio già perfetto fisico:
Ma torniamo all'oggetto del post.
All'anagrafe Aldo Calandro, maratoneta e triatleta di professione.
E' stato uno dei primissimi ironman made in Italy; non è famoso per i suoi tempi o i suoi piazzamenti, ma più che altro per il modo in cui interpreta le gare che fa: non corre per vincere, ma per trovare gratificazione dalla fatica che compie.
Io, che non ascolto la radio, mi scarico regolarmente i podcast del venerdì di Deejay chiama Italia (trasmissione radiofonica con Linus e Nicola su Radio Deejay) per sentire Aldo rock.
Sentire come parla lui della corsa e del concetto di correre legato proprio alle fatiche e alle sofferenze che si attraversano - anzi, si devono attraversare - per raggiungere l'obiettivo finale, fa venire voglia di uscire di casa e di allenarsi così come siete.
Anche in mutande.
Vi riporto una frase detta da lui, ma vi consiglio davvero di ascoltarlo perchè spara perle di saggezza a raffica:
"La fatica fisica appaga lo spirito ed avvicina alla saggezza. Solo soffrendo acquisisci la forza morale che scaturisce dall'autodominio".

giovedì 3 dicembre 2009

Dorando Pietri



























Nell'attesa che il cielo si decida a far pervenire un quantitativo stroboscopico di neve in modo da favorire le nostre sciate, vi racconterò una storia.
Vi parlerò di Dorando Pietri, idolo incontrastato del General fin da quando eravamo dei giovani e spensierati fanciulli.
Il personaggio in questione viene ricordato per la Maratona di Londra del 1908 ed in particolar modo per come è arrivato in fondo.
La sua vicenda rende molto l'idea della drammaticità dei famosi 42 km e qualche metro che tanto ci appassionano.
Innanzi tutto bisogna dire che la Maratona non l'ha vinta, o meglio, l'ha vinta ma è stato squalificato.
Era primo, ma è andato in crisi proprio nell'ultimo km, vi dico solo che è arrivato in fondo mettendoci 2h e 54min, ma per fare gli ultimi 500 metri ci ha messo DIECI minuti. Ha tagliato comunque il traguardo per primo, ma è stato squalificato perchè è stato sorretto dai giudici negli ultimi metri (vedi foto).
Tagliato il traguardo è crollato ed è stato portato via in barella.
Lui stesso ha detto: "Io non sono il vincitore della maratona. Invece, come dicono gli inglesi, io sono colui che ha vinto e che ha perso la vittoria".
Se non è un eroe questo!!!

martedì 24 novembre 2009

Le nuove leve


E' ormai passato più di un anno dall'inizio della nostra avventura di maratoneti e di cose ne sono cambiate davvero molte: Clodrunner non ha più i piedi, ma ha delle scarpe da corsa fisse imbullonate sotto il malleolo, mentre io ho della marmellata di lamponi al posto delle ginocchia.
Molte persone, nei mesi, si sono affiancate a noi cercando di emularci, cercando di essere come i loro eroi, ma purtroppo si sono perse per strada e noi due, da veri eroi appunto, siamo rimasti soli a lottare contro il cronometro, settimana dopo settimana, infortunio dopo infortunio.
Tutti vogliono sedere in fianco a Zeus, ma la fatica spaventa e la pastasciutta abbonda.
Non siamo gelosi del nostro status di eroi, anzi, ci piacerebbe essere affiancati (non superati, sia chiaro) da nuove leve, ma è molto più semplice a dirsi che a farsi.
La materia prima scarseggia.
In qualche giovane virgulto avevamo riposto le nostre speranze, che però sono state puntualmente tradite. Volevamo ampliare il gruppo, sappiamo che prima o poi bisognerà passare il testimone alle nuove generazioni (?!?!?!), ma ci siamo resi conto che non è ancora giunta l'ora.
Il mondo ha bisogno di noi.
L'iter dell'aspirante eroe/maratoneta di solito si sviluppa in questo modo:
1. inizia la bella stagione;
2. scoperta della panza (ma d'inverno non vi vedete mai nudi? io ho la panza anche d'inverno e lo so bene, mi serve per proteggermi dal freddo);
3. la presa di coscienza: "sono tozzo, quasi quasi - sbadiglia e si stiracchia - vado a fare una corsetta, sennò in spiaggia le fanciulle non mi vedono neanche";
4. inizia la ricerca della figura leggendaria che lo guiderà in fondo al tunnel dei lipidi;
5. finalmente la chiacchierata con l'eroe: "sai, ti ammiro da sempre e vorrei essere come te, cosa posso fare?";
6. trance agonistica a seguito della chiacchierata: "voglio correre anch'io. 4 volte al giorno lo giuro. corro prima di colazione, in pausa pranzo, prima di cena e dopo che mi sono addormentato";
7. programmi per il futuro: "fammi sapere quando vi iscrivete alla prossima maratona che io sono dei vostri. Ah, ma la prossima maratona che fate quanti km è lunga?";
8. passa un mese, tutto bene;
9. passa un mese e mezzo, gli allenamenti si fanno sporadici;
10. passano due mesi. è fallito tutto;
11. titoli di coda: "ho male al ginocchio, sai me l'ero rotto giocando a palla avvelenata in terza media", "devo uscire con la morosa sennò mi molla", "lavoro sempre fino a tardi, lavoro anche di notte, lavoro anche il sabato, la domenica, a Natale e a mezzanotte dell'ultimo dell'anno", "oh, mi son rotto i coglioni di correre".
Specifico che siamo, ad oggi, in due perchè uno è ufficialmente disperso, voci ci dicono che vive a Padova dei soli frutti che la terra gli da, mentre l'altro, il Generale, è infortunato da mesi, ma sappiamo benissimo che quando tornerà si riprenderà subito i gradi che gli spettano.
Per tamponare la nostra straziante solitudine, abbiamo riposto le nostre speranze nel ritorno all'attività agonistica, a Vienna '10, della ex punta di diamante - ex bambino prodigio, che a Parigi ha stupito il mondo regalando emozioni a tutti; credevamo che solo lui potesse riempire di gioia i nostri cuori, ma ci sbagliavamo: oggi le nostre speranze sono riposte anche in una nuova leva che sappiamo non ci deluderà come gli altri.
Il suo nome in codice è Iceman.
Ragazzo conosciuto prima di Amsterdam, ove è venuto portando a termine la mezza maratona, studioso di paleontologia, non usa vestiti, vive dentro una botte e ha sempre fame: c'è chi giura di averlo visto mangiare un altro runner (intero!) prima della partenza della mezza di Amsterdam.
Si allena con regolarità e si lamenta con altrettanta regolarità, facendo infuriare il vecchio divoratore di asfalto registrato all'anagrafe come Clodrunner.
Ha già ampiamente superato la fase iniziale, ormai non molla più (se lo fa lo frustiamo con i lacci delle nostre scarpe da corsa, imbevuti nell'olio bollente), ha fisso l'obiettivo davanti a sè e non distoglie lo sguardo.
E' concentrato nel raggiungimento del traguardo finale.
Anche dei vecchi leoni come noi hanno bisogno di nuova linfa vitale, ci alleneremo con lui, ci nutriremo della sua beata inconsapevolezza e ci gonfieremo d'orgoglio quando taglierà il traguardo.
Se arriva prima di me ovviamente gli spezzo le tibie.


venerdì 20 novembre 2009

Nuove frontiere della misurazione


Quando è arrivato il corriere con il mio orologio GPS nuovo fiammante ho ricordato il giorno in cui ho aperto il mio primo ovetti Kinder. Non ho pianto, ma quasi.
Ho avuto poi conferma di aver fatto un buon acquisto nella grande soddisfazione di poter correre liberamente vedendo la distanza crescere sullo schermetto, unitamente al lusso (devo dire inutile) di poter visualizzare la velocità istantanea in minuti al chilometro.
Il mio concittadino Jerry Calà avrebbe senz'altro commentato con un "libidineee, anzi, doppia libidine, coi fiocchi!", anche se il problema non si pone, visto che non credo lo vedremo mai calcare una pista di atletica...
In ogni caso mi sono concesso il lusso del GPS solo dopo un paio di maratone ed è stato un acquisto probabilmente dovuto alla fame di consumismo della mia generazione (dovevo averlo, per forza), per cui mi rendo conto che non tutti abbiano così tanta passione per il long distance running da desiderare un GPS.
Quindi, visto che non voglio pubblicizzare nessun produttore di tali marchingegni, segnalo a chi sia munito di solo cronometro, l'ottima applicazione di google Gmaps Pedometer, purtroppo solo in inglese.
Ora verrò sommerso di insulti perché tutti la usano da anni, ma in buona fede vi dico di averla scoperta solo dieci minuti fa!

giovedì 19 novembre 2009

Ultramaratona Torino-Saint Vincent


E' la più antica delle Ultra maratone italiane.
La prima edizione risale al lontano 1963. In realtà però non si è corsa tutti gli anni, anzi, molti sono stati saltati.
Proprio quest'anno riprende, con una nuova e più efficiente organizzazione e con un percorso modificato rispetto a quello originario che attraversa la parte settentrionale della provincia di Torino, il Canavese e termina in Valle d'Aosta a Saint Vincent.
Per gli amanti del genere ci sono anche un paio di salitelle definite "impegnative".
Posso solo immaginare. Saranno mortali.
Sembrano molto organizzati (rifornimenti ogni 5 km, trasporto indumenti, pacco gara a chi termina i 100km, ecc..) e, una volta tanto, i prezzi sono alla portata di chiunque: iscriversi costa 25 €.
E' sicuramente una missione impossibile visto che 100 km son sempre 100 km, però si ha un tempo massimo di 20 ore per terminarla, quindi è praticamente un gioco da ragazzi.
Partecipate (voi, io no di sicuro) e pubblicizzate, i paesaggi italiani non hanno nulla da invidiare rispetto ad altri oltre confine (od oltre oceano..) molto più blasonati.
100 km di emozioni.

lunedì 16 novembre 2009

Ecomaratone


Vale la pena spendere due parole su quest'interessante iniziativa denominata Circuito Ecomaratone d'Italia (link), anche se ormai l'edizione del 2009 sta volgendo al termine.
Sono 6 maratone che si tengono durante l'anno sulla distanza classica; sono tutte gare di trail running il cui scopo principale, evidentemente, è mettere l'atleta in contatto con la natura.
La corsa è uno sport che può e deve aiutare l'essere umano pensante (?!?!) a relazionarsi con ciò che lo circonda, queste iniziative quindi sono decisamente da elogiare.
Obiettivi dell'organizzazione sono la valorizzazione del territorio, il favorire lo sviluppo sostenibile, il rispetto dell'ambiante, etc, etc. Vi rimando al regolamento.
Mi sento quasi una persona seria in questo momento.
Ma so che non è così.

martedì 10 novembre 2009

Solitudine


E' risaputo che la corsa non è uno sport di squadra. Proprio per questo molti la snobbano, non trovandola divertente in quanto non ludica.
Per me vale la pena recuperare i vecchi stidi classici e la conseguente (im) perizia negli approfondimenti etimologici: divertente - dal verbo latino divertire - è quell'attività che fa prendere altra direzione e, quindi, nel senso figurato dell'accezione italiana, è quell'attività che distoglie e distrae l'animo da cure e pensieri molesti.
Stabilita tale base lessicale mi spingo nell'inevitabile soggettivismo della statuizione: la corsa è mooolto più divertente di altri sport ludici!
E forse è anche ludica: il latino ludus non demanda in alcun modo ad attività per forza di gruppo né tantomeno ad attività prive di serietà (erano ludi non solo le burle, gli scherzi, gli spettacoli, ma anche la palestra dei gladiatori e la scuola infantile!!), cosa peraltro testimoniata dalla semplice constatazione che i bambini quando giocano non scherzano affatto, ma anzi, sono serissimi.
Ma non è questo il punto.
Passato un anno e due maratone dagli esordi devo arrendermi al dato di fatto che correre è per chi riesce a divertirsi nello stare da solo per chilometri, al buio, sotto l'acqua, con trentacinque gradi, accompagnato unicamente da una crescente fatica. Bel quadretto!
Sotto sotto però questo è quanto spaventa tutti: io stesso e i miei amici abbiamo iniziato insieme, prefiggendoci di allenarci insieme, di fare la gara insieme... insomma, all'italiana!
Lo abbiamo fatto per alcuni mesi, ciacchierando durante le sessioni e così fino a Parigi.
Ma ecco la prova della verità: siamo partiti in gruppo e abbiamo perso un elemento dopo trecento metri, un altro dopo cinque chilometri, uno al venticinquesimo e, infine, i due reduci si sono staccati in prossimità del trentesimo. Morale: ognuno ha corso la fase più dura da solo...
E così ad Amsterdam: partiti in cinque siamo arrivati tutti separatamente, correndo quasi la totalità della maratona in solitario.
Chiunque l'abbia sperimentato, poi, può testimoniare che se si sbatte sul muro del trentacinquesimo chilometro non c'è compagnia che salvi e si può contare solo su una mente salda e sulla propria fede - che prende anche chi non l'ha mai avuta - nell'Altissimo.
Correre è anche questa sfida psicologica contro l'umano timore della solitudine, d'altra parte per i classici l'eroe è l'uomo a cui stanno strette le fattezze umane, è il semidio.

venerdì 6 novembre 2009

Piove!


Finalmente è arrivata la brutta stagione.
Dico finalmente e non sono ironico. Odio il caldo e adoro sciare, quindi il periodo che va da novembre a marzo è decisamente il mio preferito.
Come l'anno scorso, però, il mio urlo di gioia mi si strozza in gola: corsa e pioggia non vanno particolarmente d'accordo.
Stavo cominciando a lamentarmi tra me e me delle piogge che bagnano Verona in questi giorni, quando invece sono giunto alla conclusione che non è così male.
In primo luogo mi diverto a correre sotto l'acqua, un divertimento proprio infantile, come quello del bambino che si butta nel fango dopo gli allenamenti di calcio (quel bambino sono io ovviamente), ma che colpisce anche gli adulti.
In secundis correre in queste giornate è più tranquillo in quanto il tempo elimina tutti i cosiddetti "sportivi della domenica", caratterizzati da:
- fare sport solo e rigorosamente sabato pomeriggio e domenica mattina;
- fare sport solo e rigorosamente se c'è sole (non troppo freddo, non troppo caldo);
- avere tutte le attrezzature più tecniche e l'abbigliamento più alla moda per poi fare un km di corsa in 7 minuti o bloccarsi in bici sulla rampa del garage;
- essere convinti di essere degli sportivi solo per avere le attrezzature più tecniche e l'abbigliamento più alla moda.
Se sapete cosa vuol dire correre da soli in un percorso dove d'estate non si riesce neanche a camminare senza pestare i piedi ad altre cinquecento persone, allora mi capite. Preferisco decisamente cappuccio in testa, sguardo basso e pioggia che scivola sul naso.
Infine, diciamocela tutta, la corsa è uno sport duro, quindi correre col freddo e con la pioggia fa parte del gioco e ci rende tutti più eroi e, come avevo già spigato a suo tempo, meno eroi siamo, meglio è.
Piove, governo (qualunque governo) ladro.

lunedì 2 novembre 2009

Rassegna stampa


Pagina 42 Corriere di sabato scorso.
C'è un'articolo carino che recensisce due libri sul "tema maratona" e, nel farlo, descrive in qualche passaggio la forma mentis del maratoneta.
Mi ci sono rivisto!
Riporti qui di seguito i passaggi che mi sono piaciuti di più.
Inizia così: "Al contrario di quanto si crede, la corsa non fa bene alla salute. Chiunque la pratichi con passione - una passione che assume spesso risvolti sinistramente morbosi - si accorge quasi subito che si tratta di un'attività dannosa. Intendiamoci, corricchiare per una mezz'oretta nel parco sotto casa o sul tapis-roulant della palestra comporta tutti i noti benefici riconducibili al fitness, ma la corsa non c'entra niente col fitness. La corsa è una prodigiosa, incurabile malattia della mente. Per fortuna la maggior parte dell'umanità ne è immune: di solito uno comincia per dimagrire, continua per qualche mese e poi smette" ... " Ma su alcune persone - quasi sempre soggetti predisposti al solipsismo e a forme di piacere larvatamente masochistiche come il controllo della sofferenza - la corsa attecchisce con violenza. In pochi mesi i nuovi adepti aumentano la frequenza delle uscite e la distanza da percorrere, cominciano a consultare le riviste specializzate per costruirsi le prime tabelle di allenamento, perdono il grasso della faccia e del collo (più tardi tutto il grasso) e si dirigono soli e felici verso la loro prima maratona".
Poi descrive ancora meglio la malattia mentale del maratoneta: "La disciplina a cui il maratoneta si sottopone è certo interiore, ma sempre vincolata alla schiavitù del chilometro. Corre ossessionato dal coprire l'intera distanza - 42.195 metri - nel più breve tempo possibile e lavora ogni giorno per resistere al ritmo che si è imposto. Resistere, resistere a quell'andatura: la sua filosofia di vita gira intorno al concetto di resistenza. Il maratoneta non è l'uomo più bello, non è l'uomo più forte, non è l'uomo più veloce, il maratoneta è l'uomo più resistente. Ma la sua resistenza è il frutto di una mente costantemente assediata dal fallimento, una mente per nulla pacificata, nonostante le morbide carezze delle endorfine".
Buona settimana a tutti.

mercoledì 28 ottobre 2009

Notte di lacrime e preghiere.

Le lacrime son quelle del portafoglio.
Le preghiere sono quelle rivolte da noi verso la ridente città di Frosinone.
Ieri sera clodrunner, meglio conosciuto come "lo sciacallo del quarantaduesimo km", giuste intese verbali del pomeriggio stesso, è giunto a casa mia con svariato materiale informativo.
Bisogna stabilire il programma di allenamenti per Vienna '10.
Ah si, dimenticavo, il giorno dopo il nostro ritorno da Amsterdam ci siamo iscritti alla maratona austroungarica di Vienna che si terrà il 18 aprile p.v.
Chi si ferma è perduto.
Dopo le solite schermaglie iniziali su quanto orribile è il lavoro che facciamo, è iniziato lo studio delle varie tabelle in nostro possesso.
Tra un messaggio alla morosa-madrina-mezza maratoneta (lui) e una grattata di chiappe (io) è iniziata la stesura.
Sostanzialmente abbiamo deciso di svolgere un allenamento di 24 settimane, in cui le prime sei saranno volte a prepararci più sulla breve distanza, finalizzando il lavoro a compiere i 10.000 mt nel modo migliore possibile; le restanti 18 settimane saranno, invece, il vero e proprio allenamento per la maratona, sempre basato su tre uscite settimanali, ma leggerente diverso dal solito: abbiamo infatti inserito svariati giorni di allenamento in salita. Vi sapremo dire.
Al termine della stesura e dopo un intenso scambio di sguardi, abbiamo deciso di fare il passo che il mentore ci consigliava da tempo: comprarci il Garmin!


Dopo una serie innumerevole di password inserite su ebay e un paio di testate alla mensola della mia cucina come conseguenza dell'eccessiva ilarità che si era andata via via sviluppando, l'acquisto è andato a buon fine.
Paypal, paccocelere, homebanking e cazzimazzi ci fanno un baffo.
Morale della favola: il vecchio clodrunner è uscito da casa mia alle 00.00 con un salame sottobraccio (rigoroso prodotto casereccio derivante da un sano maiale veronese), una tabella di allenamenti in saccoccia e un paio di centinaia di euro in meno, che un fantomatico venditore di Frosinone city avrà già speso per una cena di pesce con la sua bella.
Notte di lacrime e preghiere.

giovedì 22 ottobre 2009

La seconda avventura - parte 2


Domenica mattina sveglia ore 8.
La partenza è prevista per le 10.30.
Ci alziamo e ci riuniamo per l'ormai tradizionale pigiama party a base di fette biscottate, marmellata, flebo di vario tipo e vin brulè (o forse erano proprio flebo di vin brulè).
Dopo aver fatto tutto con calma ci rendiamo conto di essere in ritardo e cominciamo a correre, come se i 42 km e spicci non bastassero.
Tra i vari inconvenienti fantozziani, occorsici prima della maratona, è da annoverare al primissimo posto il mancato arrivo dell'ascensore: usciamo dalla camera e clicchiamo l'appostito pulsante. L'ascensore non arriva. Passano i minuti, aumenta la gente in attesa e l'ascensore non arriva. Blocchiamo un'inserviente e le chiediamo dove sono le scale. Le scale non ci sono, ci sono solo quelle di emergenza, ma se la porta d'emergenza viene aperta scatta l'allarme e la Gestapo viene a prenderci. L'ascensore non arriva.
Dopo un bel po' l'ascensore, sospinto da improperi di ogni genere, finalmente arriva.
Prendiamo -sempre e rigorosamente corricchiando- prima il tram e poi la metro e dopo aver lanciato il bagaglio nel punto di raccolta, in pieno stile lancio di granata talebana, ci dirigiamo dentro lo stadio, dove, dopo pochi minuti, viene dato il via.
Segno della croce e si parte.
Subito Clodrunner (la lepre, n.d.r.) si stacca e va del suo ritmo, rimaniamo in tre compatti fino al km 15. A quel punto io decido, inconsapevolmente, di aumentare il ritmo, perdendo di vista gli altri due.
Mi sento bene e vado.
Il mio secondo nome è inesperienza, poi capirete il perchè.
Le emozioni sono molto simili a quelle provate in terra francese: pur essendoci molta meno gente a guardare gli eroi che corrono, rimango comunque colpito da un paio di scene che mi hanno davvero strappato un sorriso.
In entrambe la protagonista è una bambina.
Intorno al km 20 c'è questa bimba biondissima con in mano un fiore che lo porge ai maratoneti, un corridore di fianco a me lo prende e la bambina ride. Fantastico.
Subito dopo il km 30 un'altra bambina, molto più risoluta, incita i corridori con un cartello recante la scritta a pennarello "You can do it"!
Brividi.
Anche stavolta vedo a più riprese fanciulle che aspettano il loro eroe al km prestabilito, lo incitano e, probabilmente, gli promettono ricompense "particolari" se arriverà vivo alla fine.
Non posso garantIrvelo perchè non mastico molto bene l'olandese, ma per me il senso era quello.
Tutto procede abbastanza bene, decido di rallentare un po' per conservare le ultime energie e intorno al km 35 mi compatto con l'altro eroe parigino che mi raggiunge.
Corriamo insieme per 2-3 km poi io vedo nero, rallento clamorosamente e faccio gli ultimi 4 km in totale agonia, non ne avevo proprio più.
Alla fine arriviamo con:
- 3h e 27 min (Clodrunner);
- 3h e 48 min (Lorenzo, detto anche il latitante del blog);
- 3h e 50 min (io che ho giustamente pagato l'aumento di ritmo da sbruffone al km 15);
- 3h e 58 min (il novellino, complimenti a lui. Probabilmente, però, non camminerà mai più).
Dopo aver divorato un intero albero di banane ci ritroviamo tutti al punto prefissato.
Baci, abbracci e pacche sulle spalle.
Ognuno ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissato. Grande gioia.
Sono, doverosamente, da citare anche due nostri amici che si son aggiunti al gruppo: il primo, molto ma molto veloce, ha archiviato la faccenda in 2h e 42 min (!!!!!!), il secondo, giovane virgulto poco allenato e mezzo infortunato, l'ha comunque portata a casa in 5h e 10 min.
Complimenti e bravi tutti!

mercoledì 21 ottobre 2009

La seconda avventura - parte 1


Sabato mattina ore 05.30, clodrunner passa a prendermi per andare in aeroporto.
L'avventura ha inizio.
Al Valerio Catullo di Villafranca (VR) il giorno del Signore 17.10.2009 si ritrovano 12 persone (a cui poi in terra olandese se ne aggiungeranno altre, in pieno stile "gita delle medie") con una sola cosa in comune: tante, ma tante, caccole negli occhi.
I suddetti personaggi (perchè vi assicuro che di normale non c'era nessuno, noi in primis) erano così suddivisi:
- 3 maratoneti già affermatisi nei secoli dei secoli (amen);
- 2 aspiratnti maratoneti;
- 5 aspiranti mezzi-maratoneti;
- 1 dirigente-accompagnatore-escort.
Dopo un volo un po' travagliato, al termine del quale l'accompagnatore-escort ha perduto la valigia, probabilmente sequestrata dalle autorità per l'oggettistica bondage in essa contenuta, ci siamo diretti al ritiro pettorale, dove, dopo un luculliano pranzo a base di banane e panini, abbiamo ritirato tutto quanto ci spettava e cioè: pettorale, maglietta, chip, 4-5 grammi di marijuana della miglior qualità e un buono sconto per un giro tra le famose vetrine nel post gara.
Tutto accettato di buon grado.
Fatto ciò è cominciato un travagliato recupero, in tutto il centro città, di tutti i mini-gruppetti che si erano formati, compresi nuovi arrivati, aggiunte dell'ultimo minuto e chi più ne ha, più ne metta.
Compattato il gruppone (che sfiorava le 300 unità, con a capo Leonida-Clodrunner) è cominciata la solita caccia ai carboidrati.
Dopo svariate peripezie ci siamo trovati davanti a una pizza abbastanza buona, accompagnata da ottima acqua spompa (acqua naturale, n.d.r.) e seguita da un dolce che aveva il suo perchè.
Acquistate delle pregiate fette biscottate, con marmellata appena fatta e latte appena munto (?!?!), non dimenticando di fumare l'unica sigaretta quotidiana, ci siamo diretti verso la tanto amata branda, dove tra telefonate in camera, comparsate di gente in pigiama e una sete boia data dalla pizza di cui sopra, abbiamo finalmente preso sonno, pronti e carichi per l'impresa del giorno successivo.
Era finito il tempo delle mele.

Curriculum


Con l'aereo del martedì sera siamo tornati a casa base, tutti con la nostra medaglia al collo.
E' passato un anno dagli allenamenti d'esordio, ma l'entusiasmo cresce, insieme all'enorme soddisfazione di poter camminare finita la gara (compresa ascesa e discesa da intere rampe di scale).
E chi è stato costretto a saltare l'appuntamento olandese è attanagliato dal rimorso... ci vedremo a Vienna!

lunedì 12 ottobre 2009

Si fanno le valigie


Non vedo l'ora di partire! Sarà perché so che mi divertirò, sarà perché la fuga dal lavoro è sempre ottima cosa.
Faccio la borsa: come al solito non dimentico una felpa vecchia da mettere in caso ci sia freddo nell'attesa pre partenza e da scagliare per terra al via, un cappellino con visiera nella rinnegata ipotesi di pioggia, una maglia a maniche lunghe per l'eventuale freddo e le spille da balia per il pettorale!
E' fatta, magari stavolta mi ricordo di mettere l'indispensabile per la gara nel bagaglio a mano, che non si sa mai che quello imbarcato vada perso... comunque non credo, visto che voliamo con la teutonica Lufthansa! Ja!
Essendo l'ultima settimana naturalmente la psiche gioca brutti scherzi, cè chi percepisce inesistenti dolorini al ginocchio salendo in macchina, chi si sente in colpa e si mette a fare mille milioni di chilometri proprio ora, chi per sicurezza e per timore di stancarsi non finisce i 21km di prova del ritmo maratona, chi sta impacchettando un intero pronto soccorso nell'eventualità di infortuni in gara...(non si accettano illazioni, siamo doping free, fatta eccezione per il verdone naturalmente).
Al nostro ritorno ci aspettiamo gloria e richieste di racconti dettagliati, con tanto di classica domanda: "Ma quant'è lunga la maratona di Amsterdam?", come se ognuna avesse lunghezze diverse. Fantastico!
Personalmente spero anche di finire questa maratona e trovare subito la gioia di iscrivermi alla prossima (Vienna?)!
Magari al ritorno potremo pure constatare la nascita di un bel gruppo che va di obiettivo in obiettivo: speriamo!

venerdì 9 ottobre 2009

L'alimentazione del maratoneta


Cosa mangiare prima e durante la maratona è una questione annosa e molto discussa.
Non bisogna, però, perderci il sonno.
Controllare l'alimentazione, evitando quindi esagerazioni di ogni tipo, è sempre e comunque il punto di partenza migliore.
Senza dilungarmi troppo, anche perchè non ne ho le competenze, vi dico cosa abbiamo fatto noi prima della maratona di Parigi e che ripeteremo prima di Amsterdam.
- da 10/15 giorni prima della gara, ogni mattina, una semplice bustina di MGK VIS, integratore energetico con magnesio e potassio che aiuta a prevenire i crampi durante la maratona (serve soprattutto per attenuare gli effetti della tanto decantata crisi che può colpire chiunque -anche batman- dopo il trentacinquesimo km);
- la settimana prima della maratona il lunedì, martedì e mercoledì cerchiamo di non ingerire troppi carboidrati e glicogeno (contenuti in pasta, pane, ecc..), per poi ingerirne di più giovedì, venerdì e sabato. Il tutto senza essere drastici come si credeva fino a qualche anno fa in cui veniva consigliato un vero e proprio "scarico" di glicogeno, per poi "ricaricare" nei giorni subito antecedenti la gara;
- la mattina della maratona -almeno tre ore prima- semplici fette biscottate con marmellata. Vietato appesantirsi!
- durante la maratona noi prendiamo 3/4 fialette di Energia rapida da 25 ml; sono dei semplici integratori energetici con l'unica pecca di essere contenuti in confezioni (le fialette appunto..) un po' scomode da portare.
Vi lascio dei link più specifici, in tema di alimentazione, che vi possono essere utili:
- il solito Albanesi
Detto questo, vi comunico che ieri sera a cena abbiamo mangiato tre piatti di risotto a testa.
Poi siamo rotolati verso la branda.

martedì 6 ottobre 2009

La benedizione


Ieri sera alle ore 21 io e il compare, muniti di mappa ufficiale della Maratona di Amsterdam, ci siamo presentati alla porta della magione del mentore.
Come sempre molto disponibile, ci ha illustrato le possibili insidie del percorso, dato che lui l'impresa in terra olandese l'ha già compiuta tempo addietro.
La scena è stata di grande effetto: eravamo seduti sullo stesso divano su cui posavamo le nostre nobili natiche esattamente un anno fa quando, spavaldi e spaventati allo stesso tempo, iniziavamo a prepararci per Parigi. Ma qualcosa oggi è cambiato, ora stiamo percorrendo la strada della gloria, non siamo più dei semplici novellini, sappiamo cosa vuol dire fare quei 42 km e spiccioli, lo sappiamo bene.
Non siamo più totalmente soprovveduti, non puntiamo solo ad arrivare vivi (mah...), bensì a fare un tempo quantomeno dignitoso. E, elemento di fondamentale importanza, il nostro mentore ha fiducia in noi. Pare.
Dopo una lunga esposizione su integratori, epo di venticinquesima generazione, trasfusioni di sangue, cera, vaselina, amminoacidi ramificati, proteine arrampicate e zuccheri caduti, il mentore ci ha benedetto versandoci della birra sulla nuca: a capo chino ci siamo prostrati ai suoi piedi chiedendo che ci indicasse la via verso il traguardo e verso la glorificazione, ma lui, senza titubare, ci ha indicato la via per il quartiere a luci rosse, via che vale sempre la pena di essere percorsa.
Un'altra tappa di avvicinamento è compiuta, l'ennesimo ringraziamento al Mentore è doveroso.
Siamo davvero agli sgoccioli, ultimi allenamenti e si parte.

lunedì 5 ottobre 2009

Le ultime due settimane - Followers


Siamo ormai all'epilogo del ciclo di allenamenti e l'evento è davvero prossimo... tutti i lettori non possono che biasimarmi per non aver onorato gli impegni presi: avrei dovuto proseguire nella trattazione dei Bignami snocciolando nozioni in maniera straordinariamente incompetente!
Invece le mie vicende lavorative e non mi hanno traviato facendomi tralasciare i temi del lunghissimo, del lunghissimo alimentare, del muro del trentacinquesimo chilometro, e ormai è troppo tardi per farlo.
Pertanto mi riservo di trattare quelle questioni non appena avrò tempo, ma al di fuori dei piani di allenamento che stiamo seguendo noi del blog.
Ieri abbiamo fatto un ottimo 21+21: 21km alla mattina e 21 alla sera e ormai non ci rimangono che due settimane interlocutorie per fare le ultime prove di ritmo in vista della gara (domenica 21 Km RG per verificare il proprio stato alla mezza maratona).
In verità ho appena scritto "abbiamo fatto", ma quell'abbiamo non rispecchia esattamente la realtà, visto che non tutti i fondatori del blog hanno partecipato: eravamo in due, al secondo allenamento di giornata quasi infastiditi dal rivedersi di nuovo!! Il General ha dato forfait causa infortunio, che non gli permetterà di esserci ad Amsterdam, mentre Alé Lorenzo è semplicemente un asino che ha passato la notte tra sabato e domenica alla nuit blanche di Parigi... il signorino!!
Vorrei sottolineare la prestazione eroica non del sottoscritto (ho corso in pefetto stato di salute -solo fisica, mai mentale-), bensì di Marathon Bia che ha resitito per ben tredici chilometri a una prurugine poi mutatasi in abrasione e probabilmente entro ieri sera sfociata in una specie di lacerazione in zone imprecisabili. Conosco un chirurgo che trampianta lembi di pelle prelevandoli da zone sane.
Preparatevi: domani usciremo con importanti rivelazioni e notizie. Ineluttabilmente ci sarà qualcosa da dire, dato che stasera abbiamo appuntamento con il Mentore per la benedizione di rito e sono sicuro che dalla sua saggezza apprenderemo consigli fondamentali che saremo felici di condividere.
Ah, sabato sera abbiamo appreso che esistono lettori che hanno deciso di seguire le nostre tappe (Amsterdam) o di fare da precursori rispetto ai nostri progetti (100 km del sahara) e che quindi non ci spetterà nemmeno il primato del pianerottolo! Date le nostre mediocri prestazioni non è una cosa che preoccupa molto: forse il nonnetto dell'interno 26 va già più forte di noi! Però è bello sapere che ci sono, tra persone insospettabili, un sacco di appassionati che corrono (cavolo se corrono...).
Un dubbio però mi attanaglia (bè, forse non sono nemmeno così attanagliato). Ma perché, followers, correte tutto il tempo da soli? Fatevi vivi, al massimo ci aspettate all'arrivo per gustare un buon pasta/risotto/cotechino/cassola/wurstel/meringata/budino/porchetta/birra/vino... aggiungete quello che volete, a noi piace tutto.
Mi è piaciuta un sacco l'iniziativa delle non competitive, che sono determinatissimo a sponsorizzare per il prossimo inverno!
Gli spunti - e gli spuntini - non mancano!

mercoledì 30 settembre 2009

I pettini vengono al nodo


Ebbene si. Tra poco più di due settimane sarà il momento della nostra seconda maratona.
Siamo carichi, sale la tensione, ma il gruppo rimane compatto.
Stiamo cominciando però a pensare di essere leggermente SFIGATI visto che continuiamo a farci male. Ovunque e comunque.
Meglio non pensarci, infatti fa tutto parte del percorso per diventare eroi: la sofferenza e il dolore fortificano lo spirito (sempre che il corpo non cada a pezzi però).
Siamo ormai entrati nel vortice maratona: dobbiamo ancora fare questa che già stiamo pensando alla prossima. Vienna è nel mirino del gruppo.
Chi vivrà vedrà.
Ora dobbiamo stringere denti, pugni e chiappe, perchè stavolta non vogliamo solo finirla, nelle nostre intenzioni c'è, come minimo, l'obiettivo di stare sotto le 4 ore, di un minuto, di dieci minuti o di mezz'ora non si sa, ma come accade ad ogni eroe che si rispetti la battaglia successiva deve essere vinta in modo più schiacciante della precedente.

giovedì 24 settembre 2009

Ultra Trail Tour del Monte Bianco

Non avete idea di quante gare folli ci sono.
Folli però molto affascinanti, almeno per me.
L'Ultra (Super Mega Giga) Trail Tour del Monte Bianco è una scampagnata di 166 km attraverso tre stati, Francia, Italia e Svizzera, con 9.400 mt di dislivello positivo, che si tiene ogni anno in agosto.
Il tempo limite è di 46 ore.
Anche troppe direi.
L'anno scorso infatti il vincitore ci ha messo 20 ore.
Da quello che si apprende in rete è che la gara sta riscuotendo molto successo ed iscriversi è diventato molto difficile, se non praticamente impossibile (pensate che, sempre lo scorso anno, i 5.000 posti disponibili sono stati "fulminati" nei 10 minuti successivi all'apertura delle iscrizioni!!).
Ah, dimenticavo: se siete dei deboli e non ve la sentite, potete sempre fare la versione da 98 km con dislivello di 5.800 mt oppure quella da 105 km con dislivello 6.700 mt.
Un gioco da ragazzi.

domenica 20 settembre 2009

Marapergola


Premessa:
Dio ha creato la domenica per dormire, mangiare, sciare e andare allo stadio.
Precisazione doverosa.
Dettò ciò devo però anche aggiungere che una bella mattinata di sole trascorsa a correre tra i vigneti della campagna veronese (Castelnuovo del Garda e dintorni) ha decisamente il suo fascino.
Un po' si correva sull'asfalto, un po' sullo sterrato, percorso ONDULATO, trattori che attraversavano la strada, persone che vendemmiavano, profumo di uva e bottiglia di vino compresa nell'iscrizione (€ 2,50!); aggiungeteci degli ottimi compagni di corsa e dei buoni tempi per tutti e il gioco è fatto.
Mitico.
La sveglia all'alba è sempre un grande problema, stavolta però non mi sono fatto sopraffare dai bagordi la sera prima. Sono riuscito a resistere al potere del verdone.
E non è poco.
Il sito di riferimento è questo. Ogni settimana vengono organizzare delle garette non competitive a Verona e provincia. Decisamente ne vale la pena.
Noi siamo molto organizzati (?!?!?!), infatti adesso abbiamo anche un'addetta ufficiale, nominata solennemente in macchina al ritorno, che si occuperà di tenerci aggiornati su queste corse!
Domenica prossima, però, il gruppo non farà il solito lungo domenicale preferendo una festa, che stiamo organizzando con tanto amore, all'insegna di vino rosso, musica e PORCHETTA.
E scusate se è poco.
La vita è fatta di priorità.

mercoledì 16 settembre 2009

Marine Corps Marathon

La storia è questa: finita la guerra del Vietnam la popolarità della carriera militare era, diciamo, lievemente sfumata ed i giuovani vestivano più volentieri la divisa del fricchettone rispetto alla mimetica, mettendosi alla guida di pulmini volkswagen invece che di mezzi blindati.
Al fine, quindi, di rendere di nuovo simpatiche al grande pubblico le forze armate e di favorire il reclutamento, il Colonnello dei Marines Jim Fowler ebbe una grande idea: sfruttare la diffusione ed il successo del long distance running per pubblicizzare la magnificenza dell'esercito.

Se devo essere sincero mi sono sbellicato dal ridere leggendo le parole del Colonnello, quando scelse il tipo dell'evento: "The name marathon evokes military history and is the kind of event which the public finds in consonance with the image of the Marines"... ma forse non avevo considerato che gli americani sono molto molto strani (B. Severgnini docet) e che la maratona, coi suoi trentamila partecipanti, è una delle più partecipate al mondo. Roba da pazzi, non credevo davvero che guerra e derivati potessero essere pubblicizzati in america dopo la traumatica esperienza Vietnamita... propongo il Colonnello Jim Fowler come Nobel per il marketing!

P.S.: Ahahahahaha, ecco il link all'incredibile sito.

mercoledì 9 settembre 2009

Retrò running (ovvero come sarebbe stato bello correre quarant'anni fa)

Complice l'accorciamento delle giornate ieri sono stato costretto a concludere il mio allenamento al buio, alle 9 di sera.
D'altra parte mi toccavano le ripetute lunghe (10x1000 RG-10 intervallati da 1000 RG+20, totale 20 km) e lavorando mi è stato impossibile iniziare prima delle 19.22, come ho fatto. Visto il tipo di allenamento sono andato sul lungadige Attiraglio, unico posto in vero piano dove ci siano segnate per terra le distanze chilometro per chilometro.

TRAFFICO!! Vista la lunghezza dell'allenamento ho avuto modo di riflettere sulla mia salute, ed in certi momenti pensavo che a respirare tutto quel ben di Dio prima o poi mi verrà qualche male incurabile, mentre con il calare delle tenebre ho mosso le mie preoccupazioni all'eventualità di essere investito e stirato come il collo di una camicia "collofit" ("e se va bene a me, buona camicia a tutti" M. Costanzo).
Ora, devo confessare, nonostante ciò non faccia bene all'entusiasmo, ieri non mi sono per nulla divertito e non vedevo l'ora che fosse finita (ultima ripetuta a RG -28, per la disperazione).
Possibile, mi sono quindi chiesto, che non ci siano alternative? Bé, credetemi, se volete un percorso in piano con i chilometri segnati, a Verona non c'è alternativa!
Ecco cosa emerge da internet:
runtheplanet.com
centostrade
l'arena
Really impressive...
Per la verità si sono pure dimenticati del mitico Santini, percorso di 2.120 metri a circuito con distanze segnate ogni 100 metri, alla fine ottima soluzione, se non fosse per le salite che nelle ripetute scombinano i tempi alla grande...
Ho cercato anche su myasics, ma si trova solo qualcuno che inventa percorsi cittadini (leggasi strada, marciapiedi e attraversamento incroci) e fa il conto dei chilometri: niente di buono per le ripetute.
Forse bisogna concludere che sia meglio cambiare città e paese (Cambridge, Monaco); forse si può prendere la bomboletta e segnare altri percorsi; forse vale la pena di comprare un GPS...
...ma sarebbe meglio che ci decidessimo a rendere più vivibili le nostre città.
Mi scuso con i lettori non veronesi, ma credo di interpretare i sentimenti dei runner delle altre città italiane se dico che anche noi vorremmo un Hyde Park, un Central Park, seppur proporzionati alle nostre ben più piccole realtà.
Colgo l'occasione per fare una marchetta a favore di un festival per l'ambiente che si svolgerà a Verona nei prossimi giorni: Onirica!

domenica 6 settembre 2009

Il potere del Verdone



Contestualizziamo.
Lo Zingarelli da la seguente definizione di Verdone, o Verde che dir si voglia: "rinfrescante e tonica bevanda ottenuta mescolando abilmente 1/3 di Vodka alla menta con 2/3 di Red Bull; molto amata dalla gioventù veronese, perfetta per allietare le torride serate estive".
La definizione è davvero calzante.
Come in tutte le cose però non bisogna eccedere sennò potreste avere dei problemi.
Quello che mi sento di dirvi è che berne più di 6, quando la mattina dopo dovete fare 25 km di corsa, potrebbe essere un problema. Uno dei tanti.
Problema n. 1: il Verdone non viaggia mai da solo, generalmente ha svariati altri fratelli che lo seguono a breve distanza.
Problema n. 2: se bevete qualche Verdone di troppo non riuscirete a dormire a causa dei mille battiti al secondo prodotti dal vostro cuore. Notte insonne e corsa la mattina dopo non vanno propriamente a braccetto.
Problema n. 3: il Verdone ha delle ripercussioni molto gravi sul grado di morbidezza della vostra lingua. Correre la mattina dopo con la lingua simile a un tappetto persiano verde non è consigliato.
Problema n. 4: la vostra panza avrà qualche scompenso a seguito dell'ingestione di un numero "n." di Verdoni. Le esplosioni addominali sono dietro l'angolo. Esplosioni addominali + lunga corsa = dramma quasi sicuro.
Detto ciò bisogna anche sottolineare che trangugiare svariati Verdoni e poi correre la mattina dopo fa parte della strada obbligata per diventare degli eroi.
Son capaci tutti di correre andando a letto presto e facendo una sana vita da atleta, ma solo i veri eroi (in questo caso leggesi idioti) si nutrono di Verdone, dormono 3 ore e poi vanno a correre.
Tutto questo per spiegare che il primo lunghissimo di 25 km in vista della maratona è comunque andato (e anche abbastanza bene), nonostante i Verdoni di ieri sera abbiano messo a dura prova il mio fisico statuario.
Bollettino medico: uno di noi è infortunato, speriamo nel recupero miracoloso, gli altri, maratoneti e mezzi maratoneti, si sono messi tutti di gran lena e stanno divorando l'asfalto giorno dopo giorno.
Sono proprio fiero del gruppo.
Certi, però, oltre a divorare l'asfalto divorano anche troppi Verdoni, ma d'altronde cosa ci volete fare, la maratona è sacra, ma il sabato sera è intoccabile.
Chissà se ad Amsterdam si beve il Verdone.

martedì 1 settembre 2009

La fase finale

No, non è un post sulla fase clou di Amici di Maria de Filippi, mi spiace deludere i fans.
Semplicemente è per chiarire il fatto che ora i nodi cominciano a venire al pettine, visto che la maratona di Amsterdam è lontana solo un mese e mezzo ed è decisamente giunto il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi le palle in spalla..ehm, gambe in spalla..
Bisogna macinare chilometri su chilometri.
Oltre ai soliti allenamenti infrasettimanali, si fa decisamente interessante il momento del "lungo"/"lunghissimo" del sabato o della domenica.
Per testare appieno le potenzialità del nostro possente fisico nel fine settimana urge diminuire il numero di birre ed aumentare il numero di chilometri consecutivi percorsi. Il secondo obiettivo è alla nostra portata, il primo un po' meno.
Senza entrare troppo nello specifico, riporto qui di seguito il programma delle nostre domeniche di settembre ed ottobre:
- domenica 6/9: 28km
- domenica 13/9: 30 km
- domenica 20/9: 21 km
- domenica 27/9: 35 km
- domenica 4/10: 21 km
- domenica 11/10: 21 km
lo scrivo più che altro per me stesso, così so di che morte andrò a morire.
Se effettivamente riusciremo a fare quanto stabilito (tenuto presente che ci siamo allenati decisamente meglio rispetto alla nostra precedente e unica maratona) i risultati in terra olandese dovrebbero vedersi. Dovrebbero.
Se tutto andrà per il verso giusto, scongiurando quindi sbronze clamorose, infortuni, rapimenti di alieni e impegni lavorativi (rigorosamente in ordine di importanza), arriveremo con una buona preparazione.
Lo scopriremo solo vivendo.
La buona volontà c'è sicuramente, a volte però, nella corsa come nella vita, non basta.
Perle di saggezza, sarà il caldo.

venerdì 28 agosto 2009

Badwater Ultramarathon


Per riprendere il filo di quanto si diceva prima delle vacanze (David Goggins n.d.r.), e per rimanere nel tema di caldo torrido e disagio in cui l'Italia sta sprofondando in questi giorni, ho pensato fosse il caso di descrivere brevemente la Badwater Ultramarathon.
Il luogo in cui si corre (Death Valley - California) è una location pazzesca. E' il punto più basso di tutto l'emisfero occidentale in cui deserto e temperature drammatiche la fanno da padrone e dove anche le automobili gridano pietà e vi lasciano a piedi se non avete scorte d'acqua per il radiatore (questo ve lo dico per esperienza diretta purtroppo).
La corsa viene presentata con questa frase: "the world's toughest foot race".
Il motivo vi sarà presto chiaro dopo aver letto i pochi e semplici numeri che vado allegramente a snocciolare:
- lunghezza corsa: 215 km
- periodo in cui si tiene: Luglio, con temperatura che sfiora i 50°
- partenza a 85 mt sotto il livello del mare
- arrivo sul Mt Whitney (punto più alto di tutta la California) a 2548 mt sopra il livello del mare
- record ufficiale di percorrenza: 22 h 51 m 29 s
A rendere il tutto più epico si leggono imprese davvero titaniche di gente folle che, ad esempio, non paga di completare l'ultramaratona "semplice" che vi ho sopra descritto, una volta arrivata al Mt. Whitney si è girata ed è tornata a Badwater, ripercorrendo lo stesso rilassante tragitto!
Se non sapete dove andare in ferie la prossima estate c'è un posto molto accogliente al confine tra California e Nevada, che vi aspetta per una tonificante corsetta mattutina.
Mandateci una cartolina.

mercoledì 26 agosto 2009

La ripresa


Ad un mese esatto dall'ultimo post, torniamo (tristemente) in terra natia e ricominciamo ad allenarci seriamente.
Allenarci seriamente e lavorare, non lavorare seriamente ed allenarci.
Giusto per essere chiari.
Ecco questa frase dimostra quanto siamo (o almeno sono) atleti dilettanti: "ricominciamo ad allenarci seriamente".
Personalmente, pur avendo fatto una vacanza abbastanza impegnativa dal punto di vista fisico, l'allenamento per la corsa è stato nullo. Non c'era tempo, voglia e, soprattutto, possibilità.
Gli altri sicuramente hanno corso più di me anche perchè per correre più di quanto ho corso io in queste ultime settimane sarebbe bastato fare uno scatto (neanche troppo impegnativo) fino all'edicola sotto casa.
La nota positiva è il fattore P, che è rimasto costante, se non addirittura calante.
Sarebbe il fattore peso, meglio conosciuto dai più come fattore panza.
Sono tornato col mio perfetto programma personalizzato fatto dal sempre più esperto in materia di allenamenti Clodrunner! Programma che tra 2 settimane 2 mi porterà a fare, insieme agli altri, 30 km ad un mese esatto dalla maratona.
Sarà la prova definitiva per decidere e testare il nostro target time.
Il tempo della pigrizia e delle vacanze è finito.
O forse non è mai iniziato.

venerdì 24 luglio 2009

Sacro agosto

Questo blog dovrebbe essere indifferente alle stagioni dell'anno e alle pause lavorative, ma come non fare tributo al sacro mese di agosto?
La mente è stanca e le serve lasciare alle spalle le preoccupazioni quotidiane (don't you think you ought to rest?), i ragazzi vanno al mare...

Naturalmente il riposo mentale non equivale a dimenticarsi l'obiettivo Amsterdam!
Mancano undici settimane e, fidatevi, voleranno!

mercoledì 22 luglio 2009

David Goggins

Sono venuto a conoscenza dell'esistenza di questo personaggio solo qualche giorno fa, previa segnalazione del collega che insieme a me cerca di intrattenervi con questo blog.
Ne sono venuto a conoscenza e me ne sono innamorato.
Metaforicamente.
Ribadisco: metaforicamente.
David Goggins è il classico esempio di eroe americano. Gli abitanti d'oltre oceano vanno matti per storie come queste.
Il succo della faccenda è semplice: entra nell'esercito che pesa 130 kg, perde alcuni dei suoi compagni in guerra in Afghanistan e, a seguito di ciò, decide che deve fare qualcosa per i figli di coloro che sono caduti in guerra.
Praticamente "impazzisce" e comincia a fare ultra-maratone con il dichiarato intento di raccogliere fondi per il fine di cui sopra.
La sua trasformazione è questa:
Pensare che io, solo facendo sport, ho perso 8 kg in un anno e credevo di aver fatto una specie miracolo.
Sti cazzi.
Il morale della favola ovviamente non è "se ce l'ha fatta lui ce la possiamo fare tutti", bensì un molto più conciso e laconico "only the brave".

sabato 18 luglio 2009

Breve riassunto del Bignami di teoria dell'allenamento (III)

Spero che siate psicologicamente pronti a sentirvi riversare addosso almeno il secco rivoletto scaturente dalla sintesi dei fiumi di inchiostro spesi in materia!
Con una perfetta incompetenza mi azzardo a dire che per un maratoneta amatore è importante curare, in ordine di importanza, tre aspetti:
1- il peso;
2- la gittata cardiaca, il sangue (in modo che trasporti più ossigeno), i mitocondri (ove avviene gran parte dei meccanismi aerobici di produzione dell'energia -essi sono maggiormente presenti nelle fibre muscolari lente, quelle che si vanno sviluppate);
3- la capillarizzazione dei muscoli (che aiuta ad utilizzare la maggior quantità possibile dell'ossigeno presente nel sangue arterioso) e la forza muscolare.
Vorrei ritornare al titolo: "Breve riassunto del Bignami di teoria dell'allenamento". Chi ha studiato Dante sa che magnifico strumento è il Bignami: uno splendido ed agile libretto nel quale sono condensati schemi, spiegazioni e parafrasi in lingua corrente dei passaggi fondamentali della Divina Commedia. C'è un altro aspetto: lo usano gli asini, come me, che non hanno voglia di studiare direttamente le note del Sapegno o del Bosco-Reggio! Ora, quello che sto scrivendo è un breve schema del Bignami, ossia è il regno delle affermazioni apodittiche, sappiatelo.
Il peso
Del peso ho già detto negli scorsi post, ma ora che avete iniziato a correre potete apprezzare veramente quello che sto per dirvi. Sul ritmo della maratona ogni chilogrammo di troppo ci rallenta di circa 2,5"/km!! 5 chili in più corrispondono a 10 minuti in più sul tempo della maratona (quelli che ha preso Marathon Bia da me a Parigi. Io peso 65, lui 70, con altezze simili...incredibile la scienza...).
Gittata cardiaca, sangue, mitocondri
Questi parametri possono essere allenati solo con sedute di una certa intensità, inutile credere che fare molti chilometri a basso ritmo porti a miglioramenti. Perciò ogni seduta di allenamento va corsa sopra una soglia minima di qualità, con riferimento alla tipologia della seduta stessa e, in particolare:
- Fondo Lento: va corso ad un ritmo uguale a quello della propria prestazione sui 10.000, maggiorato di un tempo variabile da 30" a 1' (e.g. se si corrono i 10.000 in 40', il FL va corso tra i 4'30" e i 5' min/km);
- Fondo Medio: è l'8% più veloce del proprio FL (fissando FL a 5'/km, FM=4'36"/km).
Muscoli
Per quanto riguarda la capillarizzazione questa aumenta semplicemente con l'allenamento, mentre se è necessario aumentare la forza muscolare si dovranno fare opportune sedute di potenziamento. Del potenziamento non scriverò in questo post, sia perché la maggior parte delle tabelle ne prevedono un po', sia perché andrebbe fatto un discorso a parte.
Gli allenamenti principali del maratoneta
A questo punto, dati i ritmi, non resta che individuare le tipologie di allenamenti imprescindibili per il maratoneta.
Il Fondo Lento
Si corre su distanze tra i 10 e i 20 km (oltre si parla di lunghissimo). Distanze brevi sono rigeneranti, distanze più lunghe allenanti. Ovviamente facendo solo tre sedute a settimana si corrono quasi esclusivamente lenti allenanti, in quanto alla rigenerazione provvede il riposo. Per il ritmo si è detto.
Il Fondo Progressivo
Serve ad aiutare il miglioramento dei parametri, è una corsa suddivisa in frazioni, ciascuna delle quali a velocità crescente rispetto alla precedente, in base ai ritmi identificati come FL e FM. Questi i modelli base di FP:
1- FP a due frazioni
Tipo A: 2/3 FL e 1/3 FM: mantenimento della condizione, non serve al miglioramento dei parametri.
Tipo B: 1/2 FL e 1/2 FM: ha anche finalità allenante sulla soglia anaerobica (di cui non ho parlato, sennò non era più finita!).
Si deve scegliere tra A e B a seconda della freschezza, con il primo, naturalmente, si recuperà di più.
2- FP a tre frazioni
Tipo A: si effettua una seduta di progressivo come nel due frazioni, l'ultimo chilometro però si da tutto. Ciò serve per capire il proprio stato di allenamento.
Tipo B: 50% FL, 30% FM, 20% ritmo 10.000. Questa è la forma di progressivo a maggior grado di intensità e deve intendersi per distanze fino a 15 km massimo.

Le ripetute lunghe (l'angoscia dei più)
Si effettuano su distanze tra i 2.000 e i 7.000 m, con ritmo delle ripetute più veloce rispetto al ritmo gara e recupero tra una e l'altra alla velocità del Fondo Lento.
La finalità delle ripetute è da un lato far guadagnare qualche secondo al chilometro sul ritmo gara, dall'altro a capire il proprio limite e dare valore anche alle minime variazioni di ritmo. Infatti visto che sono piuttosto faticose basta essere un po' troppo veloci all'inizio per pagarne le conseguenze alla fine.
Che noia!!!! Viene voglia di uscire a correre e non saperne niente!
Eppure non è che una frazione di ciò che si legge sui libri e sui siti già consigliati. Il mio libro di riferimento è questo.
Ho volutamente tralasciato l'annoso problema della famosissima crisi del trentacinquesimo chilometro, non l'ho certo dimenticata (un'esperienza drammatica), ma ho pensato sia meglio parlarne a parte perché coinvolge più aspetti.
Non so perché ma mi è venuta fame, quasi quasi faccio un salto alla sorte!

Fermata la sorte

Come anticipato ieri sera abbiamo organizzato una cena con tutti i partenti per Amsterdam 2009: in 13 a tavola di venerdì 17 ci ha giustamente fatto notare la padrona del ristorante a 5 stelle in cui eravamo, ma noi puntavamo tutto sul nome della location. Trattoria Alla Sorte.
Una garanzia.
Cena leggera (tagliatelle, lasangne, costate, asino e polenta) da veri sportivi e via a snocciolare numeri, chilometraggi e tempi.
Sembravamo un gruppo di professionisti veri. Ovviamente non lo siamo.
Dei presenti di ieri sera otto sono aspiranti mezzi-maratoneti, uno è aspirante maratoneta e poi ci siamo noi quattro tronfi della nostra maratona già portata a termine con onore a Parigi e aspiranti bi-maratoneti ad Amsterdam.
Gruppo ben assortito, ci sarà da divertirsi. Camerata di gruppo in ostello ad Amsterdam e via verso l'infinito e oltre.
L'unica cosa che un po' dispiace è che la mezza è al pomeriggio e la maratona alla mattina quindi non la si fa tutti insieme, amen. Vorrà dire che i maratoneti saranno già in ostello a godersi il meritato riposo del guerriero quando i mezzi maratoneti dovranno ancora partire.

Detto questo torniamo a noi.
L'altro giorno io e l'altro scrittore del blog abbiamo fatto delle ripetute in salita da 100 mt con un caldo non banale (sembrava di essere in un forno da pizza inseme ad un'ottima quattro stagioni): le prime 5 son andate via liscie, anzi gareggiavamo spavaldamente tra di noi gonfiando il petto e atteggiandoci modello pavone, le altre 15 sono state un'agonia. Un ringraziamento speciale va alla signora di tremila anni che ci ha concesso di bere dalla canna con cui innaffia il giardino, sembravamo due reduci da una missione esplorativa nel cuore del deserto australiano, ma avevamo solo corso un po' più di mezz'ora sulle colline circostanti la Fatal Verona.
La maratona si avvicina, il momento dell'allenamento è, ora, fondamentale. Bisogna cominciare a buttare chilometri su chilometri nelle gambe.
Noi da programma (sempre con tre uscite settimanali, non una di più, non una di meno) contiamo di fare una media di 55 km per settimana, con i lunghi/lunghissimi domenicali che cominciano ad essere abbastanza impegnativi, andando da un minimo di 18/20 km ad un massimo di oltre 30 a seconda della tabella.
Mancano 3 mesi pieni, il consiglio è di mettersi sotto seriamente sennò diventa troppo tardi e si rischia di arrivare poco preparati all'evento-maratona. Il nostro orribile allenamento per Parigi ci ha lasciato dei segni indelebili: piuttosto che allenarsi male e arrivare in fondo soffrendo tantissimo, meglio tirare i remi in barca, rimandare e allenarsi bene per la prossima.
C'è pieno di maratone.
Chiaro è che chi abbandona anche una sola volta non sarà mai un eroe. Affrettatevi perchè, come già detto a più riprese, i posti nell'Olimpo riservati agli eroi sono contati e 4 sono già occupati da qualche mese.
Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.

mercoledì 15 luglio 2009

Verso l'infinito e oltre: la Comrades Marathon


Già con l'articolo relativo alla 100 km del deserto siamo entrati nel mondo delle ultramaratone. Il nome è a dir poco epico, sembra il nome di un'eroe dei fumetti, il figlio di Superman e Catwoman per intendersi. Già una maratona è di per sè dura, una maratona ultra da l'idea di un qualcosa di immenso, infinito e, ovviamente, drammatico.
Universalmente sono riconosciute come ultramaratone tutte le gare che eccedono i 42 km e 195 m della "normale" maratona. Normale maratona che, al cospetto delle gare che vi presenteremo, sembra una corsetta senza pretese.
Magari lo è.
La Comrades Marathon è la più antica ultramaratona, si corre infatti sin dal lontano 1921.
Si tiene in Sudafrica e il percorso varia di anno in anno, restando come punti fissi solo la partenza (Pietermaritzburg) e l'arrivo (Durban) ed è lungo approssimativamente 90 km, percorribili in un tempo massimo di 12 ore!! Il tutto condito dalle Big Five: 5 allegre collinette dislocate lungo il percorso della gara e che contribuiscono a dare quel tocco di avventura e fatica di cui il podista farebbe volentieri anche a meno.
Nel sito ufficiale la chiamano The Ultimate Human Race, credo ci sia poco da aggiungere.

lunedì 13 luglio 2009

Imprese entrate nella storia














Vi segnalo un articolo trovato oggi sul corriere on-line che a sua volta si rifersisce ad un altro articolo uscito sull'Indipendent di Londra.
Riguarda tutte le più grandi imprese dell'atletica leggera dai tempi che furono fino ai nostri giorni.
Dategli uno sguardo, è interessante!

mercoledì 8 luglio 2009

Parlare nuoce gravemente alla salute



Parlare della maratona nello specifico. Nuoce alla salute degli altri, noi ormai siamo delle anime perdute.
Da quando siamo tornati da Parigi almeno una volta al giorno il povero disgraziato di turno era costretto ad ascoltare le nostre filippiche e i nostri trattati sul mondo della corsa: dagli allenamenti a che scarpe usare, dallo stretching al chilometraggio, da che mutande mettere a quante birre bere prima della maratona.
Inizialmente il nostra parlare era utile solo a noi, ci piaceva rivivere la nostra impresa raccontando cosa avevamo fatto e i nostri amici ci ponevano svariate domande forse fingendo interesse per darci un minimo di soddisfazione. Noi, comunque, da ogni racconto imparavamo qualcosa, come dettagli tralasciati o errori (tanti) commessi, e ce la appuntavamo mentalmente ripromettendonci di migliorare. Successivamente però le nostre parole hanno sortito, nelle giovani menti che si ponevano davanti a noi, un risultato decisamente inaspettato: la scintilla della corsa.
E' stato come se si fosse risvegliato, in certi nostri ascoltatori, una sorta di desiderio di mettersi alla prova per dimostrare che, si eravamo stati bravi ad arrivare al traguardo parigino, ma che, in realtà, a correre sono capaci tutti.
Niente di più vero, noi siamo i primi a sostenerlo.
La risultante di questa equazione con decine di variabili è stata decisamente insperata ed inimmaginata: molti amici si sono messi a correre, chi già lo faceva ed ha semplicemente aumentato le uscite, ed hanno poi continuato probabilmente trovando nella corsa un buon momento per tenersi in forma e staccare la spina. Chiunque di voi abbia provato almeno una volta a correre dopo una giornata di lavoro o di studio, o anche il giorno dopo una serata particolarmente goliardica, si sarà sicuramente reso conto dei benefici non solo fisici, ma anche psichici che la corsa porta con sè.
C'è chi si è messo a fare solo qualche chilometro per rimettersi in forma prima della fantomatica prova costume, ma c'è anche chi una volta iniziato ha deciso di continuare a correre quelle 2-3 volte settimanali, migliorando la propria condizione fino a decidere di iscriversi alla maratona di Amsterdam con noi.
Qui volevo arrivare.
Tra iscritti alla maratona e iscritti alla mezza maratona ad ottobre partiremo, ad oggi, in 13 umani, tutti volenterosi di fare la loro "porca" figura.
Non importa se avete deciso di fare la mezza maratona o la maratona intera, tagliare il traguardo sarà un'emozione per tutti e il punto di arrivo di un percorso durato mesi, perchè un'altro principio la corsa insegna: la disciplina. Se, infatti, volete fare un tragittio più lungo di quello che vi porta dal gelataio dovete allenarvi allenarvi e allenarvi.
Non abbiamo costretto nessuno, sia chiaro, ma questi giovani fanciullie e fanciulle pieni di speranze che vengono a sfidare il destino olandese hanno capito in pieno il significato della corsa che noi volevamo trasmettere: corri per stare bene con te stesso prima, misurati con gli altri per provare delle emozioni mai provate poi.
La settimana prossima ci troveremo, al gran completo, per quella che è stata già battezzata la "cena maratona" consistente in tanto vino e abbondanti piatti di pasta, tutti elementi che non vanno proprio a braccetto con l'ideale del perfetto maratoneta, ma di cui noi andiamo estremamente ghiotti.

Chiariamo un'ultima cosa, per evitare che venga travisato dal non attento lettore il significato di questo post: non bisogna per forza correre decine di chilomentri a settimana per fare una maratona dopo qualche mese, ognuno fa quello che riesce e quello che si sente, esagerare porta solo conseguenze negative.
Poi scusate, ma per le imprese ci siamo già noi, non usurpateci lo status di eroe, l'abbiamo appena conquistato.

giovedì 2 luglio 2009

Il ginocchio questo sconosciuto


Lo corsa è uno sport che fa bene, fortifica il corpo e lo spirito, tonifica, fa dimagrire e, ultimo ma non meno importante, aiuta a non pensare alle miserie della vita di tutti i giorni.
Ricordate però che eccedere è sempre sbagliato, perchè è anche uno sport che logora non poco tutte le articolazioni, ginocchia in primis.
Io sono uno spot vivente di quanto sopra esposto: tanto allenamento, tanto male alle ginocchia, tante imprecazioni.
Non solo io, ma tutti noi quattro ci siamo già fatti male più di una volta, infortuni non traumatici, ma risultanti da troppo allenamento fatto magari non correttamente e senza le opportune precauzioni.
I consigli che si possono dare, sono pochi e semplici.
In primis le scarpe: non mi stancherò mai di ripeterlo, ma buttate dalla finestra tutte quelle vecchie scarpe da ginnastica che usate per correre, specialmente quelle con la suola sottile (tanto alla moda quanto inutili) che sono la prima causa al mondo di tendiniti di ogni genere. Comprate con 90-100 euro un paio di scarpe da corsa ben ammortizzanti e siete a posto.
In secondo luogo dove correre: l'asfalto fa male, è duro e ad ogni passo il vostro ginocchio si insacca contro il suolo; lo sterrato ammortizza di più, ma, a causa dell'irregolarità del fondo, può causare infortuni traumatici (distorsioni et similia); la pista d'atletica va bene per distanze corte in quanto si sforza sempre il ginocchio interno, ma è noiosa all'ennesima potenza. Io corro il più possibile sullo sterrato facendo attenzione e, quando è necessario a causa dell'elevato chilometraggio da compiere, sull'asfalto.
In terzo luogo quanto correre: a mio parere tre volte a settimana è un buon numero che, se fatto con costanza, vi porterà ad un buon livello di allenamento; il consiglio che mi sento di dare, e che a suo tempo è stato dato a me, è alternare la corsa con qualche giro in bici o con qualche nuotata, ne trarrete giovamento.
Infine cosa usare per guarire: oltre agli anti-dolorifici e anti-infiammatori che tutti conoscete (dall'Aulin in poi..), io ho trovato molto sollievo con l'Arnica (5 euro in farmacia/erboristeria per un tubetto di pomata, che contiene un estratto dell'omonima erba e che non ha controindicazioni essendo al 100% naturale) e con i cerotti adesivi Dicloreum (20 euro per confezioni da dieci cerotti che rilasciano anti-infiammatori non steroidei) da applicare per un periodo non superiore a 14 giorni.
Quando riprendete a correre dopo un infortunio cercate di non strafare e ricominciate con calma; se vi credete dei superuomini e ricominciate subito macinando chilometri su chilometri, in realtà siete solo degli asini.
Fidatevi di uno che asino lo è.